Utente 227XXX
Buon Pomeriggio, chiedo gentilmente un opinione in termini di eventuale terapia rispetto alla diagnosi sotto descritta.

in data 9 Novembre ho subito l'asportazione del testicolo dx. Oggi ho ricevuto il risultato dell'esame istologico.

DESCRIZIONE MACROSCOPICA:
Orchifunilectomia riferita di destra: testicolo di cm. 7x6x5, funicolo di cm 5. In sezione si reperta una lesione nodulare circoscritta di colore giallastro, di consistenza molle-elastica, di aspetto compatto, di cm 6 di massimo diametro, che occupa e sostituisce gran parte del tessuto testicolare. Tale lesione sembra giungere a ridosso della tonaca vaginale. In corrispondenza del polo superiore si reperta una sottile rima di parenchima testicolare indenne ci cm 0.8 di spessore.

DIAGNOSI:
Seminoma del testicolo dx
STADIO (TNM 7 ED.2009): pT2 pNX
NECROSI:5%
NEOPLASIA GERMINALE INTRATUBULRE:presente
RETE TESTIS: invasione
ANGIOINVASIONE: presente
FUNICOLO SPERMATICO: indenne da neoplasia
MARGINE DI RESEZIONE: indenne da neoplasia
TUNICA VAGINALE:indenne da neoplasia

TC addome e torace: non rileva nessuna anomalia
Marker tumorali prima e dopo intervento entrambi molto bassi

Il reparto di Urologia che ha effettuato l'intervento mi ha consigliato un consulto da un oncologo per valutare la terapia.Chiedo gentilmente se fosse possibile di avere un consulto in termini di eventuale terapia da seguire.

Rinagrazio in anticipo per l'aiuto.

grazie

[#1] dopo  
Dr. Antonio Laudati

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SAN FERMO DELLA BATTAGLIA (CO)

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Gent. utente, considerando i dati da lei riportati, ci sono 3 fattori di rischio da considerare:
1. dimensione della neoplasia > 4 cm
2. invasione della rete testis
3. invasione vascolare
Sono assolutamente d'accordo con i Colleghi chirurghi riguardo l'esecuzione di una terapia adiuvante. Aggiungerei però al parere dell'oncologo anche quello del radioterapista.
Cordiali saluti.
Dr. ANTONIO LAUDATI

[#2] dopo  
Prof. Filippo Alongi

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NEGRAR (VR)

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Le opzioni terapeutiche del suo caso sono infatti 3:
1)osservazione(un pò meno raccomandata per i fattori di rischio sopra elencati )
2)Radioterapia 3)Chemioterapia.
In tutti e 3 i casi il rischio di recidiva è basso. Naturalmente in caso di radio o chemioterapia, questo rischio si abbassa ulteriormente, intorno al 3-5% circa(rispetto alla sola osservazione che è di circa il 15%). Ovviamente in caso di trattamento adiuvante a fronte di questi vantaggi, ci sono potenziali effetti collaterali. Pertanto è necessario parlare con gli specialisti oncologo medico ed oncologo radioterapista dei dettagli del trattamento proposto.
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),