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Ansia e malatie psicosomatiche

egregio dottore,
Ho 32 anni e da molti anni soffro di ansia con attacchi di panico a causa di problemi familiari legati all'infanzia (la perdita di mia mamma a 7 anni con un cancro e il difficile rapporto con la madrigna). Purtroppo ho iniziato ad avere problemi legati al corpo con vertigini, tachicardie, tremori fino al punto che circa 6 anni fa ho intrapreso un percorso terapeutico e ho assunto x circa 5 anni prima sereupin e poi cipralex in dosi basse. I disturbi come le vertigini e la tachicardia nel corso del tempo si sono un po' attenuati ma continuo ad essere ipocondriaca tanto che ora ho dei continui attacchi di colite con crampi addominali e feci poco formate. Inutile dire che sto' facendo alcune indagini ma non ho ancora fatto la colonscopia e sono preoccupata per una malattia infiammatoria intestinale visto che i farmaci per il colon irritabile non fanno effetto e a volte mi capita anche di notte di correre in bagno! il mio psichiatra mi dice che non ho sviluppato una buona autostima e sono depressa in quanto adesso non ho neanche piu' mio padre. (anche se sono sposata e ho un bimbo di 3 anni). E' possibile che debba sempre vivere nell'ansia di sentirmi male? (ed in molti casi riesco a somatizzare benissimo! Grazie x il consulto.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 38.1k 913 63
Gentile utente,

se il trattamento farmacologico non compensa gli aspetti di somatizzazione deve essere cambiato con un altro farmaco che abbia una maggiore efficacia oppure non mantenuto a dosaggi bassi, in quanto il sottodosaggio puo' essere responsabile di un aumento di effetti collaterali interconnessi.

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dopo
Utente
Utente
Ma puo' il nostro malessere puo' somatizzare al punto che le coliche siano anche notturne, visto che il colon irritabile di solito non si manifesta di notte? Essendo io mamma puo' influenzare il ricordo di mia madre malata?

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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 38.1k 913 63
gentile utente,

per queste domande deve fare riferimento al suo psicoterapeuta.

Si potrebbe rispondere sia si che no, ma vanno prese in considerazione tutte le variabili possibili.
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Dr. Vassilis Martiadis Psichiatra, Psicoterapeuta 7.2k 160 116
Getile utente,
per quanto riguarda i suoi disturbi intestinali deve essere innanzitutto esclusa ogni causa organica prima di parlare di somatizzazioni. Lei non specifica cosa intende per dosi basse di antidepressivi. Se "troppo basse" le dosi sono anche inutili. Completi gli accertamenti gastroenterologici consigliati e poi parli con il suo terapeuta per l'eventuale verifica e modifica della terapia.
buone feste

Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
www.psichiatranapoli.it

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