Compagno con disfunzione erettile

Car dottor
Sono una donna di 45 anni, il mio compagno, 54, non ha quasi più erezioni, abbiamo rapporti ormai due volte l'anno.
Io prima glielo chiedevo ma ho smesso visto che puntualmente vengo rifiutata.
So che non fa bene il fatto che noi donne ce la prendiamo sul personale perciò non lo ho fatto per due anni, sono rimasta entusiasta nel cercarlo e nel rifiuto per non dargli peso aggiunto, gli ho detto spesso che l'importante è avere intimità poi quello che succede amen, ci sono tanti modi di godere ma lui non  si / ci dà neanche la possibilità di sperimentare e di giocare con il corpo  cioè rinuncia già in partenza.
Se non lavora dorme o guarda la tv, ho rinunciato a viaggi che ero solita fare da single perché è sempre stanco.
sto male sentendomi rifiutata, gli ho chiesto chiaramente se ha smesso di desiderarmi ma dice di no che dipende da salute e stress ma non si fa curare (ha diabete pressione alta colesterolo e ha messo due stent), lo ho trascinato a spese mie da un andrologo che gli ha prescritto un percorso di visite cardiologiche ma sono passati due mesi e non le ha fatte, ha stress per problemi economici e di lavoro, a quelli economici ho pensato io e ora con il lavoro ha ripreso bene dopo la pandemia anche se gestisce male stress e a volte alza la voce e sbrocca e a capodanno dopo una notte passata per risolvere un problema di PEC io ho avuto attacco di panico e ho passato una settimana a Lexotan, insomma cerco di aiutarlo ma lui non fa nulla per aiutarsi e io ormai sono distrutta, ho ricominciato a mangiare poco, ho insonnia, spesso vomito perché non mi va giù niente e ho dolori a tutto il corpo, mi sfogo correndo o camminando ma sono sempre debole.
Mi sento tuttavia di essere una persona tossica nel senso lui è una persona meravigliosa e mi sento di avere una reazione esagerata cioè da due mesi piango e ho crisi di panico, so che non è e una reazione matura cioè non vado da nessuna parte con questa reazione e che visto che sono la parte più propositiva della coppia sta a me reagire ma in questo momento non riesco, come posso affrontare la questione?
Non vorrei prendere farmaci oltre al Lexotan, vorrei tornare entusiasta come ero prima.

Grazie
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico igienista 45.2k 1.1k
Se ha difficoltà a gestire questa sua situazione può stabilire di rivolgersi ad uno specialista in psichiatria per valutare se è opportuno introdurre una terapia farmacologica specifica.

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