Utente cancellato
Gentili dottori, sono un ragazzo di 29 anni. In seguito a disagi familiari di vario tipo ho cominciato, all'età di 19 anni, a seguire una terapia contro l'ansia e la depressione, seguito da un medico psichiatra.
Ho così iniziato ad assumere per via del nevosismo frequente, delle goccie di Lexotan. Fin da subito ho avvertito miglioramenti. Ero molto più tranquillo. Poi però ho cominciato ad avvertire uno stato di profonda spossatezza. Ero svogliato in tutto.Ero molto depresso. All'epoca frequentavo le superiori e non davo proprio il massimo, nemmeno nell'amicizia. Così sempre sotto consiglio della Psichiatra che mi seguiva, ho tentato varie vie coi farmaci per combattere questo stato di astenia. Ho cominciato con il Prozac, interrotto dopo 1 giorno per via dello stato di agitazione che mi procurava. Continuando poi con tutte le varie famiglie di farmaci a disposizione :Seroxat, Frontal, Zoloft, Mellerette, per concludere la "prova" 2 anni fà, con farmaci come Elopram e Xeristar, entrambi abbandonati il giorno stesso per via degli effetti collaterali procurati come agitazione, nausea, disperazione.

Dato che i farmaci tradizionali che si danno per curare uno stato di depressione (secondo me è più corretto parlare di distimia nel mio caso) non facevano effetto, il mio medico di famiglia che è specializzato in Psichiatria mi diede da prendere, all'epoca, il Deniban. Lo provai. Effetti collaterali non ne sentii, anzi subito dopo qualche ora, avvertii tanta voglia di fare, di socializzare, di vivere. Di questa cosa, però, me ne resi conto col tempo. Lì per lì credevo fosse un mio stato naturale di normale voglia di vivere e non ci feci caso. Alcune volte pensai fosse mia immaginazione, in seguito, invece, scoprii che l'amisulpride entra in circolo e si rende disponibile molto in fretta. Questo è quello che ho letto nel foglietto illustrativo recentemente e poi confermato anche nel web. In associazione presi anche l'En che mi calmava parecchio le ansie.

Tornando alla carrellata di effetti positivi del deniban, potei notare che mi fece prendere anche molti chili, il chè non fù una cosa negativa dato che pesavo appena 60 Kg su 1.80 di altezza... Così in seguito al maggiore appetito, riuscii ad arrivare a circa 70 kg. Inoltre mi sentivo molto bene, a mio agio con gli altri e terminai gli studi superiori abbastanza bene. Feci il servizio militare, cercai lavoro. Lo trovai. Insomma riuscivo a fare una vita "normale". Purtroppo mi dissero anche che il farmaco non và preso continuativamente per tanto tempo dato che aumenta i valori della prolattina e così, come prescrittomi dalla psichiatra lo interrompevo spesso. Purtroppo quando lo interrompevo, dopo 1 giorno ricadevo nel tunnel buio della disperazione, assenza di voglia di fare, di incontrare gente, etc..

Così continuai per anni a prenderlo al "bisogno" come consigliatomi dallo stesso medico psichiatra, facendo naturalmente dei cicli. Sò che probabilmente non è sufficientemente corretto dal punto di vista della cura, ma era l'unica maniera che mi permetteva di stare bene. L'unico incoveniente era un po' di stitichezza.. Ho continuato così, fino all'anno scorso, diminuendo sempre più le dosi di "mantenimento" fino ad arrivare a 1/2 cp ogni tanto, per poi interrompere del tutto le assunzioni.

Ora non sto prendendo più nulla di psicofarmaco ma sto notando che lentamente ripercorro la strada che mi riporta nel tunnel buio della depressione. Mi sento sempre più svogliato. Riesco ancora ad arrivare al lavoro, ma sento che anche la mia energia lavorativa si sta esaurendo sempre più e non so quanto potrò portare avanti questo stato. La vita sociale invece si è ormai quasi praticamente annullata. Ho allontanato i pochi amici che avevo e persino la fidanzata. Non ho più la forza di fare nulla. Ora sto provando su consiglio del nuovo medico di famiglia che ho, con Nervaxon, che non è nient'altro che estratto di Hypericum Perforatum da 300 mg. Sono 10 giorni che ne prendo 2 cp al dì, ma non ho ancora notato alcun tipo di miglioramento. E, sinceramente, non credo possa fare al caso mio, ma la speranza è l'ultima a morire e dato che è una sostanza naturale vale la pena provare, mah!

Ora sono tentato di ritornare al deniban. Però sono molto perplesso perchè ho paura di dover continuare a dover dipendere da quella pastiglia. Però è anche vero che è stata l'unica medicina a farmi davvero bene insieme all'EN. Cosa mi consigliate? Faccio bene a fare questi cicli? Di provare altre medicine ho tanta paura perchè mi hanno fatto male. In compenso ho paura che il deniban a lungo andare possa compromettere anche la mia fertilità in maniera irreversibile. Impotenza non me ne ha mai creato, anzi l'opposto!
L'ultima volta che mi vide il medico psichiatra, mi disse che secondo lei io non ero depresso, ma ero perfettamente normale. Forse perchè faccio dei ragionamenti corretti, purtroppo però vivo male. Persino il mio medico di famiglia attuale (non è specializzato in psichiatria come l'altro che avevo) mi dice che non ho problemi depressivi, ma che però non vuole comunque mettere in dubbio la mia parola.

Cosa devo fare? Ho 29 anni e desidero vivere una vita libera da questa "droga".
Possiedo un lavoro, guido l'auto e la moto, e sò che gli psicofarmaci non sono molto indicati a chi guida. Ma sopratutto vorrei sapere se fare i "cicli" permette di curare il mio malessere o tampona solo i sintomi. Tra l'altro da un'anno sono diventato anche donatore e mi spiacerebbe dover interrompere per via dell'assunzione di farmaci.

P.S: tutti gli esami del sangue sono nella norma. Fisicamente sto bene

Vi ringrazio infinitamente di aver prestato attenzione alla mia domanda e spero con tutto il cuore che mi possiate dare una via da seguire per il miglioramento.

Cordiali saluti

Un paziente fiducioso

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

Cio' che lei definisce "droga" e' un farmaco che le serve per migliorare alcuni sintomi che provocano alterazioni nella sua vita quotidiana rendendola piu' difficile da gestire.
Si rivolga ad uno psichiatra che possa aiutarla a comprendere innanzitutto cio' che le ho appena scritto e valuti con lui l'opportunita' di un trattamento.
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[#2]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Gentile utente,
mi chiedo se ha mai provato ad approfondire queste tematiche in un setting psicoterapeutico. La psicoterapia cogntivo-comportmentale si è sviluppata prorpio a partire dai disturbi depressivi. Forse potrebbe essere utile per lei integrare le due terapie in modo da renderle più semplice vivere senza prendere il farmaco in continuazione. Le faccio il mio in bocca al lupo. cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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[#3] dopo  
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Gentili Dottori,
Vi ringrazio entrambi per la velocità con la quale avete partecipato al mio quesito.

Desidero rispondervi che, come detto precedentemente, sono già stato in cura da uno psichiatra però con scarsi risultati. Tutte le medicine che mi prescrisse a suo tempo le abbandonai da subito dati i numerosi effetti collaterali di rilievo. Devo dire grazie, in parte, al mio medico di famiglia (specializzato in psichiatria) che mi ha saputo dare al primo colpo la cura adatta rappresentata dal Deniban e dall'En in secondo luogo.

Per quanto riguarda, invece, la terapia cognitivo-comportamentale sono a favore. Ne sentii parlare la prima volta circa 5 anni fà ma poi non ho avuto al possibilità di approfondire il discorso, forse perchè non esisteva (e non esiste tutt'ora forse) un percorso di cura che non fosse privato.

Credo molto nella psichiatria affiancata alla psicoterapia. Purtroppo ho paura ad iniziare un nuovo percorso farmacologico che non sia il Deniban e l' En, per via degli effetti negativi che mi diedero quelli che provai a suo tempo (Prozac, Seroxat, Frontal, Zoloft, Mellerette, Elopram, Xeristar). Credo di aver provato praticamente quasi tutti i principi attivi dei farmaci in commercio e dati gli esiti negativi, ho timore ad incominciarli nuovamente anche perchè conduco una vita che non mi permetterebbe di avere effetti collaterali spiacevoli come tremori e agitazione (lavoro e guido sia auto che moto)

Tornando alla domanda principale, secondo voi, è indicato ricominciare (sempre sotto consiglio di un medico psichiatra) la terapia con il deniban dato che l'amisulpride era l'unico principio che mi faceva stare bene?
Magari affiancato dalla psicoterapia cognitiva comportamentale.

Mentre una domanda scontata, che però ho il piacere di porvi è, se secondo il vostro parere, l'Iperico preso sotto forma di farmaco (in questo caso Nervaxon 300 Mg) ha reale efficacia terapeutica?
P.S: sò che non è contemplato nella letteratura medica come cura vera e propria, dato che è una sostanza naturale e non ha scambi chimici come un principio attivo di un farmaco.

In attesa di una vostra eventuale e ulteriore risposta, vi porgo i miei più sinceri saluti e vi ringrazio entrambi per i vostri interventi.

Grazie

[#4]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

il trattamento psicoterapeutico deve essere concordato con il suo curante in merito alla possibile eleggibilita' allo stesso.
Le ulteriori domande che pone possono invece essere poste direttamente al suo curante che sapra' indicarle se e' il caso o meno di ricominciare il suo trattamento.
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