Utente 498XXX
Salve, sono una studentessa universitaria di 20 anni e da un po’ di tempo mi pongo alcuni dubbi...
Alle elementari, medie, superiori, e anche al mio primo anno di università, mi sono sempre fatta riconoscere da docenti e compagni come la ragazza “svampita”, che dimentica sempre le cose (oggetti, eventi, scadenze, comunicazioni importanti) perché “naturalmente sulle nuvole”. Io ci ho sempre scherzato è questo non è mai stato motivo di offesa, però ora mi chiedo se dietro ci sia un deficit e non un semplice modo di essere.
Non ho mai avuto problemi di rendimento a scuola fino alla seconda superiore, quando (complice l’immaturità dell’epoca e un periodo difficile) ho iniziato a tentennare, avere debiti e rischiare la bocciatura. I miei professori mi hanno sempre descritta come una ragazza intelligente e dalle ottime capacità espressive ma “sulle nuvole”, dalle continue dimenticanze, deconcentrata e che non sempre si applicava (i miei voti passavano dall’8, più raramente 9, al 3). Non nego che non sempre mi impegnassi, ma la mancanza di concentrazione - sia durante lo studio che a lezione - era costante.
Ora sono al primo anno di università e faccio la pendolare. Ho iniziato con un atteggiamento molto serio ma continuo a far fatica: non riesco mai a seguire interamente le lezioni perché mi distraggo sempre e lo studio è abbastanza precario (anche se i voti rimangono buoni). Mi capita continuamente di dimenticare oggetti di valore in giro (cosa che accade abitualmente dalle elementari) e ho imparato a gestire e capire gli spostamenti in treno più difficilmente rispetto alle compagne. Una volta mi è capitato di dimenticare la pensilina corretta e sono finita dall’altra parte della Lombardia, un’altra volta ho dimenticato sul treno lo zaino - pur essendo accanto a me - e sono scesa senza, un’altra volta mi sono dimenticata avessero annullato una lezione e, nonostante lo avessi annotato, mi sono comunque recata a Milano.
Alle superiori non avevo grosse difficoltà perché la mia scuola non era difficile e i miei professori accettavano il mio essere “sulle nuvole”, ma i ritmi di studio attuali e il dovermi organizzare continuamente, dover gestire le scadenze (che puntualmente dimentico) e capire gli spostamenti mi stanno sfiancando.
Puntualizzo che con gli anni sono diventata una persona estremamente metodica proprio per sopperire alla mia naturale confusione mentale; annoto qualsiasi cosa e tutti i miei impegni vengono segnati sull’agenda, ma questo non basta per ricordarmi sempre tutto.
Io non voglio fare quella che si autodiagnostica disturbi e vuol vedere più di quel che c’é, ma non capisco come ancora io non riesca ad avere una mente chiara ed organizzata.
Segnalo che mio fratello è stato diagnosticato dislessico, discalculico, disfasico, disgrafico e disortografico.

[#1] dopo  
Dr. Adelia Lucattini

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Data la sua età è opportuna una visita specialistica con uno psicoanalista per gli aspetti psicologici ed emotivi del suo disturbo.

È anche importante una valutazione testologica, con esperto in tests psicodiagnostici, per escludere la presenza di disturbi specifici dell'apprendimento, vista anche la familiarità.

Spesso vi è un'associazione di disturbi emotivi e DSA, anche se questi ultimi sono sottosoglia.
Infatti anche un DSA non grave, richiede un grande sforzo psicologico, d'attenzione e molto impegno e fatica per mantenere un buon rendimento.
Se poi per varie ragioni, la diagnosi arriva in ritardo, lo sforzo, la fatica sono protratti nel tempo con risvolti psicologici importanti, compreso aspetti depressivi che richiedono un intervento psicoterapeutico.
Dr. Adelia Lucattini.
Psichiatra Psicoterapeuta.
Psicoanalista Ordinario SPI-IPA.Esperta in bambini e adolescenti.Depressione-Disturbi dell'umore.

[#2] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Paziente, a lato di quanto detto dalla Collega, non vorrei che fosse trascurato un aspetto forse importante: la qualità del suo sonno. In alcuni casi il deficit di attenzione durante il giorno è sostenuto da un cattivo riposo durante la notte, a causa di un disturbo nel sonno. Fra questi il più comune è la Sindrome delle Apnee Notturne nel Sonno (OSAS).
Bisognerebbe in pratica escludere che lei nel sonno abbia episodi di apnea, cioè di arresto del respiro. Il sintomo di accompagnamento più frequente è costituito dal russare (chieda in merito ai suoi famigliari, perché chi dorme può non aver coscienza di russare).
Chi presenta russamento e Apnee nel Sonno al mattino si alza stanco, e di giorno è spesso sonnolento, oltre che deconcentrato.
Eventualmente mi faccia sapere.
Cordiali saluti ed auguri.
Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
Spec. in Odontoiatria, Gnatologo- Ortodontista
www.studiober.com edber@studiober.com