Tic nei bambini

Buongiorno a tutti,
ho bisogno disperato di un parere.

Sono la mamma di un bambino di 9 anni che a settembre di quest’anno, in coincidenza con la ripresa della scuola dopo mesi di non frequentazione, ha iniziato ad avere un vistoso tic che gli faceva muovere la testa all’indietro ogni 10- 15 secondi.

Lo abbiamo fatto vedere da diversi dottori (in prevalenza neuropsichiatri) e in ultima istanza gli hanno diagnosticato una leggere forma di Tourette (aveva anche un piccolo tic vocale e si annusava le dita).
Il medico ci ha detto che questi tic avrebbero avuto un andamento altalenante ma che nel medio lungo periodo si sarebbero risolti.

I tic non lo infastidiscono più di tanto nella sua quotidianità.
Ora scrolla una spalla e si batte la pancia con la mano ma non se ne rende conto.

Dice di avere qualche pensiero che gli ricorre tipo il pensare in particolare ad alcuni cartoni che lo farebbero diventare più aggressivo nei confronti della sorellina ma se ne rende conto e quando succede mi chiama e assieme pensiamo ad altro.

A scuola è bravissimo e i giudizi delle maestre sono sempre positivi.
Ha solo dell’impaccio motorio.

E’ sempre stato un bambino precoce nel parlare (1 un anno e mezzo cantava canzoni intere), memoria formidabile, ha imparato a leggere e scrivere da solo a 4 anni.
E’ sempre stato timido, trattenuto, ha paura del giudizio degli altri, da piccolo preferiva la compagnia degli adulti.
Ora alterna momenti di tranquillità a momenti in cui è un vulcano.

Non so come comportarmi, se fare finta di nulla come mi stato suggerito o iniziare una terapia per prevenire un eventuale peggioramento dei tic e delle sue piccole ossessioni.

Grazie,
Cordiali saluti
[#1]
Dr. Tiziano Pellegrini Psicologo 10
Buongiorno signora,

Le fornisco qualche suggerimento su come orientarsi se prendere provvedimenti:
- Innanzitutto i suoi tic sono palesemente avvertiti da suo figlio come disturbanti? Intendo il chiedergli di persona se lui farebbe qualcosa per farli cessare o se è indifferente.
- in secondo luogo, i tic costituiscono un ostacolo al suo benessere psichico, allo sviluppo delle relazioni sociali con gli amici, all'apprendimento o allo svolgimento di alcune mansioni quotidiane
o costituiscono uno stigma sociale (si sente giudicato e biasimato dalla gente che gli sta attorno)?

Il trattamento è giustificato quando la condizione di suo figlio interferisce significativamente con le relazioni sociali, con il suo apprendimento o con il suo benessere psico-fisico.

Nel caso in cui sia interessata, la sindrome di tourette prevede due approcci terapeutici:
- un trattamento farmacologico, cui potete chiedere consulto al vostro neuropsichiatra. Se comunque ha escluso tale possibilità avrà un motivo più che valido per pensare che non sia il caso.
- un trattamento psicologico cognitivo-comportamentale che comprende due approcci ("Habit reversal training" e "Exposure with prevention response") consistenti in una decina di sedute e che insegnano al bambino delle risposte alternative da emettere in concomitanza dei tic in modo da annullarli.

Cordialmente

Dr. Tiziano Pellegrini

[#2]
dopo
Utente
Utente
Grazie Dottore.
Il bambino, a parte una sera, non ha mai riferito fastidio. A scuola mi dice che qualcuno gli chiede perchè si batte la pancia ma lui non sembra darci peso più di tanto.
A scuola il rendimento è molto buono, le maestre ci hanno detto che dobbiamo essere fieri di lui.
Sono io che credo di vivere con tanta ansia questi tic per la paura che possano diventare invalidanti in futuro.
Noto inoltre che spesso avrebbe delle crisi di aggressività che rivolge più che altro contro se stesso e fa fatica a lasciarsi andare alle sue emozioni, in alcune occasioni vorrebbe piangere ma non lo fa.. non ci riesce.. non so come sbloccarlo.
Io gli parlo tanto e cerco di essere presente sempre ma non so se paradossalmente faccio peggio facendolo sentire più soffocato.
Ho sempre paura che sia indifeso, che sia preso in giro.
[#3]
Dr. Tiziano Pellegrini Psicologo 10
Le lascio un paio di riflessioni e di spunti come feedback.
Lei afferma:
- "Sono io che credo di vivere con tanta ansia questi tic per la paura che possano diventare invalidanti in futuro."
Attualmente la sua affermazione corrisponde alla verità fattuale? Da quel che dice non sembra che ora siano invalidanti. A scuola va benissimo. Le maestre dicono che dovreste esserne fieri. Lei non riferisce difficoltà quotidiane. A anche se dovessero procurare maggior disagio in futuro si potrebbe sempre apporre rimedio. Del resto i trattamenti per i Tic sono quelli che ottengono una tra le prognosi migliori rispetto agli altri disturbi.

- "Ho sempre paura che sia indifeso, che sia preso in giro."
Anche questa affermazione corrisponde alla verità? Insomma se non è già avvenuto, perché da un giorno all'altro dovrebbe essere preso in giro? Se anche lei teme che suo figlio non le dica tutto si noterebbero i segni del disagio. Non crede?

In ultimo le lascio una riflessione personale. Vedo che si preoccupa molto per suo figlio. Questo è un segno di attenzione e di grande responsabilità. Può sembrarle banale ma non è così.
A volte però bisogna lasciare che il bambino sperimenti anche le emozioni negative e si alleni perché fa parte della vita. Non è possibile prevenire al figlio tutte le delusioni o i malesseri. Lei non potrà proteggerlo per sempre. Però lei ha un ruolo importantissimo. Non è importante se il proprio figlio sperimenta esperienze di disagio quanto piuttosto è importante "esserci" e "stare"
nel disagio assieme quando suo figlio lo sperimenta.
Le faccio una metafora marinara: è possibile impedire a un pescatore di andare pescare al largo con la sua barca per paura che possa affondare? se lo si impedisse, a quel punto il pescatore non imparerebbe mai a pescare. Però il pescatore sa che, quando il mare volgerà in tempesta, potrà sempre approdare in un porto che lo proteggerà dalle onde. ma lo deciderà lui. l'importante è che abbia sempre a disposizione un "porto" in cui ripararsi.

Per ogni altro chiarimento sono a disposizione

saluti

Dr. Tiziano Pellegrini

[#4]
dopo
Utente
Utente
Grazie mille Dottore.
Giovedì scorso abbiamo fatto una visita di controllo più che altro chiesta da noi.
E' stata ribadita una leggera forma di Tourette e su mia richiesta è stato dato ok per un percorso di psicoterapia per aiutare il bambino nell'elaborare i suoi pensieri instrusivi che riguardano alcuni supereroi di vecchie serie televisive che lo disturbano perchè gli fanno venire in mente che deve attaccare qualcuno.

Abbiamo parlato al bambino dicendogli che tanti bambini passano in un periodo della crescita momenti come il suo e che parlarne con qualcuno lo avrebbe aiutato.
Non so però se abbiamo fatto la cosa giusta perchè essendo un bambino che pensa molto e fila dietro alle cose, le ingigantisce.

Questo weekend, poi, sono avvenuti degli episodi che ci hanno spiazzato: ha avuto delle crisi di rabbia causate da motivi futili, qualcosa che andava storto, la sorellina che continuava a cantare nonostante lui le dicesse di stare zitto e lui dopo l'esplosione (durante la quale ci diceva di allontarci perchè aveva paura di darci un calcio o un pugno) si è spaventato molto domandandomi perchè gli stesse succedendo questo.
Ecco in queste giornate lo vedevo come un po' assente, triste. Non era il mio solito bambino allegro, chiaccherone e a volte esuberante.

Mi domandavo se anche questo può rientrare nel quadro dei tic o fosse semplicemente dovuto al fatto che sta digerendo male la DAD (fa 4 / 5 ore filate la mattina dalle 8.00 alle 13.00 ,si annoia, ha iniziato ad avere il tic al collo).
Le chiedo anche un altra cosa che mi incurosisce: in questi giorni di dad forzata ho sentito tante mamme i cui bambini hanno iniziato ad avere dei tic, dei comportamenti aggressivi: quanto è imputabile alla situazione che stiamo vivendo ?

Grazie ancora per la sua disponibilità.
[#5]
Dr. Tiziano Pellegrini Psicologo 10
G.le sig.ra
Ha fatto bene a parlarne con suo figlio.
Sulle crisi di rabbia e sull'irritabilità: suo figlio è stato cosciente di quel che ha fatto la ancora fatica a dare un senso a quel che ha è accaduto. Ovviamente non allontanatevi, ma fatevi "contenitori e metabolizzatori" delle emozioni di vostro figlio. Un "capisco che ti sei arrabbiato perché ti sei sentito frustrato dal fatto che tua sorella non ti abbia ascoltato. Ti sei sentito come preso in giro vero?, Mamma è papa ti capiscono ma la prossima volta vorremmo che quando tu ti arrabbierai lo verrai a dire prima a noi". Premiatelo tutte le volte in cui attua questo comportamento, sia con una lode che con un privilegio o ricompensa materiale o edibile. Probabilmente il bambino inizierà a lavorare con la consulente anche su strategie di gestione della rabbia.
Questo che lei mi ha descritto potrebbe essere correlato più all'umore che al tic. Ma le parlo teoricamente non conoscendo il suo caso, perciò la prego di prendere veramente con le pinze ciò che le ho scritto.
Quanto alla dad, ultimamente sono uscite diverse ricerche che hanno tratto conclusioni disastrose sull umore degli adolescenti e anche dei bambini. E d'altronde, come lei ben sa, il bambino al di fuori della casa ha la scuola, contesto dove si costruisce l apprendimento, le relazioni sociali, dove si inizia a sperimentare l essere in società su scala microscopica. Nella vita del bambino C'e solo casa, scuola e al massimo qualche sport o hobby. Se lei toglie queste ultime rimane solo la casa. Senza socializzazione i nostri ragazzi sono come dei reclusi. Perciò le confermo che la situazione influisce molto sulla tenuta psicologica.

Dr. Tiziano Pellegrini

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