Utente 506XXX
Gentili medici,
Da alcuni anni (circa 3) soffro di capogiri. Queste vertigini sono presenti spesso, anche se non quotidianamente. Nella maggior parte dei casi si presentano in forma blanda, magari solo in alcuni momenti della giornata, risolvendosi in pochi minuti. In alcuni periodi dell'anno, però, ho delle fasi acute, in cui queste manifestazioni diventano particolarmente severe. In questi periodi di crisi, durante i primi giorni ho capogiri tali da avere difficoltà nel mantenimento della posizione eretta, poi i sintomi vanno migliorando, fino ad una remissione spontanea che arriva nell'arco di 5/7 giorni. Durante questi periodi acuti ho notato che le vertigini si presentano appena muovo la testa, mentre riesco a trovare un po' di pace solo quando mantengo il capo immobile per alcuni minuti. Le vertigini sono soggettive (sono io a sentire come se fossi in movimento, non vedo l'ambiente circostante muoversi), e, se dovessi descriverne la sensazione, farei una similitudine con il mal d'auto (soffro in maniera molto severa di chinetosi). Ecco, appunto, il mal d'auto: un altro momento in cui queste vertigini si presentano con grande forza è dopo alcuni viaggi in auto che mi scombussolano particolarmente. Dopo di essi, poi, il malessere non si risolve entro pochi minuti dalla fine del viaggio, ma può durare anche per tutto il resto della giornata. Un'altra cosa che si accompagna spesso a questi sintomi è un fastidioso senso di "intontimento". Ultimamente ho deciso di approfondire questi problemi attraverso delle visite mediche specialistiche. Sono stato visitato da un otorinolaringoiatra e da un ortopedico. Entrambi, dopo le visite e gli esami clinici del caso, non hanno rilevato nulla di patologico, e mi hanno anche sconsigliato una visita neurologica, dicendo (entrambi) che secondo loro non è il caso. Sono consapevole anche del fatto che problemi di questo tipo possano essere causati anche da stati ansiosi. Io sono un tipo piuttosto ansioso, ma sto curando questo problema da alcuni mesi, mentre queste vertigini continuano ad essere presenti, e nei periodi acuti anche invalidanti. Non sono mai riuscito a ricollegarle a nulla, né ad un particolare periodo dell'anno, né a particolari eventi. L'unica cosa che posso dire è che ho l'impressione che una delle cause possa essere legata anche all'uso di dispositivi come il computer ed il cellulare, soprattutto quando li uso per leggere. Dopo un uso prolungato di questi apparecchi, infatti, spesso avverto dei capogiri. Una volta in cui si sono presentati in forma acuta, ricordo che la sera prima avevo passato molto tempo sullo smartphone, stando anche steso sul letto ed al buio. Per quanto riguarda altre condizioni mediche, non c'è nulla di particolarmente rilevante, se non una bicuspidia aortica (che, però, a detta del cardiologo che me la rilevò, non è preoccupante). Cosa potrei/dovrei fare secondo voi? Spero di aver fornito tutte le informazioni necessarie, e ringrazio anticipatamente chi vorrà aiutarmi.

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Dr. Mauro Colangelo

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Egregio Utente,
innanzitutto mi complimento per l'esposizione molto "professionale" della sua anamnesi.
Il fenomeno da lei descritto può rientrare nel contesto di un disturbo labirintico (cosiddetta vertigine dei "sassolini") che va accertato dal Neurologo o dall'ORL, ma può anche rappresentare la cosiddetta "pseudo-vertigine" qualora venga esclusa la Vertigine Parossistica Posizionale Benigna.
La pseudo-vertigine è figlia dell'ansia e va trattata come tale dal neurologo.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
www.colangeloneurologo.it