Utente 482XXX
Questa domanda mi e' venuta in mente dopo aver letto vari articoli postati proprio in questa piattaforma da voi psichiatri! Molto esaustivi tra l' altro... per cui volevo chiedervi qual'e' la sottile differenza che fa virare una diagnosi da distimia a ciclotimia... da quanto ho capito dal dottor Pacini (mi corregga se sbaglio) un paziente può anche non rendersi conto degli episodi al di fuori della depressione e li può riportare come momenti normali o momenti ansiosi... e questo e' proprio il mio caso! Se io dovessi andare ad un primo colloquio con uno psichiatra nuovo e dovessi descrivermi io utilizzarei certamente la parola distimia! Perché effettivamente io mi sento sempre depressa, negativa, pessimista e priva di energie... ma leggendo queste parole del dottor Pacini mi sono resa conto che in concomitanza ho dei momenti nella giornata in cui spunta fuori anche l ansia... se non addirittura insieme alla depressione... come se io mi sentissi l ansia addosso ma invece che sentire il bisogno di muovermi e fare le cose al contrario mi senta bloccata e "paralizzata" in questa ansia... forse e' questo si intende in psichiatria per "stato misto"?
Ps.
Euforica non mi sono mai sentita... assolutamente... qualche volta sono un po' più positiva, come penso capiti a tutte le persone distimiche che ogni tanto si riprendono per via di eventi esterni... magari buone notizie ecc... e cmq anche quando mi capita di esserlo devo rimanere sempre con i piedi x terra perché dietro l angolo c'e' la depressione che mi sta dietro come un ombra...

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Il fatto che i pazienti si presentino in quel modo è proprio perché non tendono a riferire come indesiderabile la condizione di euforia, e quindi nel definire ciò di cui soffrono focalizzano su una parte, quella ansioso-depressiva.
Ragion per cui, se invece si preoccupassero di analizzare le proprie fasi per proporre invece l'ipotesi al medico, allora vuol dire che funziona al contrario...
A me pare piuttosto che manifesti la tendenza ad autoanalizzarsi e a provarsi le diagnosi addosso, cercando di ravvisare eventuali somiglianze.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 482XXX

Si, ho anche questa caratteristica! Inoltre passo molto tempo a rimuginare...Vede il fatto e' che io al di fuori di ansia e depressione non ho mai avvertito euforia...o per lo meno non da sola senza motivo...come dice la mia psichiatra anche le sostanze in passato possono aver erroneamente dato la parvenza di un disturbo bipolare...in realtà io per sentirmi euforica senza farmaci ne nient altro pagherei oro (ovviamente si fa per dire...nel senso che preferirei non sentirmi costantemente depressa e apatica)

[#3] dopo  
Utente 482XXX

Anche tutto questo mio voler chiedere fa parte della mia patologia...la mia psichiatra dice sempre che io la dovrei smettere di andarmi a cercare le cose qua e là e di leggere sul web...ma delle volte e' più forte di me...e' come se io avessi fretta di sapere cosa ho e poi quando me lo dicono non sono d'accordo...cambio idea spesso e ho un ambivalenza di fondo...questa cosa ce l ho anche con i farmaci...dopo un po' vorrei cambiare la terapia xké trovo qualcosa che non mi sta bene...attualmente prendo quetiapina 100 r.p e mi trovo meglio a livello di umore...a parte il fatto che faccio fatica a tirarmi su dal letto la mattina! Ma certe volte mi vengono dei dubbi su questo farmaco e lo vorrei cambiare...ora mi sono fissata che vorrei rimettere un antidepressivo e tenere il seroquel a 50 come rinforzo anche perché ho paura dei pregiudizi della gente che verrebbe a sapere che prendo solo quello in monoterapia...

[#4]  
Dr. Matteo Pacini

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La questione è non partire dei propri dubbi in base a cose lette, ma da quelli del medico se mai.
Altrimenti si perde tempo nell'informarsi e nel trovare sintomi laddove niente lo indica, perché "forse una sfumatura c'è".
Partiamo dal fatto che prende la quetiapina, che è indicata chiarmanete per una forma bipolare. Quindi più che altro importa perché il suo medico abbia ritenuto che ne soffra, al di là di quello che ha letto.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#5] dopo  
Utente 482XXX

La ringrazio per la risposta. Il problema però e' che la mia psichiatra non e' chiara. Altrimenti non avrei tutti questi dubbi...Una volta mi dice che non ho un vero e proprio disturbo bipolare, un' altra volta che per lei non sono ciclotimica perché non ho mai avuto particolari ipomanie (se non dovute a "palliativi" esterni, utilizzati da me anni fa e ora per cause di forza maggiore, nonostante l' enorme fatica e qualche piccolissima ricaduta, da me smessi.), e che io prendo questo farmaco perché ci sono molte persone che non tollerano gli antidepressivi e non sono né la prima ne l ultima...e che secondo lei sono distimica perché mi ha sempre vista, al di fuori di questi palliativi, depressa e mi valuta per come sono oggi.
Ps.
Questo suo articolo mi ha davvero aperto gli occhi...
https://www.medicitalia.it/minforma/psichiatria/13-depressione-alcol-e-droghe.html
Ha fatto praticamente la mia descrizione! Però io i miei momenti di smania li ho sempre definiti momenti ansiosi. Anzi, quest' ansia mi paralizzava e mi bloccava a livello psicosomatico, non nel senso che diventavo attiva ed energetica...ma stavo ferma come paralizzata dall' ansia e avvertivo una sensazione x cui dovevo trovare assolutamente un rimedio immediato x calmarla! Per cui questo fattore del blocco fisico mi ha fregata e non ho mai riportato a nessun terapeuta il fatto di sentirmi "agitata"! (Questo anche quando mi e' stata fatta la domanda esplicita duranto il colloquio per la nuova diagnosi) Perché l avevo intesa come agitazione ed aumento delle energie! Mi sono immaginata una persona che cammina avanti e indietro per casa o che non sta fermo sulla sedia e quindi ho risposto di no!