Utente 169XXX
Ma io non ho capito una cosa: perchè il tumore al polmone viene di più agli ex-fumatori? Se ci fate caso le malattie derivanti dall'uso di sigarette colpiscono di più gli ex-fumatori.. ma perchè? Perchè ai fumatori il tumore viene di rado e agli ex fumatori viene spesso?
Inoltre.. Perchè si dice che il fumo fa male ma vedo parecchi sessantenni, settantenni, SANISSIMI? Scusate queste domande, ma ormai non credo più alle dicerie sul fumo. "Il fumo uccide" "Il fumo crea quello" "Il fumo crea quell'altro".. Le reputo bugie, dato che chi fuma non solo vive tantissimo ma anche bene. E lo dice un ragazzo che odia il fumo, e in uncerto senso i fumatori.

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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>>Perchè tante bugie sul fumo, "Il fumo uccide" quando chi fuma è sempre sanissimo?>>

Bugie in che senso scusi ?

>>Perchè si dice che il fumo fa male ma vedo parecchi sessantenni, settantenni, SANISSIMI?>>>

Perchè Lei ha conosciuto quella minoranza che è sopravvissuta al fumo !

E' ovvio che Lei non veda più in giro quelli deceduti, che sono la maggioranza, (^___^)

Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com

[#2] dopo  
Dr. Francesco Inzirillo

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Gentile utente
Credo proprio che Lei sia completamente fuoristrada.

Esistono studi epidemiologici ben precisi che mostrano chiaramente un grave incremento di mortalità e morbilità (malattie polmonari e cardiovascolari collegati al fumo) nei periodi storici di uso intenso di sigarette ed una riduzione importante delle stesse problematiche nei periodi storici di ridotto uso.

Nei libri di medicina di inizio 900 il tumore polmonare veniva classificato tra le malattie rare mentre poi si è visto che la sua incidenza aumentava di pari passo all'incremento dell'abitudine del fumo.
Prima le malattie correlate al fumo erano di appannaggio esclusivo degli uomini poi, con la rivoluzione del 68, le donne hanno cominciato a fumare e si è registrato un incremento delle malattie polmonari proporzionalmente all'incremento dell'abitudine al fumo.

Gentile utente
Lei vede i sessantenni che stanno bene nei perchi e in giro..
Le consiglio di fare un giro in qualche reparto di pneumologia o di chirurgia toracica a vedere tantissimi quarantenni con i polmoni distrutti da BPCO e tumori.
Dr. Francesco Inzirillo
- Ospedale "Morelli" - Sondalo
- Istituto Clinico Humanitas - Milano

[#3] dopo  
Utente 169XXX

Grazie delle risposte, gent.mi Dottori. Volevo porVi soltanto un' altra domanda: perchè in un fumatore il tumore (al polmone s'intende) può venire anche dopo 10 anni aver smesso? Perchè forse era già in "atto" mentre fumava oppure perchè il corpo ha sentito la mancanza di nicotina improvvisamente e si è creato uno scompiglio tale da provocare il cancro?Se è la seconda opzione, allora non è vero che smettere fa bene..

[#4] dopo  
Dr. Francesco Inzirillo

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Un tumore polmonare può svilupparsi anche a distanza di anni perchè l'organismo non riesce a liberarsi subito delle sostanze nocive che si accumulano nei tessuti polmonari.
Queste sostanze quindi hanno tutto il tempo per creare alterazioni cellulari irreparabili.
All'interno delle cellule ci sono meccanismi di riparazione del DNA ma se i danni di quest'ultimo sono continui e reiterati ad un certo punto un tumore può originarsi.
Smettere di fumare fa sempre bene perchè le sostanze novive presenti nel fumo creano altri problemi ad altri livelli (sistema cardiovascolare, sistema nervoso etc)
C'è una famosa frase che si sente dire in giro che è questa:
Mio Nonno fumava 50 sigarette al giorno e ha vissuto bene fino a 90 anni.
Questa situazione non è sufficiente a smentire i danni del fumo per svariati motivi.
Innanzitutto in questioni mediche non esiste mai il 100 % e non esistono mai regole matematiche precise. La medicina ruota sempre intorno a questioni di statistiche e probabilità.
Il formarsi di un tumore per esempio dipende da molteplici variabili quali fattori interni all'organismo, fattori esterni, predisposizioni, presenza di altre malattie etc. Per cui è la sommazione di più fattori che determina l'origine della malattia. Il fumare non determina il tumore "sicuramente" ma "con alta probabilità" così come il non fumare non annulla del tutto il rischio ma lo rende molto meno probabile.
A ciò dobbiamo aggiungere che l'organismo di oggi è geneticamente più vulnerabile rispetto a quello dei nostri nonni e questo perche i nostri nonni ma anche i nostri padri sono soggetti selezionati.
Sono sopravvissuti da malattie che oggi sono curabili ma che prima mietevano vittime (che altro non erano che le persone più deboli). Sono sopravvissuti di un periodo di stenti e di fame (pensi al periodo delle guerre mondiali).
Per cui io non mi stupisco quando un novantenne che fuma 50 sigarette sta bene mentre un quarantenne fumatore di oggi va in giro con l'ossigeno
Dr. Francesco Inzirillo
- Ospedale "Morelli" - Sondalo
- Istituto Clinico Humanitas - Milano