Utente
Salve, ho 45 anni e da circa 9-10 mesi soffro di un dolore all'interno del gomito destro.

Il dolore non è troppo intenso e si presenta quando eseguo sforzi e non a riposo.

Se effettuo la pinza pollice anulare a braccio esteso o a gomito chiuso evoco il sopracitato dolore; lo stesso se porto la mano al viso e premo contro esso, se stendo il braccio e appoggio la mano al muro e spingo e se sollevo un peso col palmo rivolto verso l'alto.

A ottobre 2019 ho effettuato una ecografia che ha evidenziato modeste alterazioni flogistiche con lieve edema del tendine flessore e fini irregolarità corticali all'inserzione sull'epitroclea omerale.

Non è stato riscontrato alcun versamento intra-articolare e nessuna alterazione riguardo all'epicondilo laterale.

La stessa ecografia ha messo in rilievo un modesto ispessimento flogistico della capsula articolare trapezio - metacarpale del primo dito della mano destra (principio di rizoartrosi).

A febbraio 2020 ho eseguito Rx comparativa dei polsi da cui è stato osservata una instabilità in dorsiflessione delle filiere carpali (Disi) al polso destro e, più lievemente, anche a quello sinistro ed una RM al polso destro dalla quale è emersa una diastasi di circa 4, 5 mm tra scafoide e semilunare con lesione del legamento scafo-lunato.
A tal proposito i professionisti che ho consultato mi hanno però rassicurato sostenendo che non sarebbe necessario ricorrere ad interventi chirurgici data anche l'assenza di dolore e la risposta negativa al test di Watson.

Alla mano destra avverto, soprattutto la mattina al risveglio, una modesta rigidità alle ultime due dita.

Lavoro come saldocarpentiere e la sollecitazione del braccio destro è inevitabile.

Mi sono sottoposto ad un ciclo di ultrasuoni e poi di onde d'urto tra ottobre e dicembre 2019 (periodo in cui non lavoravo), con qualche beneficio e miglioramento.
Il dolore è ricomparso progressivamente con la ripresa del lavoro.
Da circa un mese avverto un fastidio anche in prossimità del lato esterno del gomito (alla pressione della zona dell'epicondilo omerale evoco il fastidio in parola) che si fa sentire a riposo ma solo se tengo il braccio destro in determinate posizioni; potrebbe trattarsi di un principio di epicondilite?
Tra fine giugno ed inizio luglio 2020 ho effettuato altre tre sedute di onde d'urto per l'epitrocleite e 5 sedute di ultrasuoni per il dolore alla base del pollice.
Nonostante l'attività lavorativa ho notato un leggero miglioramento con riguardo all'epitrocleite; il dolore sotto sforzo si è un po' ridotto ma continuo ad avvertirlo anche alla palpazione in zona epitrocleare.
Persiste il fastidio anche a riposo, all'altezza dell'epicondilo laterale che percepisco anche se provo a premere sul lato esterno del gomito.
Detta condizione patologica del gomito potrebbe essere legata all'instabilità carpale del polso destro e/o al principio di rizoartrosi?

Cosa posso fare per uscire da questa situazione?

Grazie per l'attenzione.

Cordiali saluti.

Andrea

[#1]  
Dr. Fulvio Di Cosmo

24% attività
16% attualità
12% socialità
TRIESTE (TS)
PORDENONE (PN)
PORTOGRUARO (VE)
SAN DONA' DI PIAVE (VE)
ODERZO (TV)

Rank MI+ 52
Iscritto dal 2004
Provi ad utilizzare un tutore per epicondilite, almeno per il lavoro.
Sentavun ortopedico che valuti l'opportunità di fare un infiltrazione. Potrebbero essere utili anche mesoterapia e fisioterapia.
Dr. Fulvio Di Cosmo
Specialista in
Ortopedia, Chirurgia vascolare, Medicina dello sport.
Master in Medicina legale

[#2] dopo  
Utente
Grazie dottore. Attendo di essere contattato dal medico ortopedico che mi aveva già visto tempo fa, per fissare una visita di controllo. Sarei tentato di ripetere l'ecografia al gomito da confrontare con quella effettuata nel 2019. Magari questo permetterebbe di capire se ci sono ancora stati infiammatori relativamente alla zona epitrocleare e se c'è un processo iniziale di epicondilite. Mi preoccupa non poco la questione del polso; l'instabilità carpale e la presunta lesione del legamento scafo-lunato potrebbe fungere da concausa in relazione all'epitrocleite? Forse un intervento in artroscopia per la riduzione della diastasi tra scafoide e semilunare è consigliabile o è meglio evitarlo? La ringrazio e la saluto cordialmente.