Utente
Salve a tutti, sono qui per la prima volta perché questo dubbio mi attanaglia la mente da almeno due mesi.
Ho passato una quarantena bellissima a casa della mia ragazza, non ritengo di essermi mai annoiata, avevo oramai formato una mia routine quotidiana dove (studiando illustrazione) mi dedicavo dalla mattina alla sera a disegnare, imparare, guardare corsi e la sera giocavo a un gioco da tavola bellissimo o guardavo un film ed ero veramente felice.
Ogni giugno però, in corrispondenza della mia sessione di esami, calo piano piano in uno stato emotivo e psicologico terribile.
Mi sento annoiatissima ma anche agitata, anche quando sono con amici ecc riesco magari a raggiungere la serenità (da questo stato di agitazione) ma non la felicità di prima.
Passo la giornata a fare quella sorta di sospiro ansioso che è l'unica cosa a darmi sollievo ogni tanto e a cercare compulsivamente su internet i sintomi della depressione per poi sentirmeli tutti.
Arrivo anche a 200 ricerche in un giorno.
Ogni giugno chiamo la mia psicoterapeuta e lei sa che questo periodo per me è particolarmente tosto.
abbiamo affrontato vari temi nelle sedute per esempio il mio terrore del suicidio e della depressione e come io affronti poco bene il mio cambiamento di routine estivo ( essendo tutto l'anno in un'altra città per studiare ed essendo piena di impegni tornare nella mia cittadina di provincia senza iniziative e senza la mia quotidianità mi uccide), in ogni caso questo periodo magicamente sembra sempre risolversi ma quando ci sono dentro non vedo mai la fine.
Ho il terrore di non poter più godere delle piccole cose, di farmi del male perché le mie giornate saranno tutte piatte e non troverò la soluzione alla noia ecc.
Questo quando invece non sono terrorizzata da qualche paura specifica o da tremori e sensazione di voler piangere.
Altra nota importante che può aiutare a capire la mia situazione, in questo periodo faccio una difficoltà tremenda a studiare, procastino ma poi non trovo soddisfazione nelle altre attività perché so di non aver svolto i miei doveri e prima degli esami (tipo la sera o il giorno stesso) ho terribili crisi di pianto.
La psicoterapeuta ha parlato di una probabile ansia da prestazione ma può una cosa del genere durare mesi?

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Dr. Matteo Pacini

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Il terrore della depressione è in generale una forma di ipocondria, generalmente di tipo ossessivo. Se presa così alla lettera, non significherebbe niente aver paura della depressione, non avrebbe un senso logico. Così come la paura della morte, non è rispetto all'oggetto, quanto il disagio nel concepire qualcosa che fa sentire precari e senza un senso definitivo le cose. Per la morte, è la vita. Per la depressione, sono le verità emotive. Il fastidio perché questi fenomeni rivelano il non controllo che si ha sulle cose, la relatività materiale. E quindi nel tentativo di recuperare mentalmente questo controllo si va "nel panico", perché più ci si pensa, e più dettagli si accumulano.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente
La ringrazio della gentile risposta e della velocità con cui mi è stata fornita. Posso chiederle solo se questo stato di apatia e di noia è temporaneo e legato a questa componente della mia ansia o se devo prendere provvedimenti di qualche tipo come per esempio sedute di psicoterapia più ravvicinate ( di solito ne faccio due al mese su mia scelta e sulla base del fatto che la psicoterapeuta non mi dà spesso appuntamento ma in un certo senso aspetta che scelga io le date)?