Utente
Vi scrivo per sottoporvi un problema piuttosto complicato.
Mio padre di 75 anni è stato colpito da ictus ischemico all'emisfero dx il 24 novembre 2010. A causa dell'ischemia è incorso in una caduta dalle scale che gli ha procurato numerosi ematomi ed escoriazioni. Conseguenza ovvia e più importante è l'emiplagia sx mentre dal punto di vista cognitivo si dimostra lucido e presente.La cosa più preoccupante è una sospetta rottura o lesione di un tendine del ginocchio sx. Dico sospetta perchè ad oggi non è stato possibile accertare con una RMN l'entità del danno (altre indagini strumentali non sono stati di aiuto). E' stato ricoverato inizialmente in reparto Neurologia per 3 settimane e poi trasferito in un centro di riabilitazione dove è ancora ad oggi ricoverato. Il ginocchio sx è attualmente piegato a circa 90° e la gamba risulta non estendibile a causa di forti dolori (ragione per la quale è stato impossibile effettuare la RMN). Attendiamo la visita di un ortopedico per valutare se intervenire chirurgicamente. Non si può fare la RMN in anestesia locale in modo che si riesca a stendere le gamba? Attualmente il ginocchio non è ingessato o fasciato o bloccato da alcun tutore e spesso è causa di forti dolori. Secondo voi sta ricevendo le cure adeguate e se un tendine fosse realmente rotto o lesionato è ancora possibile intervenire chirurgicamente a distanza di alcune settimane?

Ringrazio anticipatamente e invio distinti saluti.

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Dr. Antonio Valassina

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Gentile signore
a distanza e' impossibile fare valutazioni e suggerire terapie.
Posso solo fornirle alcune informazioni.

Nelle paralisi spastiche (= presenza di un ipertono dei muscoli con associata rigidita' articolare in flessione) possono presentarsi quadri diversi di retrazione spastica dei muscoli flessori/adduttori a seconda della lesione cerebrale.
Nell'arto superiore possono presentarsi quadri di adduzione e intrarotazione della spalla, flessione del gomito, flessione del polso e delle dita della mano.
Nell'arto inferiore si puo' evidenziare flessione e adduzione dell'anca, flessione del ginocchio e flessione del piede (=posizione detta anche "in equinismo").
Tutte queste posizioni coatte possono essere associate in varia misura tra di loro e diverso puo' essere il grado di spasticita' e rigidita' tra le diverse articolazioni coinvolte.

Di solito in questi casi, se valutati all'esordio, si procede con una terapia riabilitativa aggressiva e soprattutto attenta a prevenire queste deformita', rigidita' e retrazioni con l'ausilio di tutori che, a seconda dei casi, potranno essere solo diurni, notturni oppure per entrambe le condizioni.
Se il paziente viene preso in carico con una condizione di deformita' gia' instaurata allora si dovranno prendere in considerazione, a seconda dei casi, due ipotesi di trattamento:
a) forme lievi: correzione tramite FKT associata o meno a tutori di posizione;
b) forme gravi: correzione chirurgica con successiva FKT e tutori di posizione.

Venendo al quesito specifico, un ginocchio flesso puo' instaurarsi anche senza alcuna lesione tendinea. La sola potenza dei muscoli flessori in fase spastica, infatti, e' piu' che in grado di realizzare un quadro di ginocchio flesso anche molto grave, se non prevenuto/ trattato in modo adeguato.

L'unico suggerimento che mi permetto di lasciarle e' quello di NON forzare assolutamente il ginocchio in estensione se la rigidita' dura da diverso tempo e in ogni caso l'anestesia locale NON e' indicata per un esame RMN del ginocchio spastico. I rischi possibili di una manipolazione "on air" (= fatta al volo per caso e non all'interno di un preciso percorso terapeutico) sono i seguenti:
1) lesione di altre strutture capsulo-legamentose o tendinee fino ad ora intatte;
2) esaltazione del quadro di spasticita' locale per l'innesco di trigger points (punti di infiammazione "grilletto") con conseguente peggioramento della rigidita' e della deformita' in flessione.

Eventualmente potrebbe essere presa in considerazione una RMN in anestesia generale, ma questa ipotesi remota potrebbe essere assunta solo dopo la visita di un ortopedico esperto in queste patologie.

Tenga conto, comunque, che il tendine rotuleo e il tendine quadricipitale possono essere ben evidenziati alla RMN sia a ginocchio esteso che a ginocchio flesso e quindi non mi sembra che il problema principale sia ripetere la RMN quanto piuttosto curare la deformita' in flessione.

In ogni caso qualsiasi valutazione nel merito spetta solo ed esclusivamente all'ortopedico che prendera' in cura suo padre.

Cordialita' e auguri di buon Anno Nuovo
Dr. A. Valassina
Nota:informazione web richiesta dall'Utente senza visita clinica; non ha valore di diagnosi, trattamento o prognosi che si affidano al medico curante

[#2] dopo  
Utente
Dr Valassina, La ringrazio della risposta molto chiara ed esauriente. Colgo l'occasione per augurarle anch'io un buon 2011 e inviarLe distinti saluti

[#3] dopo  
Utente
Buongiorno. Alla fine il mistero è stato chiarito, c'è una lesione totale al tendine del retto femorale. Attualmente si sta provvedendo alla realizzazione di un tutore speciale che dovrebbe permettere il carico sulla gamba lesa per poter stare in posizione eretta ed eventualmente compiere qualche passo. I medici dicono che al momento non vale la pena operare. La mia domanda è semplice, una lesione del genere fino a quando è operabile con risultati soddisfacenti (visto che la lesione risale ormai al 24 Novembre scorso)?
La ringrazio e Le invio distinti saluti.

[#4]  
Dr. Antonio Valassina

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Il problema non è la lesione del tendine del retto femorale in sè, quanto piuttosto il quadro sottostante di ginocchio flesso spastico che lo ha facilitato.
Nessuna tecnica di ricstruzione del tendine del retto può essere pertanto presa in considerazione se non contestualmente ad un intervento di estensione del ginocchio.
Ma questa valutazione, da esprimere dopo un attento bilancio dei costi/benefici in gioco, può essere fatta solo dai medici curanti che seguono suo padre.
Cordialità
Dr. A. Valassina
Nota:informazione web richiesta dall'Utente senza visita clinica; non ha valore di diagnosi, trattamento o prognosi che si affidano al medico curante