Utente 252XXX
Spett.le dottore
Ho un bimbo di 7 anni e mezzo che purtroppo si ammala frequentemente, mentre era piccolo soffriva molto spesso di mal di gola con relativo tampone faringeo positivo poi crescendo la sua condizione di salute era decisamente migliorata con sporadici eventi di febbre dovuti a influenze o placche tonsillari, non so se ha contribuito al miglioramento anche uno sciroppo che ci è stato prescritto dietro nostra richiesta dal pediatra di nome Trocaflu, lo abbiamo somministrato al bimbo per 2-3 mesi con pause di 3 mesi per circa 2 anni e abbiamo deciso di interromperla a settembre scorso, ora invece è un anno circa che siamo ricaduti nel limbo dei malanni, gli ultimi due episodi sono stati il penultimo circa due mesi fa con notevoli placche sulle tonsille e febbre alta risolto con terapia antibiotica,
mentre l'ultimo è di questi giorni e mi lascia totalmente perplessa, ha iniziato lunedi sera con febbre a 38,5 e totale inappetenza e forti dolori allo stomaco, martedì visita dalla pediatra riscontra gola appena rossa e niente altro e mi dice che al secondo giorno di febbre somninistrare terapia antibiotica, poche ore dopo su mia decisione personale porto il bimbo a fare il tampone faringeo, il il risultato è negativo, il bimbo continua ad avere febbre in aumento e iniziano i primi conati di vomito, diamo al bimbo tachipirina in supposte da 500 mg e antalfebal alternandoli, continua ad avere inappetenza totale, (non vuole mangiare proprio nulla neanche un morso di cracker), inizia a vomitare molto più spesso raggiungendo le 15 volte nel giro di 2-3 ore, la febbre oscilla tra i 38 e 39,5 e a piccoli sorsi proviamo a far bere al bimbo bevande zuccherate anche se tende a rimetterle, ho richiamato la pediatra e ad oggi mi ha detto di iniziare con la terapia antibiotica vista la febbre da lunedì scorso, ma io sono molto dubbiosa sul da farsi, non vorrei somministrare al bimbo un antibiotico di cui non necessita e soprattutto andrebbe solo a peggiorare la sua situzione di basse difese immunitarie, solo che d'altro canto sono preoccupata visto che da lunedì ha febbre, forte mal di stomaco e non mangia assolutamente nulla, i conati di vomito sono diminuiti stabilizzandosi ad un paio di episodi al giorno, ma la sua condizione generale non mi sembra molto buona, ha forti dolori di stomaco, profonde occhiaie, labbra e bocca molto secche e asciutte e inizia ad avere una leggera sonnolenza anche nelle ore diurne, questi sicuramente sono i primi segnali di una disidratazione giusto? Ma riesco a fargli bere solo piccoli sorsetti.
La mia domanda è secondo lei è giusto iniziare con la terapia antibiotica o posso aspettare ancora qualche giorno nonostante la forte debilitazione evidente nel bimbo?
Risolta speriamo al più presto questa situazione secondo lei c'è qualche farmaco o qualche cosa che io possa fare al bimbo per far si che stia meglio in futuro? Anche perché da ignorante ero convinta che crescendo i bimbi sarebbero stati meglio e non il contrario.
La ringrazio anticipatamente cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Agnesina Pozzi

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Lei cara signora, molto intelligentemente, ha fatto il tampone prima di dare antibiotico prescritto!! Infatti nelle forme virali (cosa molto probabile per il periodo gennaio-febbraio) l'antibiotico non solo è controindicato ma anche controproducente perché abbassa ulteriormente le difese immunitarie già impegnate col virus. Le virosi possono presentarsi con dolori articolari, febbre, vomito, diarrea, mal di stomaco, insieme o singolarmente. Non vanno disturbate con farmaci (il bambino è piuttosto grandicello può tranquillamente farsi una bella febbre purché beva,-magari a piccolissimi sorsi se c'è vomito- sudi, e non abbia altri sintomi ; va osservato con cautela rispettando il naturale decorso di 4-5 giorni); sono autolimitanti e si risolvono lasciando debolezza perché non si ha fame ed è normale non averne.
Eviti la tachipirina e le altre robe... e rispetti il decorso. Se non disturberà le normali e fisiologiche febbri, vedrà che gli episodi tenderanno a diminuire, altrimenti interrompendo i processi febbrili con farmaci.. i bambini saranno sempre deboli e malaticci.

Finito il tutto un bel supporto polivitamico col placet del suo pediatra e tutto tornerà nella norma.
Cordiali saluti
Dott.Agnesina Pozzi

[#2] dopo  
Utente 252XXX

Gentilissima dottoressa la ringrazio per la sua gentile risposta e devo dirle che il giovedì sera avendo sentito telefonicamente la nostra pediatra e avendoci comunicato di iniziare la terapia antibiotica, non sapendo bene come comportarci e senza alcun tipo di assistenza adeguata da parte sua abbiamo deciso di portare il bimbo al reparto pediatrico del nostro ospedale ed è proprio lì che rassicurandoci molto e comunque avendo trovato il bimbo abbastanza disidratato e debilitato, ci hanno dato i stessi consigli che lei gentilmente ci ha inviato, avendo premura di darci una bevanda da fargli bere a piccoli sorsi (il dicodral) e avendo trovato l'acetone ai livelli massimi (++++) gli hanno somministrato una bustina di zucchero e della marmella con 3 cc di dicodral ogni 10 minuti per mezz'ora aspettando di vedere se il bimbo lo avrebbe rimesso, quando siamo andati via eravamo fiduciosi e sicuri sul da farsi ed è così che da lì alla domenica il bimbo si è completamente ristabilito, ora la conclusione che ne traggo è questa, Sono dovuta andare in cerca di risposte a destra e manca quando queste semplici indicazioni potevano essermi fornite dalla pediatra del bambino invece di limitarsi alla semplice prescrizione antibiotica al secondo giorno di febbre e sinceramente erano indicazioni talmente semplici ma al contempo davvero molto utili che non capisco perché non mi sono state fornite prima, comunque da ora in poi le custodirò e le terrò presenti laddove dovessero servirmi nuovamente, la ringrazio nuovamente, cordiali saluti.

[#3] dopo  
Dr. Agnesina Pozzi

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Guardi lei sfonda una porta aperta; sono innervosita dai pediatri "telefonici"...nella maggior parte dei casi per fortuna i bambini non hanno assolutamente bisogno del medico e se interveniamo dobbiamo farlo scrupolosamente altrimenti invece di essere utili...facciamo danni.
Spesso sono le ansie dei genitori ad indirizzare azioni mediche di "assecondamento", ma non è corretto

Allora le strade sono solo due: o si segue il bambino visitandolo spesso durante la problematica segnalata (la cosiddetta "cauta osservazione") insegnando contemporaneamente ai genitori qual'è il comportamento corretto per una gestione serena e fisiologica dei vari problemini oppure, se i genitori insistono per prescrizioni inutili (ed anche dannose), li si manda da un altro pediatra.
Stesso discorso vale se fatto all'incontrario....

[#4] dopo  
Utente 252XXX

Gentilissima dottoressa
Concordo pienamente con lei e la ringrazio per la sua risposta chiara e netta.
Le porgo i miei più calorosi saluti.