Retinopatia grave

Da 20 anni sono cieca dall'occhio dx.,ho la macula danneggiata.
Non sono diabetica,ipertesa,miope.sono sana ma cieca.
Dal 7 giugno ho avuto problemi con l'occhio sx.,una retinopatia da stress?L'oculista mi trova guarita,ma continuo a vedere una macchia luminosa.Ho paura di svegliarmi cieca come già accaduto per l'altro occhio. Cosa devo fare?
Grazie!
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Dr. Luigi Marino Oculista, Medico legale 17k 570 396
gentile signora
esegua un esame OCT ed un campo visivo computerizzato e poi torni a contattarci...
in Toscana c'è a PISA il dottor DUILIO SIRAVO ed a FIRENZE il dottor GIUSEPPE PANZARDI, ai quali si potrà rivolgere a mio nome, sono davvero due colleghi molto seri e preparati.
La prego però di essere serena e di avere uno spirito positivo è la miglior cura contro quelle forme di corioretinopatia sierosa centrale che affliggono tante persone sensibili e gentili come lei...
Buona Domenica,
Si goda la bellissima Lucca, mia moglie che è in Toscana, mi dice che da voi il tempo è davvero bello, mentre oggi a Milano siamo "al freddo ed al gelo" tempo davvero uggioso...
per fortuna la città si ravviva con le luci ed i sapori prenatalizi e con i mille colori della Maratona stracittadina...
una buona e serena domenica
SUO
PROF LUIGI MARINO
ISTITUTO AUXOLOGICO ITALIANO MILANO

LUIGI MARINO CHIRURGO OCULISTA
CASA di CURA “ LA MADONNINA “ via Quadronno n. 29 MILANO tel 02 58395555 / 02 58395516

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Dr. Luigi Marino Oculista, Medico legale 17k 570 396
gentile signora
mi permetto intanto aggiungerLe alcune mie note
la corioretinopatia sierosa centrale è una malattia la cui causa è sconosciuta, caratterizzata dalla presenza di un sollevamento sieroso della regione maculare secondario alla formazione di liquido nel tessuto retinico.In condizioni normali l’equilibrio negli scambi tra coroide (tessuto vascolare che nutre gli strati retinici esterni) e retina è mantenuto dall’epitelio pigmentato grazie alla sua capacità di filtro che previene la diffusione di liquidi verso la retina.
Nella corioretinopatia si verifica una interruzione nell'integrità dell’epitelio pigmentato con conseguente elevazione della retina centrale dovuta all’accumulo di fluidi al di sotto di essa. Sebbene il sollevamento retinico sia direttamente responsabile dei sintomi della malattia, la retina è interessata solo secondariamente: le più recenti teorie patogenetiche ipotizzano, infatti, una alterazione iniziale della coroide che presenta delle zone focali di iper-permeabilità. Questo comporta un edema della coroide con pressione sull’epitelio pigmentato causandone il sollevamento in punti singoli o multipli noti come distacchi sierosi dell’epitelio pigmentato. Quando la parete di questi distacchi si interrompe in un punto il liquido contenuto al loro interno si riversa nella retina determinando così l’inizio della sintomatologia clinica.
I pazienti con Corioretinopatia sierosa centrale presentano generalmente una riduzione dell’acuità visiva associata a distorsione e ondulazione delle immagini che appaiono più piccole e di colore più grigio. Frequente è il riscontro di alterazioni croniche dell’epitelio pigmentato, sotto forma di zone di atrofia e/o di rimaneggiamento pigmentario, esito di pregresso sollevamento della retina. Infatti, quando la retina neurosensoriale è sollevata rispetto alla sua posizione normale l’apporto nutrizionale dalla sottostante coroide risulta compromesso determinando con il passare del tempo un danno permanente al tessuto retinico; proprio in ragione di queste modificazioni atrofiche si possono talvolta avere delle alterazioni definitive della vista malgrado la risoluzione della fase acuta.
Un esame fondamentale per la diagnosi la fluorangiografia che dimostra un caratteristico graduale passaggio di colorante dall’epitelio pigmentato allo spazio sottoretinico. Altro esame importante è l’angiografia con verde indocianina che, grazie alle caratteristiche proprie del colorante, è in grado di evidenziare l’interessamento della coroide da cui, come già visto, origina la malattia.
La prognosi è buona; i punti di alterazione dell’epitelio pigmentato tendono a chiudersi spontaneamente cosicché la sintomatologia regredisce nel giro di pochi mesi. Più del 90% dei pazienti mantiene una visione finale di 8-9/10; nell’80% dei casi, inoltre, la sintomatologia è unilaterale pur riscontrandosi di frequente alterazioni subcliniche nell’occhio controlaterale. Malgrado la buona acuità visiva alcuni pazienti notano però lievi alterazioni nella qualità della visione con modica distorsione delle immagini, ridotta sensibilità al contrasto e difficoltà nella visione notturna. In circa il 20% dei casi si osservano recidive della malattia nei mesi o anni successivi con aumento, dopo ciascun episodio, delle possibilità di un danno permanente alla retina neurosensoriale; in un limitato numero di pazienti le alterazioni atrofiche dell’epitelio pigmentato possono essere molto vaste con grave riduzione della vista.
Sperando di esserle stato utile e di non averla annoiata troppo
le auguro una buona notte
Suo PROF LUIGI MARINO

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