Utente 144XXX
Salve,
all'inizio di novembre mio padre è stato operato per un tumore al colon.
Ecco l'istologico:

Tratto di grosso intestino di cm 30 di lunghezza. A cm 15 da un margine di resezione è presente una lesione ulcerata di cm 3 di lunghezza che infiltra la parete a tutto spessore e il tessuto adiposo periviscerale e la sierosa. Nel tessuto adiposo del polo vascolare si reperta un nodulo metastatico di cm 2.
Diagnosi:
Adenocarcinoma mediamente differenziato del sigma. La componente mucoide è < del 50% della massa tumorale.
La neoplasia invade il tessuto connettivo periviscerale sottosieroso per una profondità di cm 0,9 e raggiunge la superficie sierosa superandola: la modalità di crescita è di tipo infiltrativo.
Indenni gli anelli di resezione.
Metastasi linfo-perilinfonodali a 2 su 17 linfonodi isolati dal tessuto adiposo periviscerale.
Massiva metastasi ad un linfonodo del polo vascolare.
Stadiazione pT4, pN1, Mx.

Ora mio padre sta effettuando un ciclo di sei mesi di chemioterapia (folfox).

Il "problema" è che nella tac pre-operatoria (mdc) gli erano stati riscontrati dei noduli polmonari bilaterali di dimensione variabile tra i 2 e i 5 mm, non tipizzabili a causa delle dimensioni.
L'oncologo ci ha detto che, se avesse la certezza che si tratta di metastasi, gli farebbe fare un tipo di chemio diversa.
Per questo motivo prima di iniziare la terapia gli ha fatto fare un'altra tac (mdc), che quindi avveniva a due mesi della precedente. Da questa risulta:

Multiple formazioni nodulari di dimensioni variabili da 2 a 5 mm in ambito polmonare, con prevalenza ai lobi inferiori, tutti in prossimità delle scissure, cui si associano alcuni ispessimenti pleurici alla base ds (diametro max 2 cm).
Assenza di versamenti pleuro-pericardici.
Assenza di adenopatie mediastiniche volumetricamente patologiche.

La situazione risulta quindi invariata dopo 2 mesi e il primario di radiologia, ovvero colui che ha refertato questa tac, ci ha tranquillizzato (a voce) dicendoci che secondo lui non erano nulla per via della posizione e per il fatto che fossero completamente immutate.
Gli oncologi invece continuano a dirci che tutto è possibile.
I marker post-operatori sono sempre stati negativi.
Oggi il cea è 2.4 e il ca19-9 3.9

La mia domanda è: dopo quanto tempo potremo escludere che si tratti di metastasi polmonari?
è vero che la loro posizione è incoraggiante?
in alternativa, cosa potrebbero essere?
Le possibilità sono ancora 50-50, o ci si può sbilanciare un po' di più verso l'opzione che non si tratti di metastasi?
Se fossero metastasi, che aspettative di vita ci sono? Si parlerebbe solo di sopravvivenza o ci potrebbe essere qualche speranza di guarigione?

Beh, effettivamente è più di una domanda...
Grazie mille

[#1] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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Concordo... ma forse si può dare una sola risposta!

Se volessimo a tutti i costi tranquillizzarla faremmo come gli struzzi che in caso di pericolo depongono il capo sotto la terra lasciando il resto fuori; di contro ci stiamo allarmando per un dato che è stabile dopo due mesi (mi sembra prematuro). Le dimensioni inoltre sono così piccole che anche una PET potrebbe darci un risultato non del tutto certo.

Ritengo che un cauto ottimismo senza abbassare la guardia sia la scelta adatta. Lo schema folfox sino a qualche anno fà in era pre avastin, era uno schema standard nelle patologie metastatiche e questo già potrebbe essere un motivo di quali tranquillità almeno sotto il profilo terapeutico. Di contro utilizzare un farmaco antiangiogenetico (avastin) senza la certezza di una malattia metastatica potrebbe essere un azzardo.

Ci tenga informati.

Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
(email: dangelo@oncologiataormina.it)