Utente 175XXX
Buonasera, mio figlio ha un problema di morso profondo.
l'Ortodontista gli ha applicato un apparecchio fisso sull'arcata superiore che ha tenuto per circa un mese e mezzo; successivamente gli è stato messo un apparecchio mobile che sembra fatto di silicone.
Dopo sette mesi, e dopo averne rotti due di questi apparecchi mobili di silicone, L'Ortodontista ha deciso di non continuare la cura sostenendo che la colpa è del bambino che non collabora; comunque ha preteso che gli pagassi i 1200 euro che mi aveva indicato per risolvere il problema.
Come posso risolvere il problema? E' giusto che un professionista pretende di essere pagato tutto senza aver risolto il problema di mio figlio?
Voglio aggiungere che con mia moglie abbiamo insistito più volte di utilizzare un apparecchio fisso perchè secondo noi quello mobile non era adatto a mio figlio.
Grazie per l'attenzione e buon lavoro a tutti.

[#1] dopo  
Dr. Dario Spinelli

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Credo tutto sommato che sia corretto venirsi incontro dato che la cura non è stata completata.
Mi lascia molto perplesso dal punto di vista ortodontico tutta la procedura, dato che un apparecchio fisso solo all'arcata superiore o un apparecchio mobile portato per pochi mesi non sono in grado di risolvere un morso profondo.
In ogni caso la terapia iniziata con l'apparecchio di silicone andrebbe completata con quello fisso in entrambe le arcate
Dr. Dario Spinelli
Odontoiatra Specialista in Ortodonzia e Gnatologia
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[#2] dopo  
Utente 175XXX

La ringrazio per la risposta.
L'apparecchio superiore credo che funzionasse per allargare la parte superiore,mentre l'apparecchio di silicone serviva per portare in avanti i denti inferiori.
In questo momento con mia moglie siamo in totale confusione, non riusciamo a decidere cosa fare e a chi rivolgerci per cercare di risolvere il problema di mio figlio: L'attegiamento del professionista non rientra minimamente nella deontologia di un medico; ritengo che non si possa porre fine ad una terapia dall'oggi al domani solo perché, secondo il professionista, il bambino non collabora.Il non voler prendere in considerazione altre soluzioni mi lascia perplesso e strani pensieri si accavallano nella testa.
La ringrazio ancora e La saluto distintamente.

[#3] dopo  
172424

Cancellato nel 2010
Caro Paziente non posso entrare in merito a questionoi medico legali.

Dal punto di vista medico si può rispondere alla sua domanda solo dopo accurato studio cefaslometrico dei piani e degli angoli individuati da semirette che uniscono zone anatomiche ben precise del profilo e tanto altro.

Cordiali saluti

[#4] dopo  
Utente 175XXX

Grazie per l'informazione.
Gradirei conoscere quali ddanni può provocare un morso profondo non corretto in modo adeguato.

Saluti.

[#5] dopo  
172424

Cancellato nel 2010
Tanti caro paziente, tanti.

Col passare degli anni in particolare danni Gnatologici, ossia di malocclusione con "riflessi" su parodonto ed articolazione temporomandibolari.

Poi, sa, la natura è meravigliosa e magari non accade niente.

Noi medici non siamo i dentetori della verità.

Nessuno lo è!

Cari saluti

[#6] dopo  
Utente 175XXX

La ringrazio infinitamente per le delucidazioni.
La saluto cordialmente.

[#7] dopo  
172424

Cancellato nel 2010
Grazie a Lei.
Buona serata

[#8] dopo  
Dr. Sergio Formentelli

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Si rivolga ad un ortodonzista specializzato in "TERAPIA INTERCETTIVA".
E non perda tempo, perchè il bambino ha già 9 anni, e c'è poco tempo ancora per modificare il modello di crescita cranio-facciale.
Non c'è da preoccuparsi, al momento, di dove sono i denti.
E' il momento di preoccuparsi di dove è adesso l'osso che porta i denti.
Alla posizione dei denti ci si penserà a crescita cranio-facciale terminata (più o meno, con grossa variabilità, 11-12 anni).
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[#9] dopo  
Utente 175XXX

Grazie per i consigli, sono ancora frastornato dall'attegiamento del professionista.

Cordiali saluti.

[#10] dopo  
Dr. Dario Spinelli

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Forse vorrei farle un pò di chiarezza e darle tranquillità nell'affrontare il problema.
Al di là del piano di trattamento su cui già le ho scritto prima e che comunque noi non conosciamo in toto (tempi previsti, 1 o 2 fasi...), sicuramente la terapia ortodontica richiede una collaborazione e piena sintonia nella triade ortodontista-genitori-bambino. Se questa manca completamente la terapia non può avere successo, per cui può avere assolutamente senso decidere (anche nell'interesse del bambino) di interrompere la terapia. Voi sarete eventualmente liberi di rivolgervi ad altro professionista cercando di ricreare questa sintonia.
Naturalmente, senza pronunciarmi minimamente dal punto di vista medico-legale, credo che con il buon senso si debba trovare un accordo economico con il precedente curante condiviso da tutti.
Dr. Dario Spinelli
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[#11] dopo  
Dr. Domenico Laquintana

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Il consiglio del collega Spinelli è salomonico e corretto.

Il suo racconto, in sicura buona fede, presenta dei particolari che non quadrano. Un tempo di azione di un mese e mezzo per un apparecchio fisso non ha nessun significato.

Immagino che il collega si sia trovato di fronte ad una situazione in cui il suo piano terapeutico era estacolato da un comportamento ( a suo avviso) non collaborativo di suo figlio. E questo ha creato una sfiducia reciproca.

Non entro nel merito del discorso economico. Mi limito a ribadire che, in casi come questi, bisogna parlarsi e trovare un accordo che vada bene ad entrambi.

Sul fatto di rivolgersi ad altro professionista, mi permetto di fornirle un'informazione che potrebbe evitare ulteriori incomprensioni: l'ortodonzia ha molte tecniche diverse tra loro e tutte efficaci se usate bene.
Un altro dentista potrebbe prospettargli una cura del tutto differente da quella iniziata col primo medico senza che questo significhi che il primo avesse torto o fosse in errore.

Chiarisco tutto col dentista che l'ha (parzialemnte) seguito. E poi senta un altro, andondoci con mente aperta.

Cordiali saluti.
La saluto cordialmente,

Dott. D. Laquintana
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[#12] dopo  
172424

Cancellato nel 2010
Sono in pieno accordo coi colleghi

Formentelli, Spinelli, Laquintana

forse è inutile dirlo, ma ritengo buona cosa sottolineare in modo rafforzativo quanto da loro detto in particolre Spinelli e Laquintana

Cordiali Saluti

[#13] dopo  
Utente 175XXX

Buonasera a tutti,
forse sono stato poco chiaro nel spiegare le vicissitudini in cui ci siamo trovati e per questo mi dispiace.
Pertanto, cerco di spiegare meglio la situazione:
mio figlio ha portato per circa 1 mese e mezzo due un apparecchio fisso sull'arcata superiore per espandere, credo, la parte superiore.
Nei primi giorni il bambino, chiaramente come tutte le cose estranee al proprio essere, aveva fastidi del tutto normali; successivamente si è abituato e a sopportato egregiamente il tutto.
I problemi sono iniziati quando il professionista gli ha tolto l'apparecchio superiore e gli ha messo l'apparecchio mobile fatto di silicone, da tenere due ore al giorno e per tutta la notte.
Noi genitori ci siamo prodigati nel controllare se lo teneva in modo giusto, addirittura la notte abbiamo fatto i turni per verificare se lo teneva, ma sappiamo tutti che durante il sonno i muscoli si rilassano e quindi l'apparecchio lo perdeva oppure non lo teneva in modo adeguato, quindi dopo due settimane abbiamo fatto notare questo particolare all'ortodentista e abbiamo chiesto più volte un sistema fisso per far si che il tutto andasse a buon fine.
Purtroppo le nostre richieste sono rimaste inascoltate e per giunta quasi che la colpa del mancato risultato fosse la nostra e del bambino che non collaborava, cosa che non è affatto vero perchè per rompere due di questi apparecchi, praticamente gli incisivi hanno provocato un taglio nell'apparecchio, vuol dire che il bambino lo ha tenuto questo benedetto apparecchio.
Io credo che l'apparecchio mobile non andava affatto bene per il problema di mio figlio e cosa grave l'ortodontista non ha voluto minimamente prendere in considerazione un sistema alternativo, asserendo che tutti i bambini trattati con il sistema adottato per mio figlio ha portato ottimi risultati, ma sappiamo tutti che ogni persona risponde in modo diverso alle terapie.
Questo e tutto, Vi ringrazio tutti per i consigli e le osservazioni.

Cordiali saluti


[#14] dopo  
172424

Cancellato nel 2010
Che dire se non ripetere che per risponderle esaustivamente bisognerebbe per forza visitare suo figlio, non le ripeto la spiegazione dell'esame Cefalometrico etc, per non ripetermi!

Mi spiace non poter fare op dire niente di più

Cordiali saluti ed auguri per suo figlio.

Magari chieda il parerre a titolo di consulto di un altro Ortodontista noto e poi ...veda lei!

[#15] dopo  
Dr. Dario Spinelli

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Rimane valido quanto detto prima: se non si crea l'armonia necessaria per il trattamento ortodontico, meglio sospendere.
Personalmente non utilizzo spesso, per scelta personale, gli apparecchi mobili in silicone di cui parla, ma l'inconveniente della perdita accidentale durante la notte è normale nei primi giorni.
In ogni caso non possono essere i genitori o il bambino a decidere se si deve utilizzare un apparecchio mobile o fisso semplicemente perchè ogni apparecchio ha funzioni diverse. La differenza non è solo "mobile o fisso", ma il lavoro per cui l'apparecchio è progettato. Alcune cose possono essere fatte solo con apparecchi mobili, alcune solo con fissi, altre con entrambi. Quindi è ovviamente l'ortodontista a programmare la terapia e di conseguenza l'apparecchio necessario
Dr. Dario Spinelli
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[#16] dopo  
172424

Cancellato nel 2010
Dice bene il collega Spinelli, ma senza un check up ortodontico sarebbe come chiedere ad un matematico il risultato di un problema senza fargli fare tutti i "passaggi" che lo possano portare alla soluzione richiesta.

Cordiali saluti

[#17] dopo  
Dr. Sergio Formentelli

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A 9 anni quasi mai si mette un apparecchio fisso.
A 9 anni in genere non ci si occupain genere di dove sono posizionati i denti.
A 9 anni ci si occupa piuttosto di dove è l'osso, e di come si possono, eventualemnte, modificare le linee di crescita.
A 9 anni SI FA terapia intercettiva.
E non si mette un apparecchio fisso solo perchè così "il bambino non può toglierselo".
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Attività prevalente: Gnatologia e
Implantologia (scuola italiana)