Stanchezza eccessiva con corpo sempre caldo cosa fare ?
Buongiorno cari dottori, io assumo ormai da 5 anni citalopram 40 mg per ansia e attacchi di panico e al bisogno En, ultimamente mi sento sempre molto stanca e pure se fa freddo sento di avere caldo e metto il ventilatore in camera ma da due giorni sento formicoli alle mani con stanchezza eccessiva e caldo, volevo chiedere a voi dottori cosa ne pensate.
Gentilissima,
sebbene l'ansia possa manifestarsi con una miriade di sintomi fisici, la combinazione specifica di intolleranza al caldo (tale da usare il ventilatore in inverno), stanchezza marcata e parestesie (formicolii) merita un'attenzione medica che vada oltre la sfera puramente psichiatrica.
Il Citalopram a 40 mg è un dosaggio pieno e, dopo cinque anni di assunzione stabile, è meno probabile che sviluppi improvvisamente nuovi effetti collaterali così intensi, a meno che non ci siano state variazioni metaboliche recenti.
Prima di pensare a un peggioramento dell'ansia (dove il formicolio è spesso legato all'iperventilazione e la stanchezza alla tensione muscolare),
sarebbe molto importante e prudente rivolgersi al suo Medico di Medicina Generale per richiedere degli esami del sangue di controllo.
In particolare, questa sintomatologia potrebbe teoricamente suggerire la necessità di controllare la funzionalità della tiroide (che quando "funziona troppo" può dare caldo, tachicardia e stanchezza) o eventuali carenze vitaminiche o elettrolitiche che possono giustificare i formicolii.
Le consiglio quindi di escludere prima queste cause organiche con una visita internistica e degli esami di routine; solo una volta escluse queste, si potrà valutare con lo psichiatra se questi segnali siano una nuova manifestazione del disturbo d'ansia.
Resto a disposizione per eventuali necessità, un caro saluto.
sebbene l'ansia possa manifestarsi con una miriade di sintomi fisici, la combinazione specifica di intolleranza al caldo (tale da usare il ventilatore in inverno), stanchezza marcata e parestesie (formicolii) merita un'attenzione medica che vada oltre la sfera puramente psichiatrica.
Il Citalopram a 40 mg è un dosaggio pieno e, dopo cinque anni di assunzione stabile, è meno probabile che sviluppi improvvisamente nuovi effetti collaterali così intensi, a meno che non ci siano state variazioni metaboliche recenti.
Prima di pensare a un peggioramento dell'ansia (dove il formicolio è spesso legato all'iperventilazione e la stanchezza alla tensione muscolare),
sarebbe molto importante e prudente rivolgersi al suo Medico di Medicina Generale per richiedere degli esami del sangue di controllo.
In particolare, questa sintomatologia potrebbe teoricamente suggerire la necessità di controllare la funzionalità della tiroide (che quando "funziona troppo" può dare caldo, tachicardia e stanchezza) o eventuali carenze vitaminiche o elettrolitiche che possono giustificare i formicolii.
Le consiglio quindi di escludere prima queste cause organiche con una visita internistica e degli esami di routine; solo una volta escluse queste, si potrà valutare con lo psichiatra se questi segnali siano una nuova manifestazione del disturbo d'ansia.
Resto a disposizione per eventuali necessità, un caro saluto.
dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
WhatsApp 3406693506
https://www.instagram.com/docfabiotortorelli?
Utente
Grazie mille dottore per la sua riposta, domani vado a fare gli esami del sangue, volevo chiederle un’ultima cosa visto che prendo da 5 anni Citalopram 40 mg e prima di prenderlo pesavo 60 kg ora nell’arco di 5 anni sono arrivata a pesare 85 kg e pure il farmaco piano piano sembra non funzionare come prima, ne ho parlato con la mia psichiatra lei mi ha proposto venflaxina visto che mi sento sempre stanca da pure un po’ l’energia e non ha questo effetto sul metabolismo rispetto A citalopram per il peso che forse mi ha dato un rallentamento al metabolismo, io dopo 5 anni avrei pure paura a cambiarlo perché leggendo su internet vedo che ha dei effetti collaterali più forti come aumento della pressione sanguigna ecc., avevo chiesto per la fluoxetina peró mi ha detto di provare la venflaxina che quella è più stimolante e per la mia ansia mi agiterebbe, lei cosa ne pensa ? Vorrei pure un parere da parta sua su questo farmaco Venflaxina
Gentilissima,
comprendo perfettamente il suo stato d'animo, poiché l'aumento di peso e la sensazione che il farmaco abbia perso la sua spinta propulsiva sono dinamiche che generano grande frustrazione dopo anni di cura.
Dal punto di vista clinico, l'ipotesi che il Citalopram possa aver contribuito a un rallentamento metabolico nel lungo termine, portando a un incremento ponderale importante, è plausibile e rappresenta una delle ragioni più frequenti per cui si valuta un cambio di strategia.
Inoltre, dopo cinque anni di assunzione continuativa, il suo sistema nervoso potrebbe aver sviluppato una sorta di assuefazione recettoriale, un fenomeno noto come "tachifilassi", che spiegherebbe la fastidiosa sensazione di stanchezza e la perdita di efficacia terapeutica che sta sperimentando.
La proposta della sua psichiatra di virare sulla Venlafaxina sembrerebbe scaturire da un ragionamento farmacologico lucido e centrato sulle sue condizioni cliniche attuali.
Trattandosi di un farmaco a doppia azione, capace di lavorare fisiologicamente sia sulla serotonina che sulla noradrenalina, la Venlafaxina avrebbe infatti il potenziale di restituirle quell'energia mentale e fisica che le manca, risultando storicamente molto più neutra sul fronte metabolico e sul controllo del peso rispetto agli SSRI classici.
Per quanto riguarda i suoi timori in merito ad un aumento della pressione arteriosa, è necessario che la sua specialista di fiducia la informi sulla necessità del monitoraggio pressorio nel tempo.
Per quanto riguarda la sua domanda sulla Fluoxetina, questa molecola possiede un profilo spiccatamente attivante che, in un quadro di ansia preesistente come il suo, rischierebbe concretamente di innescare nervosismo e agitazione, rendendo la Venlafaxina una scelta potenzialmente più indicata, sulla base del quadro clinico che descrive.
Le suggerisco infine di confrontarsi con la sua specialista su ogni suo dubbio: l'alleanza terapeutica è un passo fondamentale nel percorso di cura, e solo la specialista che ha la possibilità di effettuare visite dirette ha un quadro clinico generale completo delle sue condizioni cliniche e potrà pertanto consigliarla al meglio, valutando nel complesso tutto il suo quadro clinico con le sue specifiche necessità individuali.
Le faccio i migliori auguri per tutto, cari saluti
comprendo perfettamente il suo stato d'animo, poiché l'aumento di peso e la sensazione che il farmaco abbia perso la sua spinta propulsiva sono dinamiche che generano grande frustrazione dopo anni di cura.
Dal punto di vista clinico, l'ipotesi che il Citalopram possa aver contribuito a un rallentamento metabolico nel lungo termine, portando a un incremento ponderale importante, è plausibile e rappresenta una delle ragioni più frequenti per cui si valuta un cambio di strategia.
Inoltre, dopo cinque anni di assunzione continuativa, il suo sistema nervoso potrebbe aver sviluppato una sorta di assuefazione recettoriale, un fenomeno noto come "tachifilassi", che spiegherebbe la fastidiosa sensazione di stanchezza e la perdita di efficacia terapeutica che sta sperimentando.
La proposta della sua psichiatra di virare sulla Venlafaxina sembrerebbe scaturire da un ragionamento farmacologico lucido e centrato sulle sue condizioni cliniche attuali.
Trattandosi di un farmaco a doppia azione, capace di lavorare fisiologicamente sia sulla serotonina che sulla noradrenalina, la Venlafaxina avrebbe infatti il potenziale di restituirle quell'energia mentale e fisica che le manca, risultando storicamente molto più neutra sul fronte metabolico e sul controllo del peso rispetto agli SSRI classici.
Per quanto riguarda i suoi timori in merito ad un aumento della pressione arteriosa, è necessario che la sua specialista di fiducia la informi sulla necessità del monitoraggio pressorio nel tempo.
Per quanto riguarda la sua domanda sulla Fluoxetina, questa molecola possiede un profilo spiccatamente attivante che, in un quadro di ansia preesistente come il suo, rischierebbe concretamente di innescare nervosismo e agitazione, rendendo la Venlafaxina una scelta potenzialmente più indicata, sulla base del quadro clinico che descrive.
Le suggerisco infine di confrontarsi con la sua specialista su ogni suo dubbio: l'alleanza terapeutica è un passo fondamentale nel percorso di cura, e solo la specialista che ha la possibilità di effettuare visite dirette ha un quadro clinico generale completo delle sue condizioni cliniche e potrà pertanto consigliarla al meglio, valutando nel complesso tutto il suo quadro clinico con le sue specifiche necessità individuali.
Le faccio i migliori auguri per tutto, cari saluti
dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
WhatsApp 3406693506
https://www.instagram.com/docfabiotortorelli?
Gentile utente, la venlafaxina è un farmaco efficace e ben tollerato. Sono cinque anni che assume citalopram per disturbi di ansia. In genere dopo uno o due anni si può sospendere la terapia, perché il rischio di ricadute è minimo.
Oltre ai controlli che le ha giustamente consigliato il collega sarebbe importante rivalutare la diagnosi e il percorso fatto finora. Forse occorrerebbe associare una psicoterapia breve, focalizzata sulla gestione dell'ansia. Inoltre per il sovrappeso potrebbe riferirsi a una nutrizionista e incrementare l'attività fisica.
Oltre ai controlli che le ha giustamente consigliato il collega sarebbe importante rivalutare la diagnosi e il percorso fatto finora. Forse occorrerebbe associare una psicoterapia breve, focalizzata sulla gestione dell'ansia. Inoltre per il sovrappeso potrebbe riferirsi a una nutrizionista e incrementare l'attività fisica.
Franca Scapellato
Utente
Ringrazio al Dr. Fabio per avermi dato una risposta dettagliata ne parlerò sicuramente con la mia psichiatra, lei ogni 6 mesi mi faceva fare gli esami del sangue per vedere se tutto era nella norma, dottoressa Franca quindi lei direbbe che sono tanti 5 anni ? Che ore se scalando piano piano il citalopram smetterei potrei sentirmi bene ? Pensavo che questi farmaci rispetto alle benzodiazepine non avevano problemi nel lungo andare che si potevano prendere per diversi anni
Per un disturbo di ansia e panico 5 anni di terapia sono tanti. Se l' ansia si ripresenta o persiste nonostante la terapia (se gli esami sono negativi) potrebbe esserci qualcosa che mantiene lo stato ansioso: un disturbo di personalità, tratti ossessivi, o semplicemente la paura che l' ansia si ripresenti. È vero che gli ssri e simili si possono assumere per anni, ma solo se servono.
Franca Scapellato
Utente
Quali esami intende ? Quelli del sangue ?
Il problema che io pure essendo in cura da 5 anni l’ansia ogni tanto mi torna ovviamente non come prima in attacchi di panico ma limitata
Il problema che io pure essendo in cura da 5 anni l’ansia ogni tanto mi torna ovviamente non come prima in attacchi di panico ma limitata
Gli esami del sangue servono a escludere patologie organiche, come ipertiroidismo.
"l’ansia ogni tanto mi torna": occorre distinguere l'ansia naturale, fisiologica, sgradevole quanto si vuole, ma necessaria, che ci accompagna e aiuta nella vita quotidiana, dall'ansia eccessiva e paralizzante, che bisogna imparare a gestire. Lei ha iniziato l'antidepressivo dopo la traumatica esperienza dell'attacco di panico, e ha assunto un dosaggio medio-alto di citalopram per cinque anni, senza peraltro eliminare del tutto il problema ansia disfunzionale. Allo stato attuale ha senso provare a cambiare molecola (con molta gradualità), ma sarebbe utile cominciare a pensare di sospendere la terapia, che non è a vita, e intanto (per esempio) intraprendere un percorso psicoterapico cognitivo-comportamentale. Gli antidepressivi sono farmaci molto efficaci per l'ansia e il panico, però non sono come l'insulina per il diabetico, dopo un periodo adeguato la maggioranza delle persone ne può fare a meno.
"l’ansia ogni tanto mi torna": occorre distinguere l'ansia naturale, fisiologica, sgradevole quanto si vuole, ma necessaria, che ci accompagna e aiuta nella vita quotidiana, dall'ansia eccessiva e paralizzante, che bisogna imparare a gestire. Lei ha iniziato l'antidepressivo dopo la traumatica esperienza dell'attacco di panico, e ha assunto un dosaggio medio-alto di citalopram per cinque anni, senza peraltro eliminare del tutto il problema ansia disfunzionale. Allo stato attuale ha senso provare a cambiare molecola (con molta gradualità), ma sarebbe utile cominciare a pensare di sospendere la terapia, che non è a vita, e intanto (per esempio) intraprendere un percorso psicoterapico cognitivo-comportamentale. Gli antidepressivi sono farmaci molto efficaci per l'ansia e il panico, però non sono come l'insulina per il diabetico, dopo un periodo adeguato la maggioranza delle persone ne può fare a meno.
Franca Scapellato
Utente
Oggi devo andare dalla psichiatra e ne parlo mi ha detto che mi faceva scalare gradualmente il citalopram 40 mg e farmi iniziare la venlafaxina a 37,5 mg per arrivare fino a 150 mg.
Secondo lei ci starebbe questa idea di cambio di antidepressivo dopo 5 anni ed associare un percorso psicologico insieme alla venlafaxina.
O meglio scalare il citalopram visto che l’ho preso per 5 anni e non prendere più nulla e fare solo il percorso psicologico
Secondo lei ci starebbe questa idea di cambio di antidepressivo dopo 5 anni ed associare un percorso psicologico insieme alla venlafaxina.
O meglio scalare il citalopram visto che l’ho preso per 5 anni e non prendere più nulla e fare solo il percorso psicologico
Ne deve parlare con la psichiatra che conosce la sua storia, la terapia dev'essere sempre adattata alla persona. La psicoterapia per gestire l' ansia, cognitiva o strategica breve, può aiutarla ad avere più padronanza di sé e si associa bene alla farmacoterapia, che comunque non è da assumere a vita.
Franca Scapellato
Utente
Rispetto al citalopram, la venlafaxina che effetti ha a lungo termine su di noi ?
Come le ha già detto il collega, la venlafaxina ha un minore impatto sul peso. Per il resto l' uso prolungato di uno dei due farmaci riduce il rischio di ricadute allo stesso modo. È fondamentale non focalizzarsi solo sui farmaci, che non possono sostituire uno stile di vita sano, con attività fisica quotidiana (bastano brevi passeggiate se l' energia è poca), riposo regolare e alimentazione preferibilmente consigliata da uno specialista, perché calare di peso è molto difficile. I farmaci nei disturbi d'ansia sono un aiuto importante, ma non sono la cura.
Franca Scapellato
Utente
Sii adesso ho iniziato pure un percorso psicologico insieme alla terapia spero sia la strada giusta, intendevo per gli effetti a lungo termine perché sulla venlafaxina ho letto che aumenta il colesterolo e altera la glicemia e poi indebolisce le ossa e ha effetti sulla vista perciò ero spaventato da questa terapia perché il citalopram che prendevo non aveva questi effetti a lungo termine che io sappia
Tutti gli antidepressivi, compreso il citalopram che assume, possono aumentare la glicemia. Ci sono studi che ipotizzano una maggiore riduzione di massa ossea nelle persone che assumono antidepressivi (tutti gli antidepressivi) però occorrono studi ulteriori per valutare se la causa è il farmaco o se persone cronicamente depresse possono avere comportamenti poco salutari, tipo fumo e scarso movimento. Per quanto riguarda la vista, non è indebolita, ma ci possono essere effetti anticolinergici reversibili, per esempio un difetto di accomodazione o secchezza dell' occhio.
Franca Scapellato
Utente
Grazie mille, è stata veramente gentile perché visto che ho iniziato da poco la terapia avevo paura che questo antidepressivo era con più effetti collaterali a lungo termine rispetto al citalopram perché ci stava scritto pure glaucoma e mi ero spaventata.
Grazie mille per le sue risposte le faró sapere come mi troveró con questo farmaco
Grazie mille per le sue risposte le faró sapere come mi troveró con questo farmaco
Il glaucoma è sempre una causa dell'effetto anticolinergico. Chi sa di avere un glaucoma (di solito persone mature o anziane) può assumerlo ugualmente, ma sotto controllo. Nel foglio illustrativo devono scrivere tutti i possibili effetti.
Franca Scapellato
Utente
Okkay grazie mille, mi ero sbagliato io pensavo che causava il glaucoma in casi rari ma ora ho capito, la ringrazio molto.
Le auguro una buona giornata
Le auguro una buona giornata
Utente
Ho notato visto che ho iniziato da pochi giorni la terapia che ho la pressione e le pulsazioni un po’ alte è una cosa normale ? La psichiatra mi aveva detto di prendere En al bisogno secondo voi questo puó aiutarmi pure per questo problema di pressione alta lieve causata dalla venlafaxina ?
Utente
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Questo consulto ha ricevuto 19 risposte e 575 visite dal 05/02/2026.
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