Otite media cronica colesteatomosa

Gentili esperti, vorrei un Vs. parere sul caso clinico di mio figlio. Sin da piccolo ha spesso sofferto di problemi all’orecchio, curate sempre come otiti che nel tempo si sono cronicizzate, sino a quando nel 2006 (all’età di 16 anni), fu diagnosticato l’otite cronica colesteatomatosa. Ha subito nel 09/2006 un intervento di timpanoplastica chiusa, e nonostante il buon esito iniziale, purtroppo il colesteatoma è riapparso nel 2009. E’ stato risottoposto ad intervento (04/2009), stavolta con timpanoplastica aperta. Da allora, comunque, mio figlio non ha quasi mai smesso di avere perdite dall’orecchio. Secrezioni varie, semplici o particolarmente intense, a volte anche con presenza di sangue. La spiegazione fornita è che una parte del tessuto ricostruito tende a mantenersi “umido”.
Le secrezioni hanno avuto un andamento altalenante, ci sono stati mesi nei quali avevamo sperato nella completa guarigione non riscontrando secrezioni. Invece da circa 10 mesi le secrezioni sono riprese, addirittura con maggiore intensità e con la presenza ogni tanto di sangue. Ovviamente in questi casi si è tampona con medicinali ad hoc. Per un approfondimento è stata fatta il 31/7 u.sc. una TAC dalla quale non si evince la presenza di colesteatoma.
Riporto di seguito parte del referto:
….pregressa timpano plastica. La cassa appare parzialmente opacata da tessuti di densità paren chimatosa che congloba parzialmente residuo della catena ossiculare lievemente lussata cranialmente. Eroso il tegmen e smussato il muro della loggetta.

Al momento si sta procedendo con visite saltuarie per verificare lo stato di pulizia dell’orecchio, con eventuale aspirazione di liquidi presenti, e la somministrazione di farmaci antinfiammatori antibiotici e soluzioni farmacologiche, la domanda è se ci si sta muovendo nella giusta direzione o se sarebbe il caso di esplorare strade diverse.

Grazie
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Dr. Carlo Gasparoni Foniatra 157 12 5
Buongiorno,
quando si cerca di salvare l'udito del paziente si procede in casi come questo all'intervento di timpanoplastica chiusa/aperta. Se il risultato funzionale (recupero dell'udito) non è quello sperato, non è da considerarsi un dramma se l'altro orecchio è "buono". Lo scopo dell'intervento chirurgico è quello di eliminare il processo infettivo. Nel caso specifico, e considerata la TAC recente, le consiglio di fare valutare il ragazzo da un quotato otochirugo perchè molto probabilmente dovrà essere risottoposto ad un nuovo intervento chirurgico, verosimilmente di mastoidectomia radicale. Consideri comunque che per noi è fondamentale vedere il paziente in otomicroscopia perciò le mie parole vanno prese con "riserva".

I migliori auguri.

Dr. Carlo Gasparoni
Medico Chirurgo
Specialista in Audiologia - Foniatria

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