Utente 257XXX
Gentili dottori, una persona di famiglia ha metastasi alle ossa e al fegato. Io fegato ormai è andato e si trova in una condizione di precoma (a detta del medido). La bilirubina era poco piu di 4, colisterasi 3700.
Il
Medico ci ha consigliato di non farle flebo perche cosi facendo si prolunga la sofferenza. È giusto, secondo voi, questo approccio? Neanche antidolorifici perche a detta sua il coma epatico non porta dolori ma solo problemi a livello psichico.
Grazie

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Dr. Giorgio Enrico Gerunda

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gentile signore, la situazione del suo parente mi sembra molto avanzata ed il fegato è ridotto ai minimi termini (colinesterasi bassissime). sono d'accordo con il suo medico sul non proseguire sulle cure, sono invece meno d'accordo sul non fare antidolorifici, perchè lo stato di precoma epatico sicuramente altera profondamente la coscienza, ma i dolori li avverte, particolarmente quelli ossei e quelli del fegato, perchè le metastasi hanno sicuramente ingrandito l'organo e stirato la pelle che lo ricopre . questo glim fa sicuramente male. evidentemente non ci si deve preoccupare dei farmaci perchè la situazione è estremamente avanzata e quindi infusioni di morfina vanno benissimo, anche in modo continuo. Non so dove lei abita, ma vi sono i centri del dolore negli ospedali o le oncologie che possono dare informazioni ed indicazioni ed anche assistenza domiciliare per questi problemi.
Prof.Giorgio Enrico Gerunda Professore Ordinario di Chirurgia Generale Università di Modena e Reggio Emilia

[#2] dopo  
Utente 257XXX

grazie per la risposta. Qui di lei dice che il coma epatico genera dolore?

[#3]  
Dr. Giorgio Enrico Gerunda

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Gentile Signore, non è il coma epatico che genera il dolore. il coma epatico si manifesta perchè il fegato non funziona più e non riesce a smaltire sostanze particolari per cui la testa va in contro ad un processo di progressivo addormentamento. quello che fa male sono le metastasi al fegato che si ingrandiscono e stirano la "pelle" del fegato e producono dolore. quindi il dolore c'è ma il malato non capisce cosa è , avverte la sensazione e reagisce lamentandosi. per questo comunque il dolore dovrebbe essere trattato. per quanto riguarda le fleboclisi (alimentazione e idratazione) è evidente che più si danno elementi per sopravvivere il malato rimane vivo, ma rimane vivo per soffrire di più non per migliorare. per questo è ragionevole ridurre al minimo le cure, ma agire solo sul dolore.
Prof.Giorgio Enrico Gerunda Professore Ordinario di Chirurgia Generale Università di Modena e Reggio Emilia