Utente 131XXX
Salve,
soffro di una forma molto grave di disturbo ossessivo compulsivo. Ossessioni di contaminazione, soprattutto riguardanti la bestia nera, spauracchio e Satana Hiv, e compulsioni conseguenti. Compartimenti stagni fra il “fuori casa” e il “casa”, con ore ore ore passate a lavarmi, lavare, pulire, disinfettare. Anche in casa non tocco quasi più niente senza guanti, solo il computer e il letto. Quasi 3 ore la mattina per i rituali, 4 almeno alla sera, attenzione continua a tutto quello che tocco e che toccano le persone intorno a me, spiare la gente per cercare di capire se è malata, buttare via cose comprate se nel negozio c’era qualcuno o qualcosa che “non mi piaceva”. Non posso nemmeno curare altre malattie perché ho terrore di ospedali e affini.

Niente lavoro, niente relazioni sentimentali, niente amici. Una madre di quasi 90 anni, possessiva, ansiosa e gelosa. Un carattere profondamente introverso, insicuro, rinunciatario fin dall’infanzia, sempre peggiorato con il passare degli anni e delle sconfitte.

Ultimamente anche l’invidia è diventata un rodimento continuo. INVIDIA, l’ultimo tabù che nessuno confessa.

Ho iniziato solo nel 2004 a cercare di curarmi. Anafranil per circa sei mesi, lievissimo miglioramento ma gli effetti collaterali e le pressioni di mia madre sono riusciti a farmi smettere la cura.

Un anno e mezzo di terapia breve strategica (contraddizione in termini), in parte contemporanea all’Anafranil. Simpatiche chiacchierate, ma zero risultati.
Successivamente quasi due anni di psicoterapia cognitivo-comportamentale unita a vari farmaci, provati in successione e tutti privi di qualsiasi effetto, Cipralex, Prozac, ancora Anafranil in dosi più basse, e altri che ora non ricordo. Perfino un assaggio di Orap e uno di Depakin. Ultimamente circa sei mesi di Fluoxeren.

Certo, io non ho pazienza e costanza, però è veramente difficile continuare per mesi e mesi a prendere farmaci senza ottenere niente.

Il mio medico, al quale ho chiesto qualche settimana fa che cosa potevo fare a questo punto, si è stretto nelle spalle. Ci vorrebbe una forte emozione, ha detto.

L’ultimo psichiatra, quello del Fluoxeren, mi ha fatto capire che ormai il disturbo me lo posso tenere.

In realtà, se prima avevo enorme difficoltà a conciliare il lavoro e le altre cose con i rituali, ora non mi basta più il tempo nemmeno per i soli rituali, l’angoscia continua è logorante in modo spaventoso, e mi rendo conto che non riesco a prestare attenzione quasi a nient’altro. Le mie percezioni e valutazioni sono orrendamente alterate, tutte filtrate dalle esigenze del disturbo.

Ho paura, e non so che cosa fare.

Per favore, ditemi se ha ragione l’ultimo psichiatra, e quindi mi devo rassegnare. Sono una malata cronica e in continuo irreversibile peggioramento. Oppure se posso ancora tentare qualcosa. Avrei voluto descrivere meglio le cose, ma non riesco a essere molto dettagliata.

Grazie per l’attenzione.

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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[#2]  
Dr. Daniel Bulla

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Gentile Utente,
non conosco con esattezza il suo caso clinico, ma generalmente non concepisco il concetto di "rassegnazione" in psicologia e psichiatria.

Questo problema nasce dalla visione dicotomica del tipo "guarisco completamente OPPURE mi rassegno".

In alcuni casi di DOC, specie se vi è comorbidità con altre psicopatologie, questa dicotomia è errata, perchè si deve pensare al "miglioramento" più che alla "guarigione". Almeno nel breve termine.

Il trattamento d'elezione per il DOC è dato dall'associazione tra psicoterapia cognitivo-comportamentale e farmacoterapia, per cui io terrei queste due come punto di riferimento.

Piuttosto rifletterei sulla possibilità di cambiare gli Specialisti se non si trova bene.

Anche se c'è da dire che caratteristica frequente nei DOC è una certa sospettosità e difficoltà a fidarsi ed a lasciarsi andare al 100%. Forse è per questo che Lei è "incostante".

Conosce il Centro fiorentino che fa capo al sito www.ipsico.org?
Cordialmente

Daniel Bulla

[#3] dopo  
Utente 131XXX

Innanzitutto grazie per le risposte così immediate.

Non è stato introdotto l'uso di antipsicotici, anche se lo psichiatra del gruppo di terapia cognitiva ci ha pensato e li ha presi in considerazione. Mi sembra di aver capito che questi farmaci possono essere forniti solo dalle farmacie degli ospedali e per me già questo è un problema.

La psichiatra con cui facevo la terapia cognitivo comportamentale mi ha parlato molto dell'atteggiamento dicotomico del paziente d.o.c., o bianco o nero, o posso avere il meglio oppure niente eccetera ...
Certamente sono molto rigida, e portata a pensare che tutto ciò che non è "il meglio" fa completamente schifo ... e si vedono i bei risultati di questo atteggiamento.
Comunque nella mia situazione già un miglioramento sarebbe una boccata di ossigeno.
Se ripenso che già anni fa, quando stavo molto meglio di ora, mi sembrava di aver toccato il fondo, mi viene da piangere.

Cercando su internet ho trovato anche il sito dell'IPSICO.
Mi è sembrato interessante, ma non mi fido più molto delle mie "sensazioni". E comunque il sito è una cosa, l'attività dell'istituto è un'altra. Se anche voi lo ritenete valido ho una motivazione in più.
Ha una buona storia di successi terapeutici? ... Li chiamo così perchè parlare di guarigione è veramente eccessivo in questi casi, come dice il dottor Bulla.

Grazie ancora e saluti cordiali

[#4]  
Dr. Daniel Bulla

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Gentile Utente,
presso questo Centro opera il Dott Gabriele Melli, che si occupa da anni di terapia del DOC.

Io almeno un colloquio lo farei, visto che Lei ha imparato a non fidarsi molto delle proprie sensazioni.

Meglio vedere con i propri occhi, no?
Cordialmente

Daniel Bulla

[#5]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

ad ogni modo, sembra che ci siano degli elementi che emergono dal suo racconto che giustificherebbero l'uso di antipsicotici nel suo caso.

Non tutti gli antipsicotici necessitano di una prescrizione tramite L.I.T. e comunque andrebbero provati per un certo tempo per capire quale e' quello che puo' essere adatto al suo caso.

Parli con il suo psichiatra.
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[#6] dopo  
Utente 131XXX

A ben pensarci sono tutti e due suggerimenti interessanti.
Ne terrò conto.

Di nuovo grazie, e saluti cordiali.

[#7]  
Dr.ssa Ada Orrico

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Gentile utente capisco il suo stato d'animo dettato da tanti tentativi a vuoto; tuttavia da quello che ha riferito mi sembra proprio che non si siano ancora prese in considerazione tutte le terapie a disposizione. Una attenta valutazione psichiatrica potrà aiutarla senz'altro con una diversa terapia farmacologica ed eventualmente psicoterapica per affrontare il disagio emotivo legato non solo ai sintomi del DOC ma al tipo di vita che conduce per la sua situazione familiare e di malattia
Dr.ssa Ada Orrico
Psichiatra e Psicoterapeuta
www.studioorrico.it

[#8] dopo  
Utente 131XXX

Grazie per l'incoraggiamento dottoressa, il suo riferimento ai disagi dovuti anche alla mia situazione familiare e personale è confortante per me. Purtroppo questa situazione crea un circolo vizioso con il d.o.c., una cosa potenzia l'altra, e la morsa si stringe sempre più.
Vorrei che lei avesse ragione.
Saluti cordiali.

[#9]  
Dr.ssa Ada Orrico

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Affrontare in toto le sue problematiche anche se appare molto complicato potrà portare a risultati con buona probabilità migliori e più duraturi. Resto a disposizione per qualsiasi domanda.
Cordiali saluti
Dr.ssa Ada Orrico
Psichiatra e Psicoterapeuta
www.studioorrico.it

[#10] dopo  
Utente 131XXX

Grazie ancora.