Utente
Buongiorno,

Sono stato da un dentista per una pulizia canalare e successiva corona. Erano anni che non andavo dal dentista, vivo in una cittá nuova e mi sono trovato a prendere il primo che mi accogliesse. Lo studio é abbastanza ‘vecchio’, e le sedie non proprio moderne. Ma li per lí non vi ho badato molto. Lo studio é sempre un po’ in disordine, un po’ di polvere su qualche mobile, non ci sono stanze separate ma un locale unico con diverse sedie e dei mobili e attrezzature per isolarli etc. Un po’ retró, non saprei dire se fosse sporco, peró ero abituato ad un dentista maniaco assoluto dell’igiene, tutto bianco e immacolato, e insomma ho notato la differenza. Non ho fatto caso a nulla di pericoloso o a rischio (pensavo solo al dolore allora), solo questa sensazione non totalmente positiva. Sensazione che e diventata paranoia dopo aver letto online dell’epatite c, e di come sia facile contrarla dal dentista. A ripensarci, non ricordavo di aver visto strumenti in buste sterilizzate, il dentista ha sempre usato i guanti e credo sempre la mascherina e gli occhiali, peró un’assistente non mi sembrava avesse un camice protettivo usa e getta, e quando sono arrivato non ho notato se le punte del trapano fossero giá li o no, o da dove arrivassero lo specchietto, le pinzette, il pungolo. La paranoia ha poi fatto il resto. Son quindi tornato dal dentista per chiedere delucidazioni in merito alle procedure svolte per evitare infezioni crociate. La dentista é stata molto disponibile, mi ha chiesto perché non avessi domandato prima, mi ha fatto vedere l’autoclave, gli strumenti sigillati e pronti a seconda del tipo di operazione, l’acqua distillata che utilizzano per le sedie, mi ha detto che proteggono le sedie e le maniglie con foglietti di plastica, mi ha detto che si cambia i guanti ogni volta che cambia paziente, che usano strumenti monouso dove possibile, che per il resto é tutto pulito e sterilizzato come in ospedale. Mi ha anche chiesto di tornare con piú domande e che la prossima volta l’assistente mi avrebbe spiegato meglio il processo di sterilizzazione. Mi é sembrata una reazione positiva, ma non riesco ad essere tranquillo lo stesso.

La mia domanda, dopo questa lunga premessa, é: dando per scontato che gli strumenti utilizzati fossero sterilizzati a dovere, quanto devo preoccuparmi per eventuale contagio indiretto (toccare insomma qualcosa di sporco o non disinfettato o eventualmente contaminato per poi toccare me, utilizzo di strumenti appoggiati su piani non sterili, etc etc)? Parlo di HIV e HCV (sono vaccinato per HAV e HBV)...

Ho letto un sacco di risposte e opinioni su internet, ma vorrei capire se davvero sia possibile contrarre una malattia del genere cosí facilmente, o se davvero sia necessario un contatto diretto e cospicuo con sangue vivo e malato. Devo fare dei test o é ridicolo? Quanto devo essere preoccupato?

Ringrazio per le risposte.

[#1]  
Dr. Marco Finotti

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La possibilità di contagio con materiale non sterile esiste. Se la collega l'ha rassicurata sulle procedure bene altrimenti solo gli esami ematochimici la potranno tranquillizzare
Cordiali saluti
Finotti Marco
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[#2] dopo  
Utente
La ringrazio per la pronta risposta.

Il problema é che dovrei attendere 6 mesi prima di avere un riscontro su HCV, e l'idea di vivere nel dubbio di averla contratta sinceramente mi logora. E obbiettivamente non ho le 'prove' di nessun comportamento a rischio, solo la paranoia (indotta dalla vista dello studio non troppo in ordine o pulito) che per trascuratezza possano esser state effettuate procedure non sicure al 100%. Insomma, che faccio? É vero: ho bisogno di esser tranquillizzato, ma nel frattempo vivo come se l'avessi contratta per sei mesi in attesa di un test? Ammesso appunto che gli strumenti fossero sterilizzati correttamente, volevo chiederle una sua opinione su quanto dovrei essere ragionevolmente in ansia per eventuali altrei comportamente non del tutto 'puliti' e come comportarmi con me stesso e con gli altri... So che qui si parla di supposizioni, ma le crede che dovrei esser ragionevolemente spaventato o tranquillo? (I miei famigliari e la mia ragazza sanno che sono un po' paranoico su ste cose, e di sicuro mi tratterebbero come tale...)

[#3]  
Dr. Marco Finotti

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Qualsiasi risposta le dessi sarebbe legata solo a supposizioni non conoscendo assolutamente l'ambiente dove è stato e i contatti con gli strumenti che ha avuto
Se lo strumentario è stato sterilizzato non dovrebbero esserci problemi
Mi spiace non poterle essere d'aiuto
Cordiali saluti
Finotti Marco
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[#4]  
Dr. Maurizio Macrì

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Gentile paziente , stia sereno . Dalla sua descrizione credo che sia solo un problema di fiducia nell'odontoiatra che ha scelto legato ad una cattiva impressione iniziale. Poi come riferito dal collega esistono gli esami di laboratorio.
Cordiali saluti
Dr. Maurizio Macrì
Odontoiatra

[#5] dopo  
Utente
Grazie per le risposte.

In attesa di chiedere al dentista che mi ha curato ho un'uteriore domande: immagino che le punte dei trapani vengano sempre sterilizzate, ma i trapani stessi devono sempre essere messi in autoclave o é sufficiente disinfettarli? É possibile che, viste la non moderna attrezzatura del dentista, possa avere dei trapani che non sono autoclavabili? O si tratterebbe di medioevo?
Ricordo di aver visto l'assistente pulire qualcosa utilizzando del disinfettante a spruzzo ma sinceramente non ricordo cosa, potevano essere le maniglie anziché i tubi a fianco.

[#6]  
Dr. Maurizio Macrì

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Gentile paziente , tutti i trapani sono autoclavabili ed esistono anche apparecchiature che consentono la disinfezione automatica dei trapani direttamente alla postazione della poltrona. Le frese vanno tranquillamente anche esse in autoclave.
Dr. Maurizio Macrì
Odontoiatra

[#7] dopo  
Utente
Buongiorno,

sono stato dal dentista, e ho avuto modo di porre un sacco di domande in merito alla pulizia e la disinfezione. Il dentista é stato molto disponibile, mi ha spiegato che usano materiale monouso ovunque possibile, mi ha spiegato tutta la trafila della sterilizzazione, ho visto che usano materiale imbustato, dai trapani (mi assicura che ne ha sempre 10 pronti e va a rotazione, quando ha finito l'ultimo, ce ne sono giá di sterilizzati pronti all'uso) agli specilli, agli specchietti. Ho visto che si cambiano i guanti in continuazione, si lavano le mani etc etc. Insomma la parte paranoica in me ha avuto il suo bel lavoro. Mi ha fatto vedere la certificazione delle autoclavi, dice che ogni settimana vengono controllate e che da quando ha iniziato a lavorare non ha mai avuto un test non passato. Ho visto che hanno protezioni usa e getta sulle maniglie della lampada (non le ho viste sulla macchina dei raggi x peró), e ho visto un'inserviente disinfettare la sedia dopo che me ne sono andato. Ho solo piú una domanda, prima di mettere definitivamente a riposo il lato paranoico che é in me. Ho visto l'assistente togliere la punta al trapano, metterla tra le cose usate da sterilizzare e poi usare uno spray disinfettante per pulire il 'pezzo'. In questo caso quel trapano non era stato usato su di me, ma solo per 'limare' la corona definitiva che stavano per mettermi. Ho chiesto perché avesse solo disinfettato e non avesse tolto il pezzo, e mi ha assicurato che é una cosa che avrebbe fatto come routine appena fossi uscito dalla stanza, insieme a tutte le altre manovre di pulizia. Ricordo che anche la volta precedente avevo assistito ad una scena simile, mentre ancora ero li alla sedia, e quella volta lo avevano usato su di me. E ora la mia immaginazione si chiede: ma é possibile che, nonostante io abbia visto i trapani imbustati e sterilizzati, ogni tanto per risparmiare sull'usura degli strumenti possano decidere che per certe operazioni basta solo 'disinfettare'? Ripeto, tutto il resto mi é sembrato impeccabile, e non ho prove che non abbiano fatto quello che dicono, solo non riesco ad essere fiducioso al 100%.

In caso davvero a volte non lo facciano, sono davvero a rischio HIV/HCV? O sono solo paranoico e basta?

[#8] dopo  
Utente
Per farla piú breve la mia domanda é: perché l'assistente avrebbe pulito con spray disinfettante e un pezzo di carta i manipoli (prima di staccarli dai tubi) se poi tanto li toglie per sottoporli ad un ciclo di sterilizzazione? Aver visto questa cosa mi ha messo qualche dubbio... Ripeto, ho visto un bel po' di manipoli sterilizzati e imbustati e il dottore mi ha spiegato come li alterna e quanti ne ha per esser sempre pronto ed operativo, ma poi vedere questa cosa mi ha fatto pensare che magari ogni tanto per procedure che ritengono 'meno' a rischio (per me tutte lo sono!) possano limitarsi ad usare uno spray disinfettante. In questo caso ripeto doveva solo aggiustare la mia corona e non me lo ha messo in bocca, ma chissá...

[#9]  
Dr. Maurizio Macrì

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Gentile paziente, stia sereno, si rilassi e riponga fiducia.
Cordiali saluti
Dr. Maurizio Macrì
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[#10]  
Dr. Sergio Formentelli

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Lei si pone tutte queste domande ogni volta che va al bar o al ristorante?
Le assicuro che NESSUN RISTORATORE sterilizza le stoviglie e le posate che si è cacciato un altro in bocca prima di lei, e tanto meno le imbusta.
Le lavano (e a volte neppure troppo bene), NON le disinfettano e tantomeno le sterilizzano, e poi finiscono in bocca all'avventore dopo.

Eppure l'avventore prima di lei più avere l'AIDS, la peste bubbonica, l'epatite, la tubercolosi...

Sterilizzare gli strumenti è doveroso, ma ridia la giusta importanza agli avvenimenti.

Il termine tecnico non è "paranoico", ma "ipocondriaco".
E questa ipocondria la porta a vedere pericoli inesistenti e a vivere male.

Pericoli INESISTENTI, stando al racconto che lei ci ha fatto.
www.studioformentelli.it
Attività prevalente: Gnatologia e
Implantologia (scuola italiana)