Seri dubbi sulla terapia proposta
Salve sono un ragazzo di 25 anni, ad agosto 2025 ho avuto un episodio forte di ansia quasi attacco di panico, a causa del quale non sono più andato in vacanza con gli amici (non credo c'entri tanto ma va detto che da un mese mi ero lasciato con la mia ragazza).
A gennaio di quest'anno ho iniziato psicoterapia per questo disturbo d'ansia e d'accordo con la psicologa settimana scorsa ho deciso di sentire il parere anche di uno psichiatra per valutare la possibilità di prendere magari qualche "salvagente" al bisogno, così da poter reiniziare a fare cose che al momento mi risultano difficili a causa della paura di avere l'ansia fuori casa, come sforzarmi magari di fare un piccolo viaggio, di dormire fuori cercando di non assumere nulla salvo non sia obbligato a farlo (es.
Portare una benzodiazepina con sé per un viaggio di due giorni)
Io non ho mai preso nulla di tutto questo, oggi sono andato dallo psichiatra mi ha fatto la visita neurologica tutto ok, saturazione ok, pressione ok, unica cosa rilevata un po' di tremore alle mani (che io ho sempre avuto già anni fa molto probabilmente dovuto al fatto che fumo un pacchetto di sigarette al giorno come mi è stato detto da medici per altre visite fatte in passato non di carattere psicologico) la sua diagnosi è stata questa: stato ansioso con episodi di attacchi di panico e mi ha dato 0, 5 di Xanax tre volte al giorno e cipralex 7 gocce alle 11.
A me sinceramente sembra assurdo e vorrei sentire un altro parere, da gennaio ho iniziato un nuovo lavoro seppur con molta difficoltà riesco a stare otto ore in un posto cosa che già mesi fa mi sembrava impossibile, perché dovrei prendere subito tutto questa roba che tra l'altro può dare anche dipendenza e disfunzioni sessuali?
Tra l'altro è un mese e mezzo che ho iniziato la psicoterapia quindi io direi anche di vedere se questa strada prosegue bene e risulta risolutiva...
Poi una cosa che mi ha fatto molto dubitare del medico è che inizialmente mi ha chiesto se io bevessi e fumassi e ho risposto si fumo e il weekend bevo qualche cocktail con gli amici, dopo quando mi ha dato la terapia non ha detto A sul fatto di non assumere alcolici che io so benissimo danno molti problemi e non vanno assunti con questi farmaci.
Volevo chiedervi che dite?
È giusto che senta un altro parere di un altro collega?
E volevo togliermi due curiosità che vi pongo: potrebbe andare bene provare solo con la psicoterapia e magari cercare di espormi alle cose che sto evitando come viaggi gite fuori ecc, portando una benzodiazepina come paracadute solo al bisogno?
Inoltre altra mia curiosità personale: esistono farmaci che curano l'ansia o che siano semplicemente ansiolitici oltre gli ssri ma che non danno effetti collaterali e dipendenza come le benzodiazepine?
Grazie mille in anticipo per le risposte.
A gennaio di quest'anno ho iniziato psicoterapia per questo disturbo d'ansia e d'accordo con la psicologa settimana scorsa ho deciso di sentire il parere anche di uno psichiatra per valutare la possibilità di prendere magari qualche "salvagente" al bisogno, così da poter reiniziare a fare cose che al momento mi risultano difficili a causa della paura di avere l'ansia fuori casa, come sforzarmi magari di fare un piccolo viaggio, di dormire fuori cercando di non assumere nulla salvo non sia obbligato a farlo (es.
Portare una benzodiazepina con sé per un viaggio di due giorni)
Io non ho mai preso nulla di tutto questo, oggi sono andato dallo psichiatra mi ha fatto la visita neurologica tutto ok, saturazione ok, pressione ok, unica cosa rilevata un po' di tremore alle mani (che io ho sempre avuto già anni fa molto probabilmente dovuto al fatto che fumo un pacchetto di sigarette al giorno come mi è stato detto da medici per altre visite fatte in passato non di carattere psicologico) la sua diagnosi è stata questa: stato ansioso con episodi di attacchi di panico e mi ha dato 0, 5 di Xanax tre volte al giorno e cipralex 7 gocce alle 11.
A me sinceramente sembra assurdo e vorrei sentire un altro parere, da gennaio ho iniziato un nuovo lavoro seppur con molta difficoltà riesco a stare otto ore in un posto cosa che già mesi fa mi sembrava impossibile, perché dovrei prendere subito tutto questa roba che tra l'altro può dare anche dipendenza e disfunzioni sessuali?
Tra l'altro è un mese e mezzo che ho iniziato la psicoterapia quindi io direi anche di vedere se questa strada prosegue bene e risulta risolutiva...
Poi una cosa che mi ha fatto molto dubitare del medico è che inizialmente mi ha chiesto se io bevessi e fumassi e ho risposto si fumo e il weekend bevo qualche cocktail con gli amici, dopo quando mi ha dato la terapia non ha detto A sul fatto di non assumere alcolici che io so benissimo danno molti problemi e non vanno assunti con questi farmaci.
Volevo chiedervi che dite?
È giusto che senta un altro parere di un altro collega?
E volevo togliermi due curiosità che vi pongo: potrebbe andare bene provare solo con la psicoterapia e magari cercare di espormi alle cose che sto evitando come viaggi gite fuori ecc, portando una benzodiazepina come paracadute solo al bisogno?
Inoltre altra mia curiosità personale: esistono farmaci che curano l'ansia o che siano semplicemente ansiolitici oltre gli ssri ma che non danno effetti collaterali e dipendenza come le benzodiazepine?
Grazie mille in anticipo per le risposte.
"A me sinceramente sembra assurdo " - non spiega perché.
"perché dovrei prendere subito tutto questa roba che tra l'altro può dare anche dipendenza e disfunzioni sessuali" Per curare il disturbo diagnosticato se ritiene di farlo. Dare dipendenza in che senso ? Pare che le abbia sganciato una bomba sulla testa... le ha indicato cosa assumere per un periodo dopo cui la rivaluta, cosa c'entra preoccuparsi addirittura di dipendenza o cose del genere come fattore ostativo ?
Addirittura chiede a noi se deve sentire un altro collega... questa è una sua decisione.
La cosa strana nel suo racconto è il suo atteggiamento in risposta alla prescrizione del medico, di cui non fornisce alcuna spiegazione. Magari se spiega perché ha reagito così si capisce meglio quale sia il problema. Non le vanno bene i farmaci prescritti e ne vorrebbe "altri", ma mica con una logica, così, solo per dire che ne vorrebbe altri diversi, e come se fosse anomalo che il medico glieli abbia invece indicati, un ssri e una benzodiazepina.
"perché dovrei prendere subito tutto questa roba che tra l'altro può dare anche dipendenza e disfunzioni sessuali" Per curare il disturbo diagnosticato se ritiene di farlo. Dare dipendenza in che senso ? Pare che le abbia sganciato una bomba sulla testa... le ha indicato cosa assumere per un periodo dopo cui la rivaluta, cosa c'entra preoccuparsi addirittura di dipendenza o cose del genere come fattore ostativo ?
Addirittura chiede a noi se deve sentire un altro collega... questa è una sua decisione.
La cosa strana nel suo racconto è il suo atteggiamento in risposta alla prescrizione del medico, di cui non fornisce alcuna spiegazione. Magari se spiega perché ha reagito così si capisce meglio quale sia il problema. Non le vanno bene i farmaci prescritti e ne vorrebbe "altri", ma mica con una logica, così, solo per dire che ne vorrebbe altri diversi, e come se fosse anomalo che il medico glieli abbia invece indicati, un ssri e una benzodiazepina.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini
Utente
Dottore mi spiego meglio non è che voglio altri farmaci, chiedevo a puro scopo informativo se esistessero altri farmaci che possono curare ansia e panico e che non danno disfunzioni sessuali (cipralex) e problemi di assuefazione e dipendenza (Xanax), io sono formato in diritto e non in medicina, proprio per questo al massimo sentirò un altro collega ma non percorro la strada dell'automedicazione. Per quanto riguarda il mio "mi sembra assurdo" mi riferivo al fatto che (badi bene è sempre una domanda e una perplessità perché sono un paziente e non un medico) ho iniziato la psicoterapia da un mese e mezzo e magari sarebbe più saggio attendere i progressi se ci saranno di questo approccio non farmacologico e riservare la benzodiazepina a un episodio forte di panico qualora capitasse? Le ripeto non sceglierò da solo ma sentirò sempre un collega prima. Mi scuso se posso essere sembrato "arrogante" nei confronti del parere medico, ma ho scritto di pugno stamattina dopo la visita e mi ha lasciato davvero perplesso che il dottore non abbia detto nulla in merito al consumo di alcolici dopo avermi prescritto questi farmaci, io gli avevo detto che bevevo superalcolici nel weekend, un ragazzo che magari non è informato sugli effetti collaterali affidandosi al dottore stasera magari avrebbe bevuto superalcolici dopo aver assunto benzodiazepine e antidepressivi e non mi sembra un approccio sano e sicuro. Grazie dottore e scusi per il disturbo.
Una diagnosi di disturbo di panico significa una terapia di riferimento, farmacolgica. La psicoterapia controlla alcune cose, ma gli attacchi no.
Capisco il chiedersi se ci sono altri farmaci che non abbiano un certo effetto, ma a partire dal fatto che la cura di prima scelta è del tipo di quella indicata dallo specialista che ha visto, non a partire dal fatto che c'è qualcosa di strano nella prescrizione ricevuta.
Capisco il chiedersi se ci sono altri farmaci che non abbiano un certo effetto, ma a partire dal fatto che la cura di prima scelta è del tipo di quella indicata dallo specialista che ha visto, non a partire dal fatto che c'è qualcosa di strano nella prescrizione ricevuta.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini
Utente
Dottore proprio per questo visto che ho ansia forte ma di attacchi di panico ne avrò avuti due o tre in sei mesi dicevo che forse sarebbe valutabile l'ipotesi di continuare la psicoterapia cognitivo comportamentale che a quanto so da effetti efficaci anche sul lungo termine nel disturbo d'ansia e panico e valutare le benzo solo all'eventuale manifestazione di un altro attacco.
Ma la diagnosi prevede questo, e di fatto l'ansia generale non è risolta per niente, quindi non si sta verificando una logica caduta dell'ansia poiché gli attacchi sono pochi o non ci sono più di recente.
La psicoterapia è in corso ma Lei si è rivolto al medico perché evidentemente le cose non andavano bene.
La psicoterapia è in corso ma Lei si è rivolto al medico perché evidentemente le cose non andavano bene.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini
Utente
Si dottore ma saprà meglio di me che la psicoterapia non è Lourdes e l'ho iniziata da un mese e mezzo e sono riuscito seppur con l'ansia ad iniziare il lavoro nuovo cosa che prima senza la terapia non avrei fatto.
Capisco, però il punto è la diagnosi che permette di prevedere il decorso. Ovvero: non è che uno non si debba più riprendere se non si cura, esiste anche un decorso nelle forme non curate che non è per forza di persistenza o di aggravamento. Sul disturbo di panico abbiamo questo schema di intervento.
Dr.Matteo Pacini
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Utente
E la sola psicoterapia non fa parte di questo sistema di intervento, in alcuni pazienti può funzionare la sola terapia cognitivo comportamentale ?
Che "in alcuni" possa funzionare non è un modo di ragionare sul piano della pianificazione degli interventi. Alcuni edifici rimangono in piedi dopo i terremoti, ma si ragiona sulle caratteristiche antisismiche.
Dr.Matteo Pacini
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Questo consulto ha ricevuto 9 risposte e 171 visite dal 16/02/2026.
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