Utente
Buonasera,
sono preoccupata per l’esito dell’intervento subito da mio padre 53 anni – stato generale di salute buono.
Nel mese di marzo ha subito un infortunio riportando la frattura biossea comminuta scomposta avambraccio.
È stato sottoposto ad intervento chirurgico: riduzione cruenta e sintesi con placchette avvitate radio e ulna.
Alla dimissione gli è stato consigliato riposo e protezione della parte e di mobilizzare i segmenti (esercizi della mano).
Le ferite non hanno mai mostrato complicazioni e il decorso sembrava nella norma fino alla rimozione dei punti, la radiografia dopo 2 mesi indicava una leggera angolatura della frattura radiale e la presenza di un frammento laterale a livello della frattura ulnare, poi verso la fine di maggio il braccio si è gonfiato e sulla cute dell’esterno dell’avambraccio è apparsa una macchia rosso-violacea.
Il medico ha prescritto riposo e cura con antibiotico, protratta per 12 giorni e il problema è rientrato, salvo ripresentarsi alcuni giorni dopo la sospensione dell’antibiotico.
Esami del sangue, prescritti dal medico di famiglia, hanno dato VES 35 e PRC 2,6.
Ora, dopo più di tre mesi dall’intervento, vorrei sapere in generale qual è il normale decorso (compresi i tempi di guarigione) di una frattura di questo tipo; un Vs parere circa la causa del gonfiore e arrossamento comparsi e gli eventuali accertamenti specifici da effettuare per determinare la causa dei suddetti sintomi.
Inoltre chiedo se il frammento laterale a livello della frattura ulnare accertato dalla radiografia possa essere fonte di complicazioni.
Ringrazio e porgo distinti saluti
Sara

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Dr. Michele Milano

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Cara signora,
le fratture biosse di avambraccio rappresentano una vera sfida per qualsiasi ortopedico.
La guarigione dipende da vari fattori quali la complessità della frattura stessa, l'età del paziente, le condizioni generali del paziente stesso.
Nel caso di suo padre il gonfiore potrebbe essere un inizio di algodistrofia, di quella condizione caratterizzata da un gonfiore diffuso dell'arto associata a difficoltà nel movimento e dolore intenso.
La mia rimane comunque, e la prego di considerarla tale, solo un'ipotesi non potendo visitare il paziente.
Faccia riferimento a chi l'ha operato esponendo i suoi dubbi.
Tanti auguri
Dr. M. Milano
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NB: il consulto online non può nè deve sostituire la visita reale

[#2] dopo  
Utente
Egr. Dottore,
la ringrazio della risposta. L'ortopedico che ha eseguito l'operazione ha diagnosticato una flogosi affrontata con un trattamento antibiotico di 12 gg. sospeso il quale, dopo circa 5/6 giorni, il problema si è nuovamente ripresentato. E' stato eseguito un secondo trattamento antibiotico di altri 12 gg. risolvendo, sembra il problema. Ora si è in attesa di vedere se il disturbo si ripresenterà fra qualche giorno.
Nel frattempo sono state esguite le radiografie di controllo, che dovranno essere viste dall'ortopedico curante, con il seguente referto radiologico: "Controllo di fratture sintetizzate scomposte senza segni di consolidazione calcifica con segni di mobilizzazione dei mezzi di sintesi".
E' fonte di preoccupazione tale refertazione?
La difficoltà nella consolidazione calcifica a quali cause può essere collegata?
La mobilizzazione dei mezzi di sintesi a cosa è dovuto? A cosa può portare?
Non so se la cosa può essere utile ma mio padre, anche quando presentava il gonfiore, non ha mai lamentato dolori al braccio, che viene normalmente usato, con le dovute attenzioni, nelle semplice attività di vita quotidana (mangiare, lavarsi, ecc.).
Ringraziando porgo distinti saluti.

[#3]  
Dr. Michele Milano

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Ne parli con i colleghi... potrebbe essere di tutta... dalla mancata consolidazione all'infezione.
Sinceramente così a distanza non so proprio come aiutarla.
Dr. M. Milano
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