Utente
Sono una ragazza di 27 Anni , mi sono
sottoposta ad un trattamento di onde d'urto il 2
febbraio u.s alle
caviglie poichè come può verificare dalla risonanza
del 26.06.06
presento un problema di lesione osteocondrale.

L' ultima risonanza è
quella fatta il 3 maggio u.s. dopo le onde d'urto, ma ora non
saprei
che fare.

le risonanze dicono questo: (1 risonanza giugno 2006) Subcentimetrica area di elevata sofferenza osteocondrale sullo spigolo supero mediale del tetto astragalico, ai limiti della lesione osteocondritica di grado 1.
Sfumata iperemia della spongiosa dell'apofisi anteriore astragalica, sui versante articolare con iI navicolare, e della porzione del tallone corrispettivo.
Minima reattivita iperemica della spongiosa si apprezza anche a carico del malleolo tibiale mediale senza lesioni osteocondritiche ne fratturative.
Legamento deltoideo strutturalmente inomogeneo, edematoso, non discontinuo.
Tenosinovite di alto grade del tendine tibiale posteriore, flessore delle dita, in maniera minore flessore lunge dell'alluce senza lesioni.
Entesopatia flogistica di medio alto grado a livello calcaneare dell'achilleo, senza discontinuita. Sfumato quadro di fascite plantare con entesite calcaneare di basso grade dell'aponeurosi, senza discontinuita ne nodulazioni.
Screzio fluido intra articolare tibio astragalico, astragalo navicolare, e astragalo calcaneare anteriore, con modesta sovradistensione delle pareti capsulari.
In assenza di riferita anamnesi traumatica, nota la pressoche totale riduzione dell'ampiezza dell'arcata plantare, senza cad uta delle teste metatarsali, iI quadro indirizza ad un alterato carico di significato non recente.
Quale reperto corollario si apprezzano reperti similari ma di entita minore a dx.
(2 risonanza gennaio 2007)
RM caviglia dx e sn

L'esame viene confrontato con RM caviglia sn del 26/06/06.
A sn non piu evidente I'iperemia della spongiosa dell'apofisi anteriore astragalica del navicolare e della porzione del tall one corrispettivo.
Non piu evidente la reattivita iperemica della spongiosa del malleolo tibiale mediale sn.
Pressoche non piu evidente iI quadro di fascite plantare a sn.
Bilateralmente si apprezza tenosinovite di medio grade del tibiale posteriore, flessore delle dita, flessore lunge dell'alluce.
Bilateralmente si apprezza una subcentimetrica lesione osteocondritica di grade 1 in sede sotto corticale del versante supero mediale del domo astragalico con iperemia della spongiosa contigua, associato sia a dx che sn ed assottigliamento del panno condrale.
Bilateralmente presenza di versamento intra articolare con modica distensione della capsula astragalica e modesta raccolta in sede retro astragalica.
Bilateralmente distensione della capsula articolare per versamento a livello astragalo navicolare e astragalo calcaneare anteriore.
A dx minime note, sovrapponibili al sn, di fascite plantare.
Bilateralmente modesta entesite calcaneare del tendine achilleo senza lesioni.
A sn si apprezza comparsa di subcentimetrica lesione distrofico cistica sotto corticale intraspongiosa del malleolo peroneale sui versante articolare con I'astragalo.
Restanti reperti nei limiti per eta.
(3 risonanza dopo le onde d'urto)
Esame confrontato con precedente del 18/01/07.
Modicamente ridotta bilateralmente la tenosinovite del tibiale posteriore, flessore delle dita e flessore lungo dell'alluce.
Modica evoluzione verso 10 stadio 2 delle lesioni osteocondritiche in sede sottocorticale del versante superomediale del domo astragalico sia a dx che sn senza crolli corticali ne dissecazioni.
Invariato I'assottigliamento del panno condrale a tale livello.
Permane modico versamento intraarticolare bilateralmente con ridotte Ie raccolte liquide in sede retro astragalica.
Invariate Ie distensioni delle capsule articolari superiori a livello astragalo navicolare e astragalo calcaneare anteriore.
Sovrapponile la subcentimetrica lesione distrofico cistica sottocorticale intraspongiosa del malleolo peroneale a sn.

L'esame ha sostanzialmente evidenziato una modesta evoluzione della lesione osteocondritica sui versante supero media Ie dei domi astragalici nel cui contesto si
rilevano riassorbimenti distrofico cistici.
Non so veramente che fare grazie per i consigli!!!


[#1]  
Dr. Paolo Tessari

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Gentile ragazza,
visto il perdurare della sintomatologia, penso sia utile una rivalutazione clinica delle sue caviglie da parte di uno specialista ortopedico.
Le terapie fisiatriche potrebbero essere una delle soluzioni, altrimenti non resta che la valutazione artroscopica dell'articolazione tibio-astragalica per la valutazione del danno osteocondrale e la proposta di trattamento mirato (dal debridment artroscopico con strumento a radiofrequenza, al trapianto autologo di condrociti, fino all'innesto osteocondrale).
Cordialmente
dr. Paolo Tessari, ortopedico in Verona (tel. 045/6303792)
dr. Paolo Tessari
ortopedico, artroscopista, protesista
specialista in medicina dello sport
Verona

[#2] dopo  
Utente
Egregio Dottore,

La ringrazio infinitamente per la cortese risposta, diciamo che come avrà certamente capito la mia paura è proprio quella legata all' eventualità di sottopormi ad un intervento, secondo Lei l' artroscopia diagnostica ed eventualmente quella corretiva che tipo di convalescenza pongono in essere? So che la domanda puo' sembrare banale, ma un intervento mi comporterebbe diversi problemi lavorativi visto che ho un' attività commerciale e il non stare in piedi sarebbe per me fattibile se no per un breve periodo.

Diciamo che i miei piedi piatti forse non giovano alla situazione o forse ne sono una con-causa, anche se devo dire che i plantari mi hanno dato gran sollievo.

[#3]  
Dr. Matteo Bianchi

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concordo con il collega; la convalescenza in genere richiede un periodo di scarico che dipenderà dal danno riscontrato e dalla terapia praticata in artroscopia; sono disponibile a visitarla e visionare le RMN per consigliarla al meglio anche in base alla sintomatolgia clinica di cui lei non fa cenno;
distinti saluti
Matteo Bianchi

[#4]  
Dr. Alfonso De Carlo

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Gentile utente,
sarebbe secondo me importante non dare scarsa importanza alla sua volta plantare prima di intraprendere trattamenti che potranno essere inficiati dall'alterato scarico plantare.
mi faccia sapere

[#5] dopo  
Utente
Egregio Dott. De Carlo,

cosa intende per "inficiati dall'alterato scarico plantare"?, non vorrei intraprendere un trattamento invasivo per nulla, la ringrazio e attendo un cortese consiglio.

Con stima,

Spina

[#6]  
Dr. Alfonso De Carlo

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sarebbe opportuno un esame clinico dei suo piedi valutando l'appoggio nella deambulazione e in posizione di carico.eventuali alterazioni potrebbero essere alla base di sovraccarico funzionale a livello non solo dei piedi ma anche delle articolazioni tibio tarsiche.
mi faccia sapere