Utente 629XXX
Sottopongo alla Vostra gentile attenzione il caso di mia madre, 74 anni non fumatrice. Nel 1995 è stata sottoposta ad una Mastectomia alla mammella sinistra. Episodio che poi si è ripetuto a giugno 2007 nella mammella destra. Nei due interventi è stato asportato un carcinoma invasivo T1.
In entrambi i casi i linfonodi ascellari sono risultati negativi. Nel 1995 dopo l’intervento è stata sottoposta a terapia ormonale per 5 anni effettuando i consueti e periodici controlli. Nel 2007 non ha potuto eseguire alcuna cura ormonale visto che i recettori risultavano negativi. A gennaio 2008 i marcatori tumorali sono rimasti invariati rispetto al mese di giugno, mantenendo un valore di 40.
L’oncologo ha prescritto una lastra toracica che evidenziava dei noduli polmonari.
Il 29/02/2008 è stata eseguita la TAC con MDC Total Body. Il referto relativo ai polmoni illustra quanto segue:
Noduli polmonari multipli bilaterali con diametro al massimo di 6 mm e qualche ispessimento pleurico anche nodulare e a placca, ove non può essere esclusa l’ipotesi di secondarismi.
In particolare a livello della lingula nodulo parenchimale di 5 mm associato a sottili tralci di ispessimento centrifughi che raggiungono anche la pleura regionale.
Linfonodi mediastici con asse corto fino a 10 mm.
Linfonodo ascellare a destra con asse corto di 8 mm.
Non versamento pleurico.
Non versamento pericardico.
Nel tessuto adiposo sottocutaneo della parete toracica di destra, a livello dell’arco di riflessione della 5° costa formazione della densità dei tessuti molli, di 6 mm.
Fegato nei limiti della norma per dimensioni con margini regolari.
Focalità di 25 mm x 20mm nel /° segmento epatico, con comportamento contrastografico classico di angioma.
Due millimetriche ipodensità nel lobo di sinistra, le cui dimensioni esigue non consentono una valutazione densitometrica attendibile nella diagnosi differenziale tra cisti e focalità solida.
Non alterazioni densitometriche/dimensionali di pancreas, milza, surreni.
Nei limiti i reni che eliminano fisiologicamente il mdc. Formazioni cistiche renali bilaterali corticali e parapieliche, quella di maggiori dimensioni e in medio renale e misura 45 mm x 36 mm.

Il 25/3/2008 è stata eseguita una PET. Il referto espone quanto segue:
Si osserva iperfissazione patologica a livello di:
- mediastino, con più immagini intense e focali in sede pretracheale, prevascolare, finestra aorto-polmonare ed ilare bilaterale (SUVmax= 8.4)
- emitoracesinistro con più focalità a livello medi ed ultimo-dorsale nonché infero-laterale, posteriormente, a verosimile localizzazione pleurica
La patologia polmorale multi-micronodulare radiologicamente nota ed oggetto di quesito clinico non appare fissare l’FDG.

CONCLUSIONI:
Lo studio PET depone per:
- localizzazioni di natura verosimilmente secondaria a livello mediastinico e pleurico nelle sedi descritte.

Mia madre, fisicamente sta bene, nel senso che non avverte alcun sintomo a livello polmonare. L’oncologo ha comunque escluso la biopsia. A suo avviso i markers tumorali sono ancora bassi, visto che il valore 40 supera di poco il limite che è 30. Secondo il medico conviene aspettare,verificando se si verifica un innalzamento dei markers, prima di intervenire con la chemioterapia….
Aspetto Vostra cortese risposta!!!
Cinzia

[#1] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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Da quanto descritto sembra che ci sia un ritorno della precedente malattia con localizzazioni nelle sedi segnalate alla PET (è l'ipotesi più verosimile).
I marcatori solitamente non sono specifici di malattia (cioè non è così sincrono un loro rialzo con la presenza di malattia).

Personalmente, eccetto in caso di importanti comorbidità, non lascerei il tutto così in attesa di un rialzo dei marcatori, ma comincerei da subito qualcosa, ma è solo una opinione telematica senza paziente innanzi.
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
(email: dangelo@oncologiataormina.it)

[#2] dopo  
Prof. Filippo Alongi

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Concordo totalmente con quanto detto sopra dal collega.
I markers hanno un valore diagnostico "relativo" sulla presenza di secondarismi mediastinci, RISPETTO ad esami morfologici e funzionali(TC e poi PET) che evidenziano delle localizzazioni compatibili con la malattia di base. La biopsia potrebbe essere dirimente per iniziare tempestivamente i trattamenti adeguati e fugare ogni dubbio.
Molto cordialmente
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),

[#3] dopo  
Utente 629XXX

Cari dottori,
vi ringrazio per la veloce risposta…. Dalla risposta del Dr. Alessandro D’Angelo mi sembra di capire che allora dalla lettura si tratta di vere e proprie metastasi???? Poi invece leggendo la risposta del Dr. Filippo Alongi mi sembra di capire che l’unico esame attendibile per avere la certezza sia sulla natura che sul grado (da I a IV ) è la biopsia. A parere del mio oncologo la biopsia sembra che sia inutile perché l’esame seppur fatto sotto TAC potrebbe fallire, visto che le dimensioni da prelevare sono piccole.
Che cosa a questo punto ci conviene fare ?
In questi giorni mi sono documentata su Internet e ho scoperto che per combattere le metastasi polmonari esiste il controllo oncologico loco regionale. In particolare si può ricorrere a due metodiche complementari che possono essere eseguite in corso di trattamento chemioterapico. Queste sono: 1. La radiofrequenza (RITA) 2. La radiochiururgia stereotassica robotica La RITA o Termoablazione è una metodica locoregionale ben conosciuta per il controllo dei tumori del fegato. Per il polmone si esegue o sotto guida TAC o sotto la guida di una piccola telecamera (toracoscopia). La RITA è in grado di "bruciare" metastasi anche multiple a patto che non superino il diametro di 5 cm e che non siano poste accanto a strutture vascolari….
Nel caso di mia madre potrebbe essere possibile fare questo tipo di intervento, visto che dalla PET l’iperfissazione patologica a livello di mediastino, presenta con più immagini intense e focali in sede pretracheale, prevascolare, finestra aorto-polmonare ed ilare bilaterale (SUVmax= 8.4) .
Inoltre che cosa sapete dirmi sulla terapia biologica? In alcuni casi il metodo Di Bella ha attenuato l’evoluzione delle metastasi polmonari???
Vi ringrazio ancora per la Vs. disponibilità
Cinzia

[#4] dopo  
Prof. Filippo Alongi

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Penso che lei abbia fatto un pò di confusione.
La cura Di Bella non la conosco e non le sò dire di più di quanto hanno dimostrato gli studi clinici recenti e cioè che non ci sono i risultati attesi dal clamore mediatico e dall'informazione parziale fornita dai giornali.
Sulla termoablazione con radiofrequenze le dico che non è applicabile in tutti i casi. Nel caso di sua madre, in particolare, è presente una verosimile compromissione del mediastino(linfonodale) che non mi risulta aggredibile con queste metodiche(data la vicinanza dei gorssi vasi e dell'esofago).
Deve capire che, in assenza di un esame istologico, è difficile effettuare una terapia adeguata. Ogni neoplasia ha una sua storia naturale. In questo caso non sappiamo se si tratta di secondarismi da tumore della mammella o di neoplasia primitiva del polmone con metastasi sincrone mediastiniche e polmonari. Se fosse un tumore del polmone dovremmo capire il tipo per aggredirlo in modo corretto(ci sono molti schemi farmacologici mirati o RT).
Avrà adesso un'idea dell'impossibilità di fornirle ulteriori chiarimenti in assenza di altri dati. Non le consiglio su internet ricerche afinalistiche su terapie, talora improbabili, prima di aver chiarito la natura del caso. Perderebbe solo tempo ed energie utili per supportare al meglio sua madre materialmente con i medici che vi seguono.
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),