Utente
Egr. Dottore, scrivo per chiedere spiegazioni sulle mie vertigini, che si presentano da un paio di mesi a questa parte. La loro presenza non è costante durante la giornata, ma quando loro sono assenti, mi resta comunque un senso di instabilità molto fastidioso, che mi limita nelle faccende quotidiane. Le crisi durano da pochi secondi a pochi minuti, e si verificano soprattutto quando da coricata mi sollevo, oppure abbassandomi (per raccogliere un oggetto, ad esempio), oppure quando giro la testa all'improvviso. Non ho fastidio alle orecche, ma, sia durante le crisi sia quando mi sento "instabile", aumenta la sudorazione e talvolta mi viene un senso di nausea (senza conati). Sono stata vista dall'otorino due volte in prossimità delle crisi, ma poichè queste non durano molto tempo, durante le visite non avevo vertigini e l'otorino ha parlato di otoliti che sono stati spontaneamente espulsi, dal momento che lui non ne ha trovato traccia. Ho avuto un episodio di forte vertigine diversi mesi fa, anche questo liquidato dall'otorino come causato da otoliti (anche questa volta non visibili). Lo specialista non mi ha richiesto altri esami, ritenendo individuata la causa e che il tutto si sarebbe risolto a breve (entro 10 - 15 gg). Ma ciò non è stato, le crisi persistono, ed anzi mi pare che gli intervalli tra l'una e l'altra si abbrevino. Ho fatto anche la visita neurologica, ed anche in questo caso non avevo vertigini ma solo quel senso di instabilità di cui parlavo all'inizio, ed il referto è stato del tutto negativo, salvo l'aggravarsi del problema. Neppure lui ha richiesto altri esami.
Gradirei avere delle spiegazioni sulle vertigini, dato che in rete si trova del materiale spesso dispersivo. Ad esempio, non riesco a capire come fare a distinguere tra vertigini soggettive e oggettive, ovvero se siano gli oggetti a ruotare oppure io stessa (durante le brevi crisi non riesco a fare questa distinzione); inoltre non capisco quali siano le vertigini "pericolose" nel senso di essere il campanello d'allarme di qualche malattia importante; sul web, cercando le cause delle vertgini, si trova che moltissime patologie hanno come "campanello d'allarme" le vertigini! Io ho un problema mandibolare, potrebbe essere una delle cause? Facendo la radiografia al polmone, tempo fa, notai una brutta curva della spina dorsale all'altezza del collo; può essere anche questa una causa? L'artrosi può provocare vertigini? Inoltre non mi spiego come mai non ho mai sofferto di vertigini ed ora mi vengono spesso queste brutte crisi.
Mi scusi per la lungaggine, vorrei che mi consigliasse per il meglio, perchè vorrei risolvere questo problema. Aggiungo che alcuni mesi fa (poco tempo dopo il primo attacco vertiginoso) feci una risonanza encefalo con gadolinio con esito negativo. Ritiene opportuno ripeterla?
La ringrazio sentitamente per la sua attenzione e spero in una gentile risposta.
Cordialità

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Prof. Giorgio Bandiera

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gentile utente, i sintomi che permettono di fare una diagnosi di vertigine periferica sono: vertigine oggettiva (quando il paz. ha la sensazione netta degli oggetti che gli girano intorno), sudorazione fredda e nausea (talvolta vomito), presenza di nistagmo (movimento coniugato degli occhi con una fase rapida ed una fase lenta), positività dei test spontanei (romberg, deviazione dell'indicazione). naturalmente tali sintomi devono essere investigati durante la crisi. da quello che lei racconta il suo sembra proprio un caso di vertigine parossistica benigna cioè una situazione nella quale sono liberi, all'interno del labirinto, gli otoliti (cristalli di carbonato di calcio che servono da corpi inerziali su i recettori vestibolari). in questo caso si eseguono delle manovre che sono necessarie sia per effettuare la diagnosi che per "liberarla" far spostare cioè gli ototliti in una parte del labirinto nella quale non interferiscono con i recettori labirintici. una volta fatta la diagnosi di vertigine parossistica benigna può essere necessario ripetere le manovre liberatorie più di una volta a distanza di 7 gg.
per quello che riguarda la artrosi cervicale essa può essere la causa di sintomi vertiginosi quando provoca una riduzione del flusso ematico del comparto cerebrale posteriore per l'inginocchiamento (al passaggio nei forami intertrasversari) dell'arteria vertebrale.
non è necessario che lei ripeta la risonanza che le è stata richiesta per investigare eventuali patologie espansive dell'angolo ponto cerebellare.

Prof. giorgio bandiera
direttore U.O. chirurgia endoscopica rinosinusale
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[#2] dopo  
Utente
Egr. Prof. Bandiera, innanzitutto grazie per avermi risposto e fornito dei chiarimenti. La situazione a distanza di qualche giorno è mutata in altra direzione. Nonostante io controlli spesso la mia pressione a casa, con esiti sempre entro la norma, qualche mattina fa mi recai dal mio medico e gli raccontai delle vertigini. Lui per prima cosa misurò la pressione arteriosa trovando la "minima" alta, a 110, e così attribuì le vertigini a sbalzi della pressione, facendomi prendere una pastiglia alla mattina. Devo dire che fin da subito ho tratto giovamento dalla terapia, infatti il disturbo è andato lentamente scemando fino alla sera quando è sparito del tutto. Il giorno dopo sono stata benissimo. Il giorno successivo invece, per quanto fossero scomparsi i "giramenti", è tornata quella sensazione di instabilità che mi accompagnava in assenza di crisi vertiginose, e oggi tale sensazione persiste (non mi sento sicura nel fare cose che richiedono precisione), accompagnata da nausea (anche se non molto forte). A questo punto cosa ritiene che io debba fare? Ciò dal momento che dubito di riuscire a incontrare il mio otorino durante la crisi vera e propria (prima perchè non ho più crisi vertiginose, poi perchè il mio medico mi da sempre appuntamento al giorno successivo). Vorrei chiedere, gentilissimo Professore, se è possibile che gli otoliti "liberi" non lascino tracce di se all'esame obiettivo (il mio medico mi ha fatto indossare una maschera collegata con un monitor e, dopo precisi movimenti del capo e del corpo, non ha riscontrato nulla) effettuato poche ore dopo un attacco e poco tempo prima del successivo?
La saluto cordialmente e spero ancora in una sua gentile risposta.

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Prof. Giorgio Bandiera

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gentile utente , riguardo agli otoliti devo dirle che essi, quando sono "fuori sede" danno luogo alla sintomatologia se stimolati correttamente; infatti esistono diversi tipi di manovra a seconda del tipo di canale che si vuole esaminare. non dubito che lo specialista di sua fiducia saprà indirizzarla correttamente avendo a disposizione tutti gli elementi anamnestici e clinici. cordiali saluti
Prof. giorgio bandiera
direttore U.O. chirurgia endoscopica rinosinusale
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[#4] dopo  
Utente
Grazie, Professore!
Ritiene che, dati i fatti che le ho narrato, la causa della sensazione di instabilità possa essere dovuta agli otoliti?
Quali sono gli esami che è opportuno fare in questi casi? Il mio otorino, oltre all'esame che le ho descritto, non ha chiesto nient'altro.
Cordialità

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Prof. Giorgio Bandiera

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la sintomatologia che lei riferisce potrebbe essere attribuita agli otoliti. oltre a ripetere le manovre eseguirei un esame ecocolor doppler dei vasi del collo con particolare riguardo alle arterie vertebrabli verificando il flusso durante i movimenti di lateralizzazione del capo.
Prof. giorgio bandiera
direttore U.O. chirurgia endoscopica rinosinusale
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