Utente 114XXX
Gentile dottore, la ringrazio in anticipo per la sua attenzione. Mia mamma, 40 enne, ha subito quasi due anni fa l'asportazione dell'utero, dopo aver rilevato la presenza di un tumore maligno (allora i marcatori tumoroli erano di 142). A distanza di 5 mesi dalla fine di 6 cicli di chemioterapia, la malattia si era riformata, questa volta nel peritoneo ( i marcatori tumorali erano pari a 1900). Ha nuovamente affrontato i 6 cicli di chemioterapia, dopo 2 mesi circa la malattia si è ripresentata. Ci avevano prospettato la possibilità di un'operazione al peritoneo, con una nuova tecnica che solo pochi centri in Italia praticano. Ma proprio oggi, il medico a cui in proposito ci eravamo rivolti, ha escluso questa soluzione: la malattia ha coinvolto anche l'intestino, perciò ritiene opportuno continuare con i normali cicli di chemioterapia, proprio per l'impossibilità di effettuare l'operazione. Ora Le chiedo secondo Lei che tipo di diagnosi può avere una malattia del genere e che aspettativa di vita. La prego di essere il più chiaro possibile. Nel ringraziarLa ancora per l'attenzione Le porgo i miei più cordiali e distinti saluti.

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Dr. Carlo Pastore

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Cara Amica,

innanzitutto occorrerebbe visionare la documentazione del tumore iniziale ed in particolar modo l'esame istologico. Purtroppo la situazione si presenta assai seria anche alla luce della non candidabilità ad un intervento che suppongo essere di chemioipertermia intraperitoneale con peritonectomia. Un nuovo trattamento chemioterapico appare quindi la via migliore, magari abbinato a delle applicazioni di ipertermia capacitiva esterna (vedi sito www.ipertermiaroma.it ) per tentare un potenziamento.

Resto a disposizione, un caro saluto

Carlo Pastore
www.ipertermiaroma.it
Dr. Carlo Pastore
www.ipertermiaitalia.it