Utente 118XXX
Gentili medici,
è di questi giorni la notizia del sequestro di ingenti quantitativi di abbigliamento cinese in quanto contenente cromo esavalente,sostanza cancerogena.Al di là di ogni rimarchevole perplessità per le circostanze che permettono l'introduzioni di simili merci nella catena commerciale,ci si domanda:quale è il coefficiente di rischio per la salute in caso di esposizione a simili sostanze?Non vorrei che le giuste campagne anti-fumo,anti-alcol,anti-amianto venissero invalidate dal rischio di una esposizione sottovalutata ma avente magari lo stesso coefficiente di rischio per la salute delle su citate sostanze per cui magari la stessa nocività di una sostanza giustamente "buttata fuori dalla porta" rientrasse poi in circolo grazie ad un'altra sostanza sottaciuta "dalla finestra" in quanto sappiamo che anche la produzione di merci di abbigliamento della catena ufficiale occidentale passa ormai anche per "la via dell'est",e a volte si teme che i controlli magari non siano adeguati alla mole di merci circolanti .Chiedo quindi qual'è il pronunciamento ufficiale della medicina a riguardo,saluti

[#1] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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La medicina non è la guardia di finanza. Si è tanto discusso e concordato con la comunità europea su quali devono essere i prodotti vendibili e cosa devono certificare le ditte produttrici, ma (forse a causa della crisi) vediamo sempre più emergere negozi diciamo "orientali"!

Personalmente credo che i controlli debbano essere fatti a monte; quando si arriva al dettaglio si perde solo tempo.
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
(email: dangelo@oncologiataormina.it)