Utente 215XXX
Buongiorno a tutti,
mio figlio di 17 mesi , dopo 3 settimane di inserimento al nido si è ammalato 3 volte.
La prima con leggera febbre, la seconda con febbre e tosse, la terza volta (adesso) con febbre alta e tosse catarrosa.
Ieri è stato portato dal pediatra che ha diagnosticato, dopo una visita e un tampone orofaringeo, una faringotonsillite non streptococcica.

Di seguito le sue impressioni:
ANAMNESI:
da un giorno febbre elevata continuo-remittente con picco a 39.3°. Tosse produttiva da giorni.
ESAME OBIETTIVO:
Condizioni generali buone, non segni di irritazione meningea. Oppositivo.
Secrezione purulenta ad entrambi gli occhi (non arrossati).
Faringe: intensa iperemia faringotonsillare con tonsille criptiche ipertrofiche senza essudato MMTT indenni.
Cuore: toni validi ritmici, pause apparentemente libere.
Torace: respiro normotrasmesso su tutto l'ambito, senza rumori patologici aggiunti.
Addome trattabile, non dolente nè dolorabile. Non epatosplenomegalia.
Tampone faringotonsillare negativo per SBEGA

TERAPIA CONSIGLIATA:
Lavaggi nasali frequenti
Nurofen se febbre sopra i 39°
EXOCIN COLLIRIO 2 cocce per occhio 2 volte al giorno per 5 giorni
AUGMENTIN SOSPENSIONE 3 ml ogni 12 ore per 7 giorni

Ora, trattandosi evidentemente di una forma VIRALE mi chiedo perchè siano stati prescritti antibiotici.
Leggo infatti che molti pediatri sono contrari a questo approccio curativo nei confronti di forme che dipendono da virus.
La motivazione addotta dalla nostra pediatra è che il bambino, producendo muco e pus negli occhi (che non sono arrossati) potrebbe favorire, data l'immunodepressione, infezioni batteriche e quindi gravi complicanze.
Vorrei capire se questa scelta è data da differenti "scuole di pensiero" oppure se , in linea di massima è una procedura corretta.
Il fatto che dopo 3 settimane di asilo il bambino sia già conciato così mi desta molte preoccupazioni... non possiamo imbottirlo di antibiotici a 17 mesi!
Vi ringrazio anticipatamente per le gentili risposte.
Cordialità
Un papà confuso...

[#1] dopo  
221488

Cancellato nel 2012
Gentile papà,
Il suo pediatra ha diagnosticato una tonsillite non streptococcica.
Questo significa che potrebbe trattarsi di una tonsillite da batteri di altro genere. La presenza di secrezioni purulente, la febbre elevata, l’intenso interessamento faringeo e il catarro possono essere causate dai batteri. Ovviamente, per essere sicuri, ci vorrebbero degli esami del sangue (indici di flogosi elevati). La complicanza batterica è frequente dopo una infezione virale.
La sua preoccupazione sull'uso eccessivo degli antibiotici è sicuramente fondato. Solitamente si attendo tre giorni prima di iniziare un antibiotico. A meno che l’aspetto clinico non sia compatibile con una altamente sospetta infezione batterica, come nel suo caso.
Sono d’accordo nel ritenere un atteggiamento di attesa nel caso si tratti di infezioni virali. E’ risaputo che l’uso eccessivo degli antibiotici può creare problemi ai pazienti selezionando germi sempre più resistenti agli antibiotici. Tuttavia, sono anche d’accordo in un atteggiamento mirato soprattutto in bambini piccoli (e quindi più indifesi) quando esiste un sospetto fondato di infezione batterica.
Mi faccia sapere