Paralisi occhio da herpes zoster
Buonasera Dottori, vi espongo il caso di mia madre di 66 anni.
Circa 15 giorni fa ha iniziato con dolore e gonfiore allocchio destro, vertigini e nausea.
Inizialmente le sono state diagnosticate congiuntivite/orzaiolo, successivamente herpes zoster oftalmico.
Ha sviluppato:
* vescicole in regione frontale destra,
* edema importante del volto,
* ptosi palpebrale completa dellocchio destro,
* alterazione dei movimenti oculari.
Attualmente il volto è quasi del tutto sgonfio e le pustole sono scomparse dopo terapia con Aciclovir 800 mg 5 volte al giorno da circa 20 giorni.
Da 7 giorni ha iniziato anche Deltacortene 2 cpr da 25mg) secondo prescrizione neurologica.
Nel referto neurologico viene riportata:
paralisi isolata del III nervo cranico associata a Herpes Zoster, con deficit dei movimenti oculari, anisocoria e ptosi palpebrale completa.
È stata richiesta RM encefalo con contrasto e studio del seno cavernoso.
Attualmente la palpebra resta completamente chiusa e locchio non si muove correttamente rispetto allaltro.
Vorrei chiedere:
* quanto frequentemente si osserva recupero del III nervo cranico in questi casi,
* quali possono essere realisticamente i tempi di miglioramento,
* e se il persistere della ptosi dopo 20 giorni possa ancora rientrare in un decorso compatibile con neuropatia da herpes zoster.
Grazie a chi vorrà rispondere.
Circa 15 giorni fa ha iniziato con dolore e gonfiore allocchio destro, vertigini e nausea.
Inizialmente le sono state diagnosticate congiuntivite/orzaiolo, successivamente herpes zoster oftalmico.
Ha sviluppato:
* vescicole in regione frontale destra,
* edema importante del volto,
* ptosi palpebrale completa dellocchio destro,
* alterazione dei movimenti oculari.
Attualmente il volto è quasi del tutto sgonfio e le pustole sono scomparse dopo terapia con Aciclovir 800 mg 5 volte al giorno da circa 20 giorni.
Da 7 giorni ha iniziato anche Deltacortene 2 cpr da 25mg) secondo prescrizione neurologica.
Nel referto neurologico viene riportata:
paralisi isolata del III nervo cranico associata a Herpes Zoster, con deficit dei movimenti oculari, anisocoria e ptosi palpebrale completa.
È stata richiesta RM encefalo con contrasto e studio del seno cavernoso.
Attualmente la palpebra resta completamente chiusa e locchio non si muove correttamente rispetto allaltro.
Vorrei chiedere:
* quanto frequentemente si osserva recupero del III nervo cranico in questi casi,
* quali possono essere realisticamente i tempi di miglioramento,
* e se il persistere della ptosi dopo 20 giorni possa ancora rientrare in un decorso compatibile con neuropatia da herpes zoster.
Grazie a chi vorrà rispondere.
Gentile Utente,
il quadro che descrive appare compatibile con una delle complicanze neurologiche più note, sebbene relativamente poco frequenti, dell'herpes zoster oftalmico: il coinvolgimento dei nervi cranici oculomotori, nel caso specifico del III nervo cranico. Da quanto riferisce, la diagnosi formulata dal Collega Neurologo appare plausibile e correttamente inquadrata; condivido inoltre l'indicazione ad eseguire una RM encefalo con mezzo di contrasto e studio del seno cavernoso, sia per confermare il coinvolgimento infiammatorio correlato allo zoster sia per escludere altre possibili cause di oftalmoplegia. Per quanto riguarda la prognosi, esistono motivi per essere prudentemente ottimisti.
Nella maggior parte dei casi descritti in letteratura si osserva infatti un recupero almeno parziale, e spesso significativo, della funzione del III nervo cranico. Tuttavia i tempi di recupero sono generalmente molto più lunghi rispetto alla risoluzione delle lesioni cutanee.
Mentre le vescicole e l'edema tendono a migliorare nel giro di alcune settimane, il recupero neurologico può richiedere diverse settimane o alcuni mesi; talvolta anche 6-12 mesi nei casi più severi.
Pertanto il fatto che, dopo circa 20 giorni dall'esordio, persista una ptosi palpebrale completa non rappresenta di per sé un elemento particolarmente sfavorevole né incompatibile con una neuropatia da herpes zoster. Anche il recupero della motilità oculare è spesso graduale e può precedere o seguire il miglioramento della ptosi.
Naturalmente la prognosi definitiva dipenderà da diversi fattori, tra cui l'entità iniziale del deficit;
il grado di coinvolgimento del nervo; la rapidità di instaurazione della terapia antivirale; i risultati degli accertamenti neuroradiologici richiesti.
In sintesi, alla luce dei dati che fornisce, non ritengo che la persistenza della ptosi dopo circa tre settimane debba essere interpretata come indice di mancato recupero. In questa fase del decorso è ancora assolutamente prematuro formulare valutazioni prognostiche definitive.
Un cordiale saluto.
Dott. Mauro Colangelo
Neurologo Neurochirurgo
il quadro che descrive appare compatibile con una delle complicanze neurologiche più note, sebbene relativamente poco frequenti, dell'herpes zoster oftalmico: il coinvolgimento dei nervi cranici oculomotori, nel caso specifico del III nervo cranico. Da quanto riferisce, la diagnosi formulata dal Collega Neurologo appare plausibile e correttamente inquadrata; condivido inoltre l'indicazione ad eseguire una RM encefalo con mezzo di contrasto e studio del seno cavernoso, sia per confermare il coinvolgimento infiammatorio correlato allo zoster sia per escludere altre possibili cause di oftalmoplegia. Per quanto riguarda la prognosi, esistono motivi per essere prudentemente ottimisti.
Nella maggior parte dei casi descritti in letteratura si osserva infatti un recupero almeno parziale, e spesso significativo, della funzione del III nervo cranico. Tuttavia i tempi di recupero sono generalmente molto più lunghi rispetto alla risoluzione delle lesioni cutanee.
Mentre le vescicole e l'edema tendono a migliorare nel giro di alcune settimane, il recupero neurologico può richiedere diverse settimane o alcuni mesi; talvolta anche 6-12 mesi nei casi più severi.
Pertanto il fatto che, dopo circa 20 giorni dall'esordio, persista una ptosi palpebrale completa non rappresenta di per sé un elemento particolarmente sfavorevole né incompatibile con una neuropatia da herpes zoster. Anche il recupero della motilità oculare è spesso graduale e può precedere o seguire il miglioramento della ptosi.
Naturalmente la prognosi definitiva dipenderà da diversi fattori, tra cui l'entità iniziale del deficit;
il grado di coinvolgimento del nervo; la rapidità di instaurazione della terapia antivirale; i risultati degli accertamenti neuroradiologici richiesti.
In sintesi, alla luce dei dati che fornisce, non ritengo che la persistenza della ptosi dopo circa tre settimane debba essere interpretata come indice di mancato recupero. In questa fase del decorso è ancora assolutamente prematuro formulare valutazioni prognostiche definitive.
Un cordiale saluto.
Dott. Mauro Colangelo
Neurologo Neurochirurgo
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 2 visite dal 29/05/2026.
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