Utente 276XXX
Salve,

Salve,

cercando info su internet mi sono imbattuto nella Vs pagina e ahimè Vi scrivo in merito ad una neoplasia alla testa del pancreas di mia madre.

In breve e senza avere al momento sottomano il supporto della cartella clinica, vorrei sottoporre alla Vs attenzione il caso in questione e chiedere un punto di vista ed un consiglio spassionato.

-In data 18 settembre u.s.mia madre, 63 anni circa, diventata visibilmente itterica e senza dolori di sorta, si reca dal medico curante per rappresentare il problema e richiedere delle analisi, tipo check-up.
-a seguito di ecografia al fegato (fatta su ns iniziativa), l' Ecografo, consigliava a mia madre di passare dal Pronto Soccorso poiché c'era qualcosa che secondo lui poteva non essere un semplice calcolo.
-Veniva ricoverata in data 20 all'Ospedale di Ostuni (Br) poichè tutti i valori degli esami ematici erano "sballati"; effettuta una TAC addome dopo 3 gg, dal quale non si evinceva nulla, dopo altri 4 gg veniva sottoposta a colangiografia con e senza contrasto, dove si escludeva una pancreatite acuta e si citava per la prima volta “possibile K pancreatico” alla testa del pancreas.
-In data 4 ottobre mia madre veniva visitata dal noto Dott.X, presso il policlinico di BARI, il quale dispone il ricovero immediato, per il successivo intervento che avrebbe dovuto "togliere" l'ostruzione alle vie biliari che le provocava l'ittero.
-In data 8 ottobre veniva sottoposta ad un lungo e delicato intervento di Duodenocefalopancreasectomia dall'equipe del Dott. X.
-Dopo 10 giorni di degenza, il 18 ottobre,veniva dimessa e si rimaneva in attesa del famoso "esame istologico" che avrebbe dovuto scongiurare l'interessamento di altri organi viciniori.
-Dopo la visita di controllo chir., il 30 ottobre u.s., il bravissimo dott. X ci consigliava di rivolgerci ad un oncologo, indicandoci il prof. Y, poichè l'esito dell'esame parlava di ...."pT3 N1 Mx".
-Il prof. Y preso atto della situazione, ci chiedeva di fare una serie di analisi prima di poter iniziare una terapia "che potesse evitare il riformarsi del male e scongiurare che altri organi fossero stati interessati", queste le sue parole, da fare entro i 40 gg dall'intervento.
-Purtroppo in data 07 novembre è anche arrivato l’esito della TAC total Body, dal quale si evince in breve: ...delle formazioni nodulari, a carico di entrambi i polmoni, di circa 9 mm all’altezza del segmento spicale e altre formazioni nodulari di circa 5 mm in corrispondenza dei lobi anteriori. Gli altri organi, milza e fegato, privi di lesioni locali. La vena mesenterica superiore, a livello della confluenza, appare stenotica e circondata da tessuto probabilmente neoplastico.
-L’oncologo cui ci siamo affidati, ha consigliato di seguire il protocollo GEMOX non appena la ferita sarà guarita.
La domande sorgono spontanee: siamo nella direzione giusta? Sarebbe il caso di sentire altre campane, senza sottoporre a stress inutile mia madre?
Grazie in anticipo.

[#1] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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E', uno dei trattamenti utilizzati in tale patologia; dopo alcuni cicli eseguirà TC di controllo (e anche dosaggio dei marcatori se mossi all'inizio) per valutarne l'efficacia
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
(email: dangelo@oncologiataormina.it)