Utente 178XXX
Buongiorno,

ho 30 anni e ad aprile mi è stato inserito un impianto per rimpiazzare un molare inferiore a sinistra. Ora mi è successo un disguido piuttosto particolare: la vite di guarigione messa in attesa di prendere le impronte, dopo circa una quindicina di giorni dalla riapertura del buco è caduta da sola e me la sono ritrovata in bocca.
Il dentista successivamente me l'ha riposizionata al suo posto riavvitandola in attesa della guarigione definitiva.
Ora che andrebbe nuovamente ritolta per eseguire l'impronta (occorre infatti un perno che va più in profondità per avere la precisione millimetrica) non esce più, si è incastrata nell'impianto e non c'è verso di toglierla. Il dentista ha provato a fare con forza ma anche con il massimo dell'anestesia l'unica cosa che si riesce a fare è togliere l'impianto con la vite annessa con grande dolore annesso.
Lunedì prossimo mi verrà quindi rimosso l'impianto per poter scastrare la vite e poi mi verrà subito reinserito con una vite tappo. Da lì occorrerà aspettare il tempo necessario per la guarigione per poi riprendere con le impronte.
Il dentista mi ha assicurato che l'impianto è perfetto e che non ci sono infezioni, né problemi all'osso e che va tutto bene alla base, e che quindi per evitare ulteriori traumi si può procedere in questo modo senza dover rifare tutto da capo.

La mia perplessità è questa: togliendo un impianto, perfettamente sterile all'inizio, e andandolo successivamente a rimettere nello stesso posto non è rischioso? Non si dovrebbe ripartire da capo ahimé con una nuova operazione e con un nuovo impianto? Ho paura che togliendolo e rimettendolo nello stesso punto faccia meno presa, oltre che a perdere di sterilità.
Il lavoro chirurgico è stato fatto da un dentista, mentre la parte odontotecnica da un altro.
grazie

[#1] dopo  
Dr. Marco Finotti

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mi scusi ma faccio un pò fatica a seguire la sua descrizione; comunque parto dalla fine del suo ragionamento che è perfettamente in linea con quanto si fa
di fronte d un impianto con un problema di mancata o incompleta integrazione; lo si rimuove e se possibile si riposiziona subito un nuovo impianto altrimenti si lascia guarire la zona, la si rigenera, se necessario e si posiziona a distanta il nuovo impianto
il vecchio impianto non vine rutilizzato
sicuramente la descrizione e quanto riferito dal suo dentista è un pò "particolare"
cordiali saluti
Finotti Marco
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[#2] dopo  
Utente 178XXX

ha ragione, scusi se non mi sono spiegato bene.
L'impianto non ha problema di mancata o incompleta integrazione; è solo che per togliere questa vite di guarigione ora occorre estrarlo perché non c'è altro modo, si è incastrata nell'impianto. Il dentista mi dice che possiamo subito rimettere lo stesso impianto perché è perfettamente integro e così evito di ripetere tutto il lavoro aspettando molto tempo.
Non vorrei che questo sia un modo per mettere "una pezza" al disguido provocato e che di fatto invece andrebbe rifatto il lavoro da capo.
Dalla sua risposta si capisce che un impianto non viene mai riutilizzato in nessun caso...


Grazie tante della risposta velocissima Dottore e buon lavoro!

[#3] dopo  
Dr. Sergio Formentelli

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NO, NO, NO.......
NON SE LO FACCIA TOGLIERE!

Il dentista deve essere attrezzato (e capace) per queste evenienze.

Si può tentare (se non ha "spannato" la vitina) con un cacciavitino nuovo, perchè potrebbe, quello ceh sta usando, essere lui "spannato" e non fare una buona presa.
Nei casi disperati si può fare una incisione per inserire un normale cacciavitino.

Si deve togliere, la vitina!
Non è concepibile dover rimuovere l'impianto per una cosetta del genere.
E' come voler uccidere una zanzara con un colpo di cannone.

Un implantologo capace queste cose le risolve.
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[#4] dopo  
Utente 178XXX

capisco quello che dice Dottore,

ma di prove ne sono state fatte e purtroppo ad un certo punto si svita l'impianto con vite annessa e il dolore è forte nonostante l'anestesia tronculare. Io francamente non so che fare, non mi sento di dire che mancano delle competenze perché pare proprio un difetto meccanico di incastro.
Ora io non me ne intendo assolutamente, però dato che il mio dentista è dell'idea di togliermi l'impianto per metterci sopra poi una vite tappo mi chiedo se questa è una strada fattibile o se comporta dei problemi. Secondo lui, non essendoci infezioni né problemi di integrazione né altro questa è la soluzione migliore e il tutto è risolvibile in poco tempo.
L'altro mio dubbio è sull'impianto: una volta tolto non si deve obbligatoriamente cambiare? Il Dottore che mi ha risposto sopra dice che un impianto una volta tolto non è più riutilizzabile. Il mio dentista invece vuole poi reinserirlo.
Grazie tante dell'aiuto Dottore

[#5] dopo  
Dr. Sergio Formentelli

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Allora se nel fare la manovra si svita l'impianto il discorso è TOTALMENTE DIVERSO.
L'osteointegrazione è ancora incompleta.
Altrementi non si sviterebbe.

Lasci allora fare al dentista che, a questo punto, è l'unico che sa con precisione cosa sta avvenendo.
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[#6] dopo  
Dr. Alfredo Balestreri

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Le consiglierei di effettuare qualche ulteriore tentativo di rimozione della vite di guarigione prima di pensare a rimuovere un impianto che si presenta con una ottima stabilità e osteointegrazione.
Risulta possibile effettuando delle anestetie tronculari poter andare a lavorare nella zona senza causare dolere e riuscendo a liberare la vite di guarigione. Credo che debba essere provato qualcosa di più

Cordiali saluti
Dott. Alfredo Balestreri
Specialista Chirurgia Maxillo-Facciale
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[#7] dopo  
Dr. Enzo Di Iorio

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Il suo racconto mi lascia molto perplesso...
Se l'implantologo rimuove l'impianto x svitare la vite di guarigione deve comunque manipolarlo al di fuori del cavo orale , probabilmente, ad esempio, immagino debba mantenerlo fermo saldamente con una pinza x poter svitare la vite di guarigione, tutto questo andrebbe ad alterare/contaminare la superficie implantare con inevitabile perdita della sterilità e possibili futuri problemi di osteointegrazione.
In ogni caso una volta riposizionato l'impianto (anche un impianto nuovo) non è possibile procedere in tempi brevi alla presa delle impronte, il processo di osteointegrazione deve ripartire dall'inizio e i tempi non li detta l'implantologo ma la fisiologia ossea, sarà necessario aspettare lo stesso tempo che ha aspettato dopo il primo intervento (presumo circa 3mesi).
Ne parli chiaramente con il dentista ed esprima i suoi dubbi.
PS. Ultimo chiarimento:la parte protesica non è di competenza dell'odontotecnico deve essere comunque il dentista a svitare la vite di guarigione, rilevare le impronte, fare le prove ecc. ecc. l'odontotecnico realizza solo il manufatto protesico lavorndo sul modello in gesso realizzato a partire dalle impronte prese dal dentista.

Cordiali saluti
Dr. Enzo Di Iorio
Chirurgo Odontoiatra
enzodiiorio@hotmail.it