Utente
Salve a tutti
É da due settimane che ho cominciato ad avvertire questo forte senso di irrealtà che mi accompagna tutto il giorno e che sembra peggiorare letteralmente di giorno in giorno...
In particolare ho questa forte sensazione di non riconoscere i miei cari, di non sapere più quale sia la mia vita ed di non avere una visione d'insieme di essa... Inoltre negli ultimi giorni sto passando a un punto in cui mi sembra di non riuscire neanche a ragionare, a capire come mi sento e cosa mi sta succedendo al punto che mi sembra di non riuscire più a reagire, come se il mio cervello fosse entrato in una condizione di "fermo"...
In poche parole da una condizione di "panico e ansia totale" in cui non facevo altro che parlare di ciò, sono passata a una condizione appunto di "fermo" (come sopra citato).

Premetto che sono una persona di natura ansiosa e che già due anni fa avevo questa continua sensazione di irrealtà e angoscia che mi accompagnava tutto il giorno e che mi impediva di fare molte cose...ma da allora ero guarita, grazie a uno psicoterapeuta, al punto di avere questa sensazione solo a volte...Ma adesso, come detto prima, é da due settimane che ho ricominciato a risentire tutto ciò...
Ciò mi porta a chiedermi come io possa, dopo due anni, risentire un così prolungato livello d'ansia...
Ho parlato di ciò con la mia psicologa-psicoterapeuta, che mi ha detto che é il mio continuo rimuginio, il mio costante pensarci su che alimenta la mia ansia e quindi questa sensazione.

Pero mi é comunque difficile farmela passare e sono terrorizzata dal fatto che mi sembri che io, ogni giorno sempre più, non riesca più a ragionare, a reagire, a capire e pensare cosa mi succede, a concentrarmi su ciò che sento in questo momento...come se mi stessi "rimbambendo" o entrando in una condizione di "fermo totale"...come se cominciassi pian piano a non sentire più niente...
Fino ad ora ho avuto occasione, e sarà così per almeno un mese, di sentirmi con la mia psicoterapeuta solo online...
Lei continua a ribadirmi che sono io che alimento queste sensazioni...ma io non ne sono affatto convinta e anzi comincio sempre più a pensare che il mio problema sia di natura neurologica...
Qualcuno mi dica la sua opinione a riguardo perché sono terrorizzata...

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Dovrebbe sentire il parere di uno specialista in modo diretto per far valutare la situazione e far stabilire una terapia appropriata.

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[#2]  
Dr. Matteo Pacini

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"..ma io non ne sono affatto convinta e anzi comincio sempre più a pensare che il mio problema sia di natura neurologica."

Nelle sindromi ipocondriache è sempre così. Da fuori la persona appare come uno che si preoccupa di sintomi irrilevanti o indefiniti, da dentro chi ne soffre ritiene di avere tali sintomi per cui non è possibile non preoccuparsi. Di fatto si tratta sempre di sintomi intrinsecamente inconsistenti, del tipo "lievissimi" ma che tengono preoccupati dalla mattina alla sera o "fortissimi" senza aver nessun tipo di limitazione oggettiva. Questo perché la persona dà una misura del sintomo in termini di preoccupazione.

Detto questo, quando c'è questo tono umorale che parrebbe basso, con la sensazione di non riuscire più a funzionare etc. potrebbe trattarsi di un episodio depressivo.

Ha ricevuto una diagnosi e fatto terapie specifiche? La psicoterapia di che tipo è ?
Dr.Matteo Pacini
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[#3] dopo  
Utente
Con la mia psicoterapeuta non ho mai seguito delle terapie specifiche...
Due anni fa quando stavo tanto male(ansia e angoscia continua) mi ha comunque aiutato parlare con lei di ciò che mi creava ansia in quel momento... dicendomi che per me si manifestava in questo modo....
Come detto prima sono poi stata bene, al punto che ho interrotto gli incontri con lei, per poi riprendere successivamente quando ho ricominciato a d essere un po più ansiosa del solito...
Pero un episodio di ansia prolungato, tutto il giorno, da due settimane non capitava da moltissimo tempo...è una sensazione che è andata peggiorando e che ha cominciato ad accompagnarsi appunto a questa sensazione di non riuscire più a reagire ecc....

[#4]  
Dr. Matteo Pacini

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Andrebbe fatta una diagnosi a questo punto.
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[#5] dopo  
Utente
Va bene, ma si possono escludere cause organiche?

[#6]  
Dr. Matteo Pacini

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Questa è una tipica domanda ansiosa. Non esiste un approccio in cui si escludono "cause organiche", così , tutte insieme senza criterio alcuno.
Poi, "organico" non è il termine esatto. A lei importa siano escluse cause "preoccupanti" se mai, più che organiche. A livello microscopico è organico tutto, stiamo parlando di corpo umano. I disturbi d'ansia sono cose organiche di ordine non macroscopico.
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[#7] dopo  
Utente
Va bene, mi scusi per l'inesatezza,mi correggo...
Ciò che io sto provando in questi giorni potrebbe essere dovuto a cause riconducibili all'ansia o di cui comunque dovrei preoccuparmi?
Tale sensazione mi tormenta costantemente, non so cosa pensare..

[#8]  
Dr. Matteo Pacini

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L'ansia è un sintomo, non una causa, ciò che non si visualizza bene è che c'è un cervello e produce dei sintomi, quando si parla di ansia si intende un insieme di cose al centro di cui si nota l'ansia in particolare, ma la persona magari inizia parlando di un mal di testa.
Dr.Matteo Pacini
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[#9] dopo  
Utente
La ringrazio per la risposta dottore, scusi se sono insistente, ma volevo chiederle... A cosa potrebbe essere dovuto ciò che sto provando? Crede che questa sensazione che sto provando possa essere dovuta al fatto che ci penso costantemente?

[#10]  
Dr. Matteo Pacini

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No, il fatto che ci pensi corrisponde ad un'attenzione preoccupata, il che rende allarmante o comunque fastidioso anche il nulla oggettivo. Il fatto di pensarci continuamente può essere uno dei sintomi primari prodotti dal cervello in quel che si chiama disturbo d'ansia.
Dr.Matteo Pacini
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[#11] dopo  
Utente
Quindi, in definitiva, ciò che sto provando potrebbe essere dovuto a questo o pensa che possa essere dovuto ad altro?
Dovrei preoccuparmi?

[#12]  
Dr. Matteo Pacini

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Non ha bisogno di risposte a queste domande, che ha già avuto. Quelle razionali sono aperte, quelle di rassicurazione non bastano mai. Si deve far curare per quello che le è stato diagnosticato.
Dr.Matteo Pacini
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