Afasia da stress
Sono 2 mattine che mi capita una cosa strana, ieri mattina al risveglio non riuscivo a pensare a niente e mi e venuto un attacco di panico, questa mattina mentre pulivo casa stessa cosa ma mia moglie mi parlava ad io non riuscivo a rispondergli e nuovamente ho avuto un attacco di panico...arrivo da 7/8 mesi di forte stress per diversi eventi a forte impatto emotivo e da 1 mese assumo citalopram 20mg e 10 gocce di prazene 3 volte al giorno...cosa mi sta succedendo, sono molto preoccupato.
i sintomi che descrive, ovvero il vuoto mentale e l'incapacità momentanea di rispondere, assomiglierebbero molto a un fenomeno dissociativo da ansia acuta, una sorta di "cortocircuito" difensivo che il cervello mette in atto quando il livello di stress accumulato nei mesi precedenti supera la soglia di tolleranza.
In pratica, il suo sistema nervoso, saturo per i 7-8 mesi di tensione e forse ancora in fase di assestamento con il Citalopram (un mese è il tempo minimo per l'efficacia piena), potrebbe reagire agli stimoli "staccando la spina" per qualche secondo, generando quel blocco che poi, spaventandola, innesca il panico vero e proprio.
Non starebbe impazzendo né perdendo le capacità cognitive, ma starebbe verosimilmente sperimentando un picco di ansia che si manifesta con il "blocco" piuttosto che con l'agitazione motoria.
Sarebbe fondamentale riportare questo specifico sintomo (il blocco della parola e del pensiero) al suo specialista, perché potrebbe indicare che la copertura ansiolitica attuale o il dosaggio dell'antidepressivo necessitino di un ritocco per evitare questi "blackout" emotivi.
Resto a disposizione per eventuali necessità, un caro saluto.
dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
WhatsApp 3406693506
https://www.instagram.com/docfabiotortorelli?
Sono lieto di esserle stato d'aiuto, rinnovo cari saluti restando a disposizione
dott. Tortorelli Fabio M.P.
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Paroxetina 20 mg compresse
S: 1 compressa al mattino
Rivotril gocce
S: 10 gocce la sera
Depakin Chrono 500 mg compresse
S: compressa la sera per una settimana, poi 1 compressa intera la
sera
Sospende citalopram e prazene. Durante la prima settimana di trattamento è possibile assumere
prazene in caso di necessità annotandone la frequenza d’uso.
Volevo chiedere se secondo lei è una terapia che potrebbe essere adeguata,ed in linea con il mio problema, perché mi spaventa prendere nuove medicine e ho paura di fare peggio, purtroppo in passato ho avuto brutte esperienze con farmaci e dottori che mi hanno cambiato terapie con gravi astinenze.
Grazie mille per la considerazione.
È fondamentale premettere che solo lo specialista che ha effettuato la visita, avendo valutato di persona il suo stato clinico ed emotivo, possiede gli elementi necessari per fornirle il razionale specifico di questa nuova impostazione farmacologica.
Tuttavia, volendo offrirle un parere generale sulla logica farmacologica adottata, posso dirle che la strategia sembrerebbe mirata a costruire una "protezione" molto più robusta rispetto alla precedente: la Paroxetina è infatti considerata una delle molecole più incisive per il disturbo da panico, mentre l'inserimento di uno stabilizzatore come il Depakin avrebbe teoricamente lo scopo di modulare l'eccitabilità di fondo del sistema nervoso, prevenendo quei "cortocircuiti" ansiosi che le erano capitati.
Anche il passaggio diretto da un farmaco all'altro, se ben gestito, servirebbe proprio a minimizzare i rischi di astinenza, garantendo ai recettori una continuità di copertura.
Le suggerisco quindi di affidarsi con fiducia alle indicazioni del Collega, non esitando a contattarlo qualora avesse bisogno di ulteriori rassicurazioni sulle modalità di questo passaggio, che deve avvenire sotto stretta supervisione dello specialista prescrittore.
Rinnovo cari saluti
dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
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Mi scusi ma ho una paura folle delle medicine e mi viene l'ansia al solo pensiero di doverle cambiare......spero mi possa capire.
Grazie
Il suo timore è umanamente comprensibile, ma frammentare la cura o decidere autonomamente di sostituire un farmaco per volta non rappresenterebbe una strategia clinicamente corretta.
Le prescrizioni specialistiche, specialmente durante uno switch farmacologico, vengono studiate appositamente per lavorare in sinergia e per garantire al sistema nervoso una copertura adeguata fin dal primo istante, evitando contraccolpi o pericolosi scompensi.
Per ottenere il miglior risultato clinico possibile e tutelare il suo benessere, risulterebbe assolutamente indispensabile seguire in modo preciso lo schema globale impostato dal medico prescrittore.
Le suggerisco quindi di contattare apertamente il suo specialista di fiducia, esponendogli questi dubbi senza alcun timore di sembrare presuntuoso o inopportuno.
Sarà lui ad accogliere tutti i suoi dubbi e a spiegarle il razionale della terapia, confermandole quale sia la strada più sicura da percorrere sulla base del suo attuale quadro clinico.
Un caro saluto, le faccio i migliori auguri per tutto
dott. Tortorelli Fabio M.P.
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