Utente 413XXX
Approfitto della cortesia del mio amico carissimo amico per potervi chiedere un consulto personale.
Per depressione sono in cura con brintellix, fino a 10 mg e le cose andavano abbastanza bene, da un mese ho avuto un aumento di dosaggio a 15 mg e pur dovendo subire lo stesso stress di prima (per vari motivi/problemi che sono rimasti invariati) la mia rabbia ed il mio nervosismo sono notevolmente aumentati,
può essere che 5 mg in più di molecola siano essi stessi causa di rabbia ? Magari il mio cervello non tollera questo "eccesso" e lo trasforma in rabbia/nervosismo?

Inoltre lo specialista mi ha dato da assumere per un periodo di tempo il rivotril 2,5 gocce da prendere 3 gocce ogni otto ore,
poichè so che ha un emivita lunga ho chiesto se potevo assumerlo solo al mattino e sera (magari 5 gocce la mattina e 4 la sera) ma il dottore mi ha detto che assumendolo 3 volte al giorno non rischio di sviluppare tolleranza e che dobbiamo calcolare un numero di ore minore rispetto all'emivita, cioè il tempo necessario perché il farmaco non scenda sotto l'80-90%
Siete d'accordo? per tali motivi anche se il rivotril ha un'emivita così lunga rimane preferibile l'assunzione diviso 3 nelle 24 ore piuttosto che mattino e sera?

Grazie

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Mi pare ci sia un po di confusione farmacologica.

a) la tolleranza deriva dall'assunzione regolare, non dalla suddivisione della dose, quindi sviluppa mediamente in un mese che lo prenda in una dose o in tre.
b) un farmaco che ha una emivita abbastanza lunga si accumula un po' nei primi giorni, e poi va in ciclo continuo, cioè ne entra quanto ne esce nelle 24 h, a dose costante, anche qui sia che lo prenda diviso che in dose unica.

Per il brintellix, certamente, è possibile che oltre una certa dose vi siano effetti non desiderati, anche di quel tipo, a meno che non siano durante le prime due-tre settimane, perché in questo caso spesso si verificano effetti che poi svaniscono.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 413XXX

Grazie prima di tutto per la risposta Egr. Dr. Pacini,
mi perdoni, se ho capito bene quindi è inutile suddividere il rivotril in tre assunzioni giornaliere poichè due volte al giorno sono già più che sufficienti, e allo stesso dosaggio finale sono ugualmente coperto nell'arco delle 24 h, è così?

Il dottore mi ha dato un dosaggio di rivotril di 9 gocce al giorno per i primi 75 giorni per poi iniziare a scalare di una goccia ogni 15 giorni ma, se subentra l'effetto tolleranza vuol dire che io già dopo due mesi, non avrò più i benefici anti ansia del farmaco (sono confuso)? o anche iniziando a scalare beneficierò dell'effetto antiansia fino al dosaggio di 2 gocce al dì?

Riguardo il brintellix ho superato da poco la terza settimana a 15 mg e rabbia e nervosismo sono più marcati rispetto a quando assumevo 10 mg (oltre al fatto che con 15 mg ho avuto anche un calo della libido), questo deve suggerire di parlarne al più presto con lo pscichiatra poichè a questo punto è probabile che per il mio organismo 10 mg possano dare gli stessi benefici sui sintomi depressivi di quanto li diano 15 mg ma col vantaggio di subire meno effetti indesiderati (rabbia/nervosismo ma anche un leggero calo di libido rispetto ai 10 mg) ................ oppure sarebbe il caso di far passare altre due-tre settimane?

Da semplice paziente vien naturale pensare che se 10 mg di molecola contrastano bene la depressione allora per logica 15 mg lo facciano ancora meglio con la conseguenza di essere meno depressi e più sereni/felici/rilassati, ma mi sta venendo il dubbio che forse la cosa non è così automatica e anche se appare paradossale forse 10 mg potrebbe essere il dosaggio ideale per curare la mia depressione nel migliore dei modi a 360° (può essere, gentile Dr. Pacini?)

I miei più vivi ringraziamenti per i cortesi consulti donatomi e i miei più calorosi saluti.

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Chi è abituato ad una dose x certamente, quando scala, beneficia di meno di un qualsiasi effetto, visto che sta sottraendo. In questo caso, già in partenza, essendo abituato dopo oltre un mese , si parte da un effetto già andato in tolleranza (cioè ridotto o abolito). La dose suddivisa può aver senso nei primi giorni, dopo farmacologicamente no, tolto il fatto che se l'assorbimento avviene non per bocca, ma sotto la lingua, le singole dosi hanno un effetto un po' diverso, più rapido e quindi volta per volta riconoscibile.

Per il Brintellix, nel periodo di latenza dell'effetto non si può fare bilanci particolari di effetti o benefici.

Qui non si possono fornire indicazioni su cosa fare, neanche sulla suddivisione delle dosi di cui parlava, quindi mi raccomando faccia per questo solo riferimento al suo medico.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 413XXX

"Qui non si possono fornire indicazioni su cosa fare, neanche sulla suddivisione delle dosi di cui parlava, quindi mi raccomando faccia per questo solo riferimento al suo medico."
Dr.Matteo Pacini

Ok Gentile Dr. Pacini!
Mi scusi però, posso porle un mio dubbio riguardo le passate esperienze di sospensione con ssri?
Ad esempio ricordo che il cipralex mi è stato sospeso in pochissimi mesi, ricordo che avevo fatto una anno a 10 mg,
sei mesi a 15 mg (passando direttamente da 10 a 15)
poi altri sei mesi a 10 mg (da 15 mg direttamente a 10 mg)
ultimo mese a 5 mg (da 10 a 5mg in maniera diretta) e poi stop.

Su internet invece mi è capitato di leggere che poichè questi farmaci causano una dipendenza molto forte (soprattutto se assunti per diversi anni) allora il modo migliore per eliminarli è una riduzione molto graduale;
riguardo appunto l'escitalopram viene ad esempio consigliata questa riduzione (moooooooolto più lenta di quella che avevo fatto io)!!!
Qui viene riportata:
http://www.ansiafarmaci.it/escitalopram_slow.html

Mi perdoni, questo significa che quando arriverà il momento (se arriverà) che dovrò sospendere la cura con il brintellix dovrò parlarne con lo specialista affinchè programmi una riduzione/sospensione che preveda almeno due/tre anni fra riduzione e sospensione?

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Sinceramente nella mia pratica questa necessità di riduzioni lente dopo terapie fatte a lungo, ma anche fatte per poco, non mi capita di osservarla.
Una riduzione di tre anni francamente significa piuttosto che in quegli anni la persona ha fatto una cura a dose gradualmente minore, che mi pare tutta un'altra cosa.
Mi pare che in questi forum si facciano grandi confusioni. Uno crede di aver fatto una sospensione graduale, in realtà ha fatto una cura con dosi scalari, come si fa normalmente.
Se poi uno ci deve arrivare credendo di aver fatto tutt'altro, buon per lui.

La fonte delle sue decisioni terapeutiche è bene che sia l'interazione con un medico, non la consultazione di liberi circoli di discussione.
Dr.Matteo Pacini
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