Utente 588XXX
Salve,
sono una ragazza di venti anni e ho un problema con il cibo.
Non è facile per me parlare di questo disturbo.
E' qualcosa che mi porto dietro da tempo e non ne ho mai parlato con nessuno, se non con i miei genitori.
Fondamentalmente non riesco a mangiare come chiunque altro.
Quando mi siedo a tavola ho fame e mando giù i primi bocconi con appetito.
Il problema subentra dopo.
A un certo punto il mio corpo sembra voler rifiutare il cibo e l'atto della semplice deglutizione diventa una fatica d'Ercole.
Capisco che potrà sembrare un'esagerazione, ma una cosa del genere non può capirla chi non l'ha mai provata.
E' una tortura continuare a mangiare.
Ma io continuo.
Lo faccio per diversi motivi.
Innanzitutto so di aver bisogno del cibo per sopravvivere, chiaramente.
E poi non voglio che le persone che mi circondano si preoccupino per me.
Così mando giù il cibo poco alla volta, tagliandolo a pezzetti sempre più piccoli e finendo di mangiare ovviamente sempre dopo gli altri.
Credo che chiunque mi osservi mangiare arrivi alla conclusione che io sia anoressica.
Anche io lo penserei, come biasimarli.
Eppure non ho problemi col mio corpo.
Peso 55 chili e non voglio dimagrire.
Non sono ossessionata dall'idea di dover necessariamente entrare in un determinato paio di jeans, non perseguo canoni estetici irraggiungibili.
Il mio corpo semplicemente rifiuta il cibo per qualche motivo che non mi è chiaro.
Eppure a me piace il cibo, non lo vedo come un demone da combattere o evitare.
Così l'unica spiegazione che riesco a darmi è che forse questo disturbo è un altro degli aspetti dell'ansia di cui soffro.
Ma non riesco ad accettarlo.
Sarà sempre così?
Potrò mai godermi una cena con gli amici gustando il sapore del cibo senza farmi problemi assurdi che gli altri neanche immaginano?
Chiedo scusa per lo sfogo e per il tempo che avete perso per leggere le mie elucubrazioni, se siete arrivati fino a qui.

Aggiungo un ultimo particolare.
Il disturbo peggiora nei giorni immediatamente precedenti al ciclo mestruale, forse questa informazione può tornarvi utile nel formulare un eventuale consulto.
Spero di ricevere risposta e vi ringrazio in anticipo per la vostra disponibilità.

Buona giornata.

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)
MILANO (MI)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Prenota una visita specialistica
Gentile utente,

Magari ha uno stato di disagio e fobia che ha a che vedere con le dimensioni del cibo, la sensazione di soffocamento o strozzamento, di gonfiore etc. Questo può accadere in disturbi d'ansia che non hanno a che vedere con l'anoressia come disturbo della forma corporea, ma hanno come risultato quello di indurre un distacco, indesiderato, dal cibo.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#2] dopo  
Utente 588XXX

Salve Dott. Pacini,
vi ringrazio per la vostra disponibilità e per l'immediatezza della risposta. In effetti credo che il mio disturbo abbia a che fare proprio con una sorta di fobia del cibo e di quello che potrebbe andare storto durante l'atto meccanico della deglutizione. Eppure non riesco a capire perché queste paure subentrino solo dopo aver mandato giù qualche boccone senza difficoltà...
A quanto pare, comunque, anche questo disagio non è che l'ennesima sfaccettatura dell'ansia. Mi chiedo allora se un ansiolitico possa aiutarmi a far scomparire il problema, o almeno ad alleviarne i sintomi.
Grazie ancora per la vostra risposta.

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)
MILANO (MI)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Per ansiolitico si intende un rimedio rapido e generico, che non si presta all'uso abituale, ma a quello occasionale o per brevi periodi.

Per questo tipo di problemi, ammesso che appunto si tratti di un problema d'ansia, ci sono terapie di fondo che non agiscono sul momento ma cambiano lo stato di partenza e prevengono lo svilupparsi di reazioni di fastidio, paura, etc prima durante e dopo l'atto del mangiare, permettendo di recuperare la dimensione sociale e ricreativa di questo aspetto, oltre che quelle nutrizionale.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it