Utente 388XXX
Buongiorno ho una bimba di 3anni e 8 mesi. A 2 anni e mezzo le ho tolto il pannolino con un po di difficoltà ma dopo un po' con la pipì non ha avuto nessun problema a farla nel wc.ma per la cacca ha avuto difficoltà sia paura ma anche un po' di stitichezza così il pediatra le ha dato il dicopeg...a settembre con l'inizio della materna con l'aiuto di libricini e giochi passata anche la paura ha iniziato a farla nel wc... ora però alterna.per giorni la fa nel wc ma spesso lo dice dopo averla fatta nelle mutandine. E mi dice anche che lo fa perchè sta giocando. Non so cosa fare ho provato ad avere pazienza a spiegarle e a portare giochi nel bagno.con dei premi.anche ad essere più dura e arrabbiarmi. Eppure era riuscita per un mesetto ad andare sempre nel wc. In tutto questo io aspetto un'altra bimba che nascerá a breve.ho pensato che sicuramente questo incide ma poi quando lei stessa ammette che lo fa perchè sta giocando penso che è solo per pigrizia. Come dovrei comportarmi? Grazie mille

[#1] dopo  
Dr. Adelia Lucattini

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Il trattenere le feci in bambini che non abbiano problemi fisici diagnosticati dal pediatra e dal gastroenterologo, sovente sono espressione di un bisogno di controllo e paura di lasciarsi andare.

Controllare le feci, come trattenere l'urina è un modo per "trattenere" ansie e paure attraverso il corpo.
Nei bambini mente e corpo sono molto uniti e questo tipo di fenomeni relativamente frequenti.

Col prolungarsi del trattenere, può esserci perdita dello stimolo stitichezza come incontinenza.

Quando i bsmbini affermano di farlo per non interrompere il gioco, la risposta è sincera ma il bambino è naturalmente inconsapevole delle proprie motivazioni psicologiche e inconsce.

La nascita di un fratellino può essere un fattore scatenante, un evento che può far ripresentare o acuire il problema che sembrava superato.

Il trattamento specifico è psicoanalitico.
Una consultazione in 5 incontri, il primo coi genitori, tre col bambino da solo e l' ultimo (detto di "restituzione") con i genitori.

Talvolta la stessa consultazione è sufficiente a sbloccare la situazione, tal altra è necessaria una consultazione prolungata 7-10 incontri, in altri casi ancora, è invece necessaria un'analisi infantile a una obdue volte a settimana del bambino da solo, con incontri periodici con i genitori (di "sostegno alla genitorialità") fino alla totale risoluzione del problema.

Questo dipende dal disturbo emotivo di fondo sotteso al sintomo del "trattenere" le feci.
Dr. Adelia Lucattini.
Psichiatra Psicoterapeuta.
Psicoanalista Ordinario SPI-IPA.Esperta in bambini e adolescenti.Depressione-Disturbi dell'umore.