Disturbo ciclotimico

Buongiorno,
nel 2006, a seguito di forti crisi di panico con agorafobia gravissima (non riuscivo nemmeno ad uscire di casa) ho iniziato una terapia a base di paroxetina 40mg.
Ho portato avanti la terapia per 12 anni (senza purtroppo fare visite di controllo) in quanto stavo benissimo, senza ansia e pieno di energie.
La sospesi solo nel 2011 ma l’ansia torno’ e quindi proseguii con 30 mg in luogo dei 40 (come suggerito dallo psichiatra) Nel 2018, a seguito di un forte shock lavorativo sono riemersi i sintomi dell’ansia.
Dal 2016 al 2018 avevo un forte attaccamento al lavoro e alla carriera e cio’ mi portava a lavorare anche 12 ore al giorno senza sentire stanchezza.
Il sonno era cmq regolare.
Dopo lo shock lavorativo di cui vi ho parlato prima, ho cambiato psichiatra perche’ la cura aggiornata (prima paroxetina 40mg con Zyprexa 10mg e successivamente Venlafaxina 150mg sempre con la stessa dose di Olanzapina) non hanno portato risultati.
Decido quindi nel 2019 di affidarmi ad un nuovo specialista che mi prescrive Depakin Chrono 500 due volte al di’, Anafranil 75mg, Lyrica 75mg x 2 volte al giorno.
La situazione e’ leggermente migliorata ma ancora non si raggiungeva un pieno compenso.
Inizio anche una psicoterapia.
Dopo qualche mese, il mio psichiatra e la mia psicoterapeuta, confrontandosi, concordano una diagnosi comune di ciclotimia con prevalenza di stati depressivi e senza episodi maniacali e ipomanicali.
Lo psichiatra decide quindi di eliminare l’anafranil e introduce la lamotrigina da titolare fino a 100mg.
Ad oggi sono a 75mg da 3 giorni ed e’ circa un mese che l’assumo a dosi crescenti (25mg per le prime due settimane, 50 per altre due settimane, ed ora 75mg per 10 giorni.
Poi ci sara’ incremento fino a 100mg).
La mia domanda e’ questa: quanto tempo impiega il farmaco per esplicare la sua azione dopo aver raggiunto la dose terapeutica?
E’ sicuro portare avangi la terapia per tempi prolungati?

Un grazie a chi vorra’ rispondere!
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.1k 979 248
Gli episodi di marca eccitatoria sono quindi di che tipo ? Misti ? Oppure si intende ciclotimia come base temperamentale e poi depressione ricorrente come diagnosi clinica ?

A un mese qualche valutazione si può fare già.

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini

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dopo
Utente
Utente
No si tratta di depressione ricorrente, con episodi depressivi di lieve-media entita’, non invalidanti ma a volte pesanti da sopportare. non ho episodi maniacali.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.1k 979 248
non ci siamo capiti. Il farmaco è per una forma bipolare. Le fasi eccitate non sono maniacali né ipomaniacali, allora come sono: miste, resta solo questa qualità. Oppure è una forma di quelle non classificate ma definite secondo la letteratura, in cui ci sono episodi depressivi ricorrenti ins oggetto con temperamento fisiologico ciclotimico ?
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dopo
Utente
Utente
Ritengo che sia la terza che ha detto: forma non classificata: episodi depressivi ricorrenti in soggetto con temperamento ciclotimico
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.1k 979 248
Ho capito. L'effetto in questo caso si vede anche in base alla frequenza di ricorrenza degli episodi. Se uno ne ha uno all'anno, per dire, prima di un anno non è che si possa stabilire. Se viceversa ricorrono ogni mese, dopo un paio di mesi dovrebbe essere giudicabile la cosa.

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