Sospensione litio in autonomia
Buonasera.
Sono un uomo con diagnosi di Disturbo Bipolare di Tipo I, in trattamento dal 2019 con stabilizzatori dellumore e antipsicotici.
Per circa cinque anni ho assunto Litio e Depakin, oltre alla formulazione depot di Abilify e a Zoloft 200 mg.
Da diversi mesi ho sospeso gli stabilizzatori dellumore, proseguendo tuttavia con la terapia a base di Abilify depot, Zoloft e Quetiapina 600 mg.
Attualmente non avverto alcun sintomo riconducibile alla patologia e questo mi induce a interrogarmi sulla correttezza della diagnosi ricevuta.
Mi domando, in particolare, se sia possibile che io non sia realmente bipolare, oppure se lassenza di sintomi sia semplicemente il risultato delleffetto terapeutico della quetiapina e degli altri farmaci tuttora in corso.
Grazie e buonasera.
Sono un uomo con diagnosi di Disturbo Bipolare di Tipo I, in trattamento dal 2019 con stabilizzatori dellumore e antipsicotici.
Per circa cinque anni ho assunto Litio e Depakin, oltre alla formulazione depot di Abilify e a Zoloft 200 mg.
Da diversi mesi ho sospeso gli stabilizzatori dellumore, proseguendo tuttavia con la terapia a base di Abilify depot, Zoloft e Quetiapina 600 mg.
Attualmente non avverto alcun sintomo riconducibile alla patologia e questo mi induce a interrogarmi sulla correttezza della diagnosi ricevuta.
Mi domando, in particolare, se sia possibile che io non sia realmente bipolare, oppure se lassenza di sintomi sia semplicemente il risultato delleffetto terapeutico della quetiapina e degli altri farmaci tuttora in corso.
Grazie e buonasera.
Gentile utente,
la sua domanda è comprensibile e onesta e capisco perfettamente il ragionamento che la sottende.
Le rispondo subito sul punto centrale: il fatto che lei stia bene non è in contraddizione con la diagnosi, anzi è esattamente quello che ci si aspetta da una terapia che funziona. La quetiapina a 600 mg è un potente stabilizzatore dell'umore oltre che antipsicotico, e insieme all'aripiprazolo depot costituisce una copertura farmacologica significativa. L'assenza di sintomi non dimostra l'assenza di malattia dimostra che il trattamento sta facendo il suo lavoro.
Quello che mi preoccupa concretamente nella sua situazione è la sospensione autonoma del litio e del depakine. Nel disturbo bipolare di tipo I che è la forma più severa, con episodi maniacali conclamati il litio non è un farmaco qualunque. È il gold standard per la prevenzione delle ricadute, e la sua sospensione aumenta il rischio di episodi maniacali o depressivi in modo significativo, a volte anche a distanza di mesi. Il fatto che lei stia bene adesso non esclude che il rischio si materializzi nelle settimane o nei mesi successivi.
C'è poi un aspetto che non va sottovalutato: nel disturbo bipolare, la fase di benessere è spesso quella in cui il paziente si sente più convinto di non aver bisogno dei farmaci. È quasi paradossale, ma è uno dei meccanismi più noti e più rischiosi di questa patologia.
Se ha dubbi genuini sulla diagnosi e ha tutto il diritto di averli dopo cinque anni la strada corretta non è la sospensione autonoma dei farmaci, ma richiedere una rivalutazione diagnostica approfondita a uno psichiatra, possibilmente con una seconda opinione.
Una diagnosi di disturbo bipolare di tipo I non si fa né si disfa sulla base del benessere attuale, ma richiede una ricostruzione attenta della storia clinica complessiva.
Le chiedo, è in contatto con il suo psichiatra? E sa se è al corrente della sospensione degli stabilizzatori?
Federico Baranzini
la sua domanda è comprensibile e onesta e capisco perfettamente il ragionamento che la sottende.
Le rispondo subito sul punto centrale: il fatto che lei stia bene non è in contraddizione con la diagnosi, anzi è esattamente quello che ci si aspetta da una terapia che funziona. La quetiapina a 600 mg è un potente stabilizzatore dell'umore oltre che antipsicotico, e insieme all'aripiprazolo depot costituisce una copertura farmacologica significativa. L'assenza di sintomi non dimostra l'assenza di malattia dimostra che il trattamento sta facendo il suo lavoro.
Quello che mi preoccupa concretamente nella sua situazione è la sospensione autonoma del litio e del depakine. Nel disturbo bipolare di tipo I che è la forma più severa, con episodi maniacali conclamati il litio non è un farmaco qualunque. È il gold standard per la prevenzione delle ricadute, e la sua sospensione aumenta il rischio di episodi maniacali o depressivi in modo significativo, a volte anche a distanza di mesi. Il fatto che lei stia bene adesso non esclude che il rischio si materializzi nelle settimane o nei mesi successivi.
C'è poi un aspetto che non va sottovalutato: nel disturbo bipolare, la fase di benessere è spesso quella in cui il paziente si sente più convinto di non aver bisogno dei farmaci. È quasi paradossale, ma è uno dei meccanismi più noti e più rischiosi di questa patologia.
Se ha dubbi genuini sulla diagnosi e ha tutto il diritto di averli dopo cinque anni la strada corretta non è la sospensione autonoma dei farmaci, ma richiedere una rivalutazione diagnostica approfondita a uno psichiatra, possibilmente con una seconda opinione.
Una diagnosi di disturbo bipolare di tipo I non si fa né si disfa sulla base del benessere attuale, ma richiede una ricostruzione attenta della storia clinica complessiva.
Le chiedo, è in contatto con il suo psichiatra? E sa se è al corrente della sospensione degli stabilizzatori?
Federico Baranzini
Federico Baranzini - Psichiatra e Psicoterapeuta a Milano
Dottore in Psicofarmacologia Clinica
Consulti ONLINE WhatsApp
www.psichiatra-a-milano.it
Utente
Sì, sono in contatto con il mio psichiatra ed è al corrente della sospensione del litio e del Depakine. La sospensione non è stata fatta di nascosto e sto continuando a monitorare attentamente la situazione.
Quindi la sua condizione clinica è in compenso, per ciò che riferisce, poiché sta assumendo una terapia che agisce in modo appropriato sulla sintomatologia che ha lamentato già da cinque anni.
Questo non implica che la diagnosi sia non corretta ma che è presente un equilibrio con la terapia attuale.
Quando nel titolo scrive di aver sospeso il litio in autonomia fa intendere che la sospensione sia avvenuta per sua decisione unilaterale e non valutata dallo specialista.
In ogni caso, la diagnosi è una entità dinamica e può variare nel corso degli anni.
Questo non implica che la diagnosi sia non corretta ma che è presente un equilibrio con la terapia attuale.
Quando nel titolo scrive di aver sospeso il litio in autonomia fa intendere che la sospensione sia avvenuta per sua decisione unilaterale e non valutata dallo specialista.
In ogni caso, la diagnosi è una entità dinamica e può variare nel corso degli anni.
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Questo consulto ha ricevuto 3 risposte e 108 visite dal 16/05/2026.
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