Mancamento

Gentili dottori,
La mia domanda può sembrare strana, perché risale a un episodio di tanti anni fa.
Ma è un tarlo che mi gira per la testa da tanto tempo essendo io ipocondriaca.
Quando avevo 23 anni ovvero 20 anni fa è successa una cosa strana che mi ritorna sempre in mente.
Una mattina abbastanza fredda di gennaio, sono uscita a fare le analisi del sangue, poi ho fatto colazione al bar, eravamo a piedi io e mia sorella il laboratorio dista circa 10 minuti di camminata, poi rientro a casa e poco dopo esco di nuovo a piedi con mia madre per recarmi ad un appuntamento di lavoro.
All' improvviso iniziano a cedermi le gambe e non riuscivo a parlare non ho perso i sensi io sentivo tutto e vedevo tutto ( affuscato ma vedevo) mia madre ed un passante mi portano verso un muretto per farmi sedere, intanto mamma chiama il medico che scende di corsa eravamo praticamente sotto il suo studio, ma io stavo già bene, parlavo e camminavo mi muovevo come se niente fosse mai successo, il medico ha parlato di un probabile calo di glicemia, perché la pressione era a posto.
Io però ho sempre temuto si trattasse di qualcosa di più serio a livello cerebrale, a distanza di anni ho ancora questa cosa che mi gira per la testa avendo perso mia madre 7 mesi fa a causa di un ictus io poi sono ipocondriaca e mi terrorizza tutto.
Da premettere che in 20 anni ho fatto scrupolosamente ogni anno analisi del sangue, visite cardiologiche, oculistiche e le cose di routine.
A 27 anni ho partorito naturalmente mio figlio, ed episodi del genere comunque non mi sono più capitati.
A parte qualche strano episodio notturno nella prima fase del sonno sei sette anni fa ero in crisi con il mio ex marito ero molto, molto agitata e mi capitava di addormentarmi e poi sentire i battiti del cuore in testa andavo nel panico ed iniziavo ad urlare il mio medico ha definito questi episodi una scarica elettronica del cervello in fase di riposo.
Ogni volta però che ho raccontato l' episodio del mancamento ai medici è stato come se neanche gli dessero importanza.
Io però ho sempre una domanda, specialmente dopo la morte di mia madre per un ictus.
Potrebbe essere stato un episodio transitorio ( ictus, ischemia)?
Mi sono ripresa in pochi minuti e ricordo perfettamente tutto.
Grazie a chi mi risponderà.
Cordialmente
Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo 6.9k 373
Gentile Paziente,
comprendo perfettamente il motivo per cui questo episodio continui a tornarle in mente, soprattutto dopo la dolorosa esperienza della perdita di sua madre per ictus. Tuttavia, proprio leggendo con attenzione la sua descrizione, devo dirle che non emergono elementi particolarmente suggestivi di un evento cerebrovascolare. Innanzitutto stiamo parlando di un episodio isolato verificatosi circa vent'anni fa, senza successive recidive nonostante il trascorrere del tempo, una gravidanza, un parto e una normale vita quotidiana. Inoltre alcuni aspetti del racconto risultano poco compatibili con un ictus o un attacco ischemico transitorio (TIA) costituiti dall'età molto giovane al momento dell'episodio, dal recupero completo nel giro di pochi minuti, dall'assenza di deficit neurologici residui; dalla normalità dei successivi controlli medici effettuati negli anni ed infine dal fatto che il disturbo sia comparso dopo una mattinata piuttosto intensa, a digiuno per il prelievo, con esposizione al freddo e successiva attività fisica (cammino ripetuto).
Un episodio lipotimico (ossia un mancamento senza perdita completa di coscienza), favorito da una combinazione di digiuno, freddo, possibile lieve ipoglicemia, vasodilatazione e stanchezza, appare una spiegazione decisamente più plausibile. Anche il fatto che lei ricordi perfettamente tutto ciò che stava accadendo e che abbia recuperato rapidamente depone maggiormente per una lipotimia o una reazione vasovagale piuttosto che per un evento ischemico cerebrale.
Per quanto riguarda gli episodi notturni comparsi anni dopo in un periodo di forte stress emotivo, la descrizione è maggiormente compatibile con fenomeni correlati all'ansia, agli attacchi di panico notturni o a particolari manifestazioni che possono verificarsi nelle fasi di addormentamento, piuttosto che con una patologia neurologica strutturale.
Vorrei infine sottolineare un aspetto importante: il fatto che tutti i medici ai quali ha raccontato questo episodio non gli abbiano attribuito particolare significato clinico non deriva da disinteresse, ma probabilmente dal fatto che, per le modalità con cui si è verificato e per l'evoluzione successiva, non hanno ravvisato elementi suggestivi di una malattia neurologica.
Capisco che il recente lutto abbia inevitabilmente riacceso molte paure riguardanti la salute e gli eventi cerebrovascolari. Tuttavia, sulla base di quanto riferisce, non vedo motivi per ritenere che quell'episodio di vent'anni fa fosse un ictus o un attacco ischemico transitorio. Piuttosto, mi sembra uno di quei ricordi che, alimentati dall'ansia e dalle esperienze dolorose della vita, continuano a ripresentarsi nella mente pur non avendo verosimilmente il significato minaccioso che lei teme.

Cordiali saluti.

Dott. Mauro Colangelo
Neurologo e Neurochirurgo-Napoli

Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/

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Gentile dottore,
Io la ringrazio infinitamente per la risposta dettagliata, e chiarissima. Grazie per avermi dedicato tempo prezioso.
Buona domenica
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Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo 6.9k 373
Cara Signora,

sono contento di esserle stato utile.

Cordialmente

Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
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