Utente 496XXX
Egregi signori,

nel luglio di questo anno mio zio accusò un forte dolore al petto. Toccandosi si accorse di avere tra le costole nella arte destra del torace una piccola pallina che emergeva verso l'esterno. All'ospedale gli dissero che probabilmente era solo per effetto di uno sforzo fisico e di non preoccuparsi (malasanità?). Ora a distanza di 4 mesi mio zio si è fatto ricoverare in un ospedale universitario per accertamenti perchè intanto la "pallina" è diventato qualcosa di più grande che preme sul torace. Ha subito un esame di tac con mdc e una broncoscopia. Nel primo esame risulta una massa di circa 6 cm di diametro massimo con nessuna infiltrazione apparente riscontrata nei polmoni ma che sembra aver comunque spaccato le cartilagini delle costole e che è posta in posizione obliqua, ciò a dire che partendo dalla superficie delle costole di destra finisce sotto lo sterno. Dalla broncoscopia, durante la quale è stata fatta una biopsia dei bronchi e un lavaggio polmonare con esame istologico preposto, sono risultate delle occlusioni, come da compressione dall'esterno, di diversi rami bronchiali. Si attende ora l'esame istologico dei bronchi e giorno 4 biopsia della "pallina" non più tale. Quello che chiedo è, alla luce di quanto saputo, e dato che mio zio respira a fatica alcune volte, se il quadro clinico è disperato o se esistono chance di salvezza. Mi sembrerebbe che si tratti di tumore del mediastino, ma vorrei sapere generalmente se sono tumori che lasciano aspettative di vita lunghe o che sono addirittura curabili, o se viceversa sono tumori scarsamente guaribili.

Vi ringrazio infinitamente.

[#1] dopo  
Dr. Francesco Inzirillo

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Gentile utente
É difficile esprimere giudizi corretti con le poche informazioni che ci fornisce.
Potrebbe essere una formazione della parete toracica o del mediastino che deve essere ben studiata per capire se ci sono margini di resezione chirurgica
Dr. Francesco Inzirillo
- Ospedale "Morelli" - Sondalo
- Istituto Clinico Humanitas - Milano

[#2] dopo  
Utente 496XXX

Gentilissimi dottori,

mi rivolgo a tutto lo staff di medicitalia.
Riguardo a questo caso di mio zio, l'esame istologico ha restituito un'adenocarcinoma mucinoso del polmone, quindi il tumore è unico e sembra aver metastatizzato sul torace formando questa patata.
Parlando con l'oncologo, abbiamo ricevuto le notizie peggiori.
Sembrerebbe un tumore rarissimo che nemmeno con normale chemioterapia se ne esce. L'oncologo gli ha prognosticato 3 mesi di vita con tutta la chemioterapia ordinaria.
Gli ha quindi proposto una chemioterapia sperimentale: ALK. Sembrerebbe che per poterla fare bisogna prima aspettare un responso dal Belgio, dove questi medici hanno inviato tutti i dati di mio zio. In questo caso, dicono, si potrebbe arrivare ad una aspettativa di vita anche di 3-4 anni.

Mi chiedo: perchè non provare una resezione chirurgica anche prima della chemio?
Questa della ALK è o no una cosa attendibile, essendo sperimentale?
Dobbiamo ritenere che mio zio è ormai un "Dead man walking"?

Scusate, ma questa notizia arrivata solo da 2 mesi ha praticamente sconvolto tutta la famiglia. Siamo rimasti tutti increduli e angosciati. Soprattutto perchè sia cercando in internet su siti stranieri che per quanto cia ha detto l'oncologo sembrebbe questo di mio zio un tumore rarissimo. Come ha fatto a colpire proprio lui? Pochi casi in letteratura sono presenti, e quindi ci aspettavamo un tumore + normale del polmone o qualcosa del mediastino... invece niente.

Attualmente mio zio prende antidolorifici, e non riesce a dormire la notte! Dorme davvero poco!

Per cortesia, dateci tutti un consiglio. La nostra è una richiesta disperata, di persone che non riescono ad accettare quanto successo!

Cordiali saluti a tutti.