Utente
Salve,
Ad un mese dall’intervento di miringoplastica l’innesto, eseguito con porzione del pericondrio del trago, risulta poco irrorato e assottigliato.

Secondo il mio medico potrebbe non verificarsi la totale guarigione e anzi l’innesto potrebbe riassorbirsi procurando una nuova perforazione.

Nella migliore delle ipotesi, invece, se rimanesse così sottile, non sarebbe sufficientemente robusto da permettermi di riprendere serenamente l’attività subacquea, motivo principale per cui mi sono sottoposto all’intervento.

Secondo il vostro parere, come mai l’innesto tende ad assottigliarsi? Vuol dire che effettivamente si sta riassorbendo perché magari durante il sanguinamento indotto in fase operatoria le cellule non sono riuscite a migrare su tutta la superficie del l’innesto? (Seppure il mio medico assicura che il sanguinamento si è verificato regolarmente e comunque la perforazione era piccola)

A cosa può essere dovuta la scarsa irrorazione? È possibile che la parte integra del timpano fosse già di per sè scarsamente irrorata? Se così fosse, non c’era modo di accorgersi di questo deficit prima di eseguire l’innesto/intervento?

Grazie per il consulto.

Cordiali saluti,
Guido

[#1]  
Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Paziente, alcune curiosità:
l'orecchio interessato aveva avuto problemi in precedenza?
Ha sofferto di Otiti da bambino?
La rottura è accaduta a seguito di barotrauma?
La ringrazio. Cordiali saluti ed auguri
Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
Spec. in Odontoiatria, Gnatologo- Ortodontista
www.studiober.com edber@studiober.com

[#2] dopo  
Utente
Gentile Dottore,
si effettivamente si era visto che il timpano mostrava segni di sofferenza precedenti, e la perforazione si è verificata proprio in corrispondenza di una zona già più indebolita a seguito di otiti avute da bambino di cui non mi ricordavo.
In seguito mia madre si ricordò addirittura di un episodio con fuoriuscita di muco dall'orecchio... quindi evidentemente si era già perforato e poi rimarginato. Al tempo stesso però, questa rimarginazione doveva essere stata sufficientemente resistente da permettermi di fare attività subacquea tranquillamente per diversi anni.

E si, la rottura è avvenuta in seguito a barotrauma, per un'errata compensazione durante un'immersione in cui le vie aeree non erano del tutto libere.

Quali sono le sue considerazioni?

Grazie, buona giornata e cordiali saluti

[#3]  
Dr. Edoardo Bernkopf

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Le mie considerazioni, del tutto personali, sono che quell'orecchio ha "qualcosa" da sempre, e lo manifesta con quadri clinici diversi, che vanno dall'Otite Ricorrente, tipica del bambino, a quadri cronici più tipici dell'adulto (vertigine prurito, cerume, acufeni).
Il tutto può essere secondario ad un conflitto fra l'Articolazione Temporo Mandibolare e l'Orecchio, che provoca una insufficienza tubarica: lieve nel suo caso, ma che, in presenza di una concausa (iperproduzione di catarro) diventa più importante , e favorisce il barotrauma.
Sottolineo che nell'attività subacquea la pressione é uguale nelle due orecchie, ma il barotrauma le colpisce raramente entrambe: più spesso riguarda un orecchio solo: appunto quello predisposto, cioè quello in cui la tuba funziona male. La disfunzione tubarica, come è stata concausa determinante nell'insorgenza del barotrauma (e delle otiti da bambino), così rimane anche dopo a rendere difficile la completa guarigione, e anche a insidiare il successo dell'intervento.
Le suggerirei di aprire questa pagina sui disturbi dell'orecchio derivanti da disfunzioni dell'ATM:

https://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/961-otite-ricorrente-colpa-dei-denti.html

Cordiali saluti ed auguri
Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
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