Utente 818XXX
Buongiono. Mio padre, un uomo di 78 anni, è affetto da cirrosi epatica ascitica criptogenetica e sta rispondendo positivamente alla terapia farmacologica (diuretici, antiemorragici, gastroprotettori, antibiotico intestinale a ciclo mensile). Nell'ultimo periodo gli è stato diagnosticato un adenocarcinoma di ca 3 cm allo stomaco; l'oncologo ritiene impraticabile la via della chemioterapia (il fegato non la sopporterebbe), il chirurgo parla di un rischio operatorio del 50 % ma consiglia ugualmente l'intervento dicendo che questo tipo di tumore è devestante e le aspettative di vita sarebbero di 3-4 mesi (tac e gastroscopia non hanno evidenziato progressione tumorale a distanza di un mese).
Mi conviene convincere miio padre a sottoporsi all'intervento o, tenuto conto anche dell'altra non indifferente patologia, non rischiare? Quali potrebbero essere i rischi operatori e quelli post? La qualità della vita ne risentirebbe? Mio padre oggi conduce una vita normale: è autosufficiente, esce regolarmente ogni giorno, si alimenta regolarmente e autonomamente. Grazie per l'attenzione e per i suggerimenti.

[#1] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

48% attività
4% attualità
16% socialità
TAORMINA (ME)
FURCI SICULO (ME)
GIARRE (CT)
GIARDINI-NAXOS (ME)

Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
credo che sia uno di quei casi in cui conviene rischiare, poichè in atto non vi sono metastasi evidenti; l'alternativa è lasciare crescere quel "coso" e poi avere un problema ben più difficile da gestire... certo il rischio è elevato!
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
(email: dangelo@oncologiataormina.it)