Utente
Buongiorno,
sono una ragazza di 24 anni.

Ho ripreso da un paio di mesi una terapia farmacologica su prescrizione dello psichiatra che mi ha in cura per trattare depressione, disturbo d'ansia e disturbo ossessivo-compulsivo.
I dosaggi sono ridotti rispetto al primo ciclo di assunzione che avevo intrapreso dopo aver contattato lo specialista e purtroppo interrotto dopo qualche mese senza consultarlo (una pessima mancanza che ha rallentato i progressi, me ne rendo conto), perché in questo periodo devo sostenere diversi esami universitari e ho necessità di essere lucida e attiva al massimo delle mia già fortemente compromesse possibilità.

Nonostante questo, come già avvenuto la prima volta, avverto un malessere generalizzato che interferisce ulteriormente con le mie azioni quotidiane: mal di testa, capogiri, nausea, forte sonnolenza con continui sbadigli, spossatezza, difficoltà di concentrazione.
Dopo le prime settimane, stabilizzandosi l'anti-depressivo, i sintomi si sono nel complesso alleviati, soprattutto l'estrema sonnolenza diurna, anche se rimane la sensazione di stanchezza, ma non sono spariti completamente.
Inoltre, durante la scorsa settimana ho contratto un raffreddamento con qualche linea di febbre e le cefalee e la mancanza di energia sono precipitati vertiginosamente, costringendomi ad assumere Enantyum giornalmente per alleviare almeno per qualche ora i mal di testa e studiare un po', ed è peggiorata anche la nausea con mancanza di appetito.

La terapia prevede l'assunzione di Seropram e mezza pastiglia di Edronax come anti-depressivi, Haldol per il rimuginare e il d.
o.c.
, En per l'ansia e Tavor all'occorrenza per calmare gli attacchi di panico.

Quando gli avevo comunicato questi disagi in passato, il medico aveva ritenuto non fossero correlati con i farmaci e mi aveva detto che comunque si sarebbero risolti dopo le 2-3 settimane di assunzione del Seropram.
Vorrei dunque sapere se potesse esserci invece una correlazione tra i miei sintomi e la terapia, se sono fastidi nella norma che dovrebbero sparire procedendo con le cure, o se fosse il caso di valutare qualche modifica.

Inoltre ho letto che l'Haldol non è consigliato in abbinamento agli SSRI; certamente nelle dosi prescritte non dovrebbero esserci interferenze dal momento che mi è stato suggerito da un professionista, ma volevo avere un'ulteriore rassicurazione.

Vi ringrazio

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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L'utilizzo di due antidepressivi in questo modo poteva essere ovviata con molecole che hanno le stesse caratteristiche dell'associazione.

La presenza di alcuni disturbi legati all'assunzione è solitamente considerata fisiologica sebbene edronax può essere maggiormente responsabile di questo tipo di effetti.

Le associazioni sono tutte possibili nell'ambito di una prescrizione.


Dr. F. S. Ruggiero


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