Come superare una molestia?

Salve, faccio la parrucchiera, e da molti anni ho a che fare con una cliente splendida sia come persona sia come cliente.
Mi sono avvicinata molto a lei e data la sua particolare condizione di malattia, mi occupo dei suoi capelli settimanalmente ma a casa sua ormai da 7anni.
Gli ultimi anni ci siamo molto legate
inevitabilmente ho a che fare in maniera ravvicinata, con lei e la sua famiglia.

nell'ultimo periodo ho notato che purtroppo il marito di lei (uomo sui 60anni) aveva delle attenzioni particolari nei miei confronti, ma data la confidenza creatasi, cercavo di giustificare certi atteggiamenti con un semplice "magari lo fa perché sono come una figlia per lui"per cui accettavo i suoi comportamenti ambigui.
Nell'ultimo periodo però le insistenze hanno continuato a essere più assillanti, e onestamente tutto ciò mi provocava molto disagio.
Le sue domande sul come mai non mi vesto scollata, oppure battutine sul fatto che sia una mangia uomini, o le richieste di invitarlo a casa mia, hanno fatto si che aprissi gli occhi su cosa stava accadendo.
Prima che prendessi una decisione a riguardo purtroppo mi ha dato una pacca sul fianco/sedere, in un momento in cui stavamo rientrando dalla veranda dato che voleva farmi vedere il suo ultimo albero piantato.
Questa pacca sul fianco/sedere, è stata velocissima ma io l'ho percepita eccome, era la pacca che dai a un fidanzato per dire: dai muoviti entra.
Ma perché si è sentito libero di farlo con me?
ovviamente tutto ciò mi ha letteralmente congelata.
Sono rimasta inorridita e frantumata in mille pezzi data la situazione scomoda in cui mi ci aveva messo.
Ora tutti i suoi atteggiamenti sono sempre stati molto ambigui, e tutti fatti in un momento di solitudine tra me e lui, anche se era per dieci minuti, mai d'avanti alla moglie.
tutto questo mi ha sconvolto, non ho dormito per settimane per l'accaduto, e la mia mente mi riportava sempre alla violenza che mia sorella ha subito dal mio padrino di battesimo per anni.
Non so il perché, ma purtroppo non facevo altro che pensare a lei e cosa ha potuto aver passato per colpa di questa carogna.

Ho preso le redini della situazione, e ho deciso di raccontare in parte la verità, per proteggere questa famiglia a cui mi sono legata, ma anche per tutelare me.
Ho chiesto di non farmi rimanere da sola con suo marito dato che mi sentivo a disagio per il suo modo di scherzare.
È come se la mia cliente e la figlia fossero consapevoli dell'atteggiamento del papà.
Ho cercato di far capire che il suo modo di scherzare mi mette a disagio solo perché ho saputo da poco che mia sorella è stata violentata, e dato ciò, potevo confondere questi suoi atteggiamenti.
Solo la figlia mi ha tartassata pregandomi di dirle la verità, e le ho detto solo che mi sentivo gli occhi addosso per i suoi apprezzamenti sicuramente ingenui.
Non ho raccontato della pacca.
Sono stata allontanata di colpo, giustificando il tutto con un semplice: ci sentiamo a disagio ora, per cui meglio non vederci più.
e la cosa mi fa star molto male.
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 18k 587 67
Gentile utente,

Le modalità con cui la famiglia l'ha allontanata fanno riflettere.
Son modalità spesso applicate quando la famiglia custodisce un segreto. Svelare il segreto, parlarne, chiedere aiuto, vuol dire infrangere una regola di silenzio che è l'unico modo per quella famiglia di mantenere l'unità.
Ricorda la fiaba di Andersen "I vestiti nuovi dell'imperatore"?
Mentre tutti i sudditi fingevano di vedere la incomparabile bellezza delle stoffe di quei vestiti, unicamente un bambino con la ingenuità e la sincerità dell'età esclamò: "Il re è nudo!"
Il re, ben consapevole che quella era la verità, ma una verità che non si poteva dire, dopo un momento di sconcerto riprese la sfilata con elegante andatura, e con una maestosità ancora maggiore di prima.

Lei forse è stata quel bambino.

L'esperienza che Le è accaduta fa capire molte cose.
In particolare come sia difficile lavorare a domicilio, che si tratti di parrucchiera, infermiera, fisioterapista, colf.
Mi spiego.
Quando la cliente è accolta nel Suo salone, entra come persona singola nel "Suo" spazio, nel quale è Lei parrucchiera a stabilire le regole.
Quando invece è Lei ad entrare sia pure professionalmente nella casa altrui, è nella necessità di dover condividere spazi e tempi non solamente con la cliente, ma anche con altri membri della famiglia.
Significa anche creare una consuetudine settimanale, che in certe persone può favorire confidenze del tutto fuori luogo.
Forse lei è stata piuttosto ingenua; ad es. andare in veranda con il signore per vedere la nuova pianta non fa parte delle sue competenze di parrucchiera sia pure a domicilio; e dunque tale comportamento può essere equivocato da chi ha interesse a farlo.

Dimentichi.
Svelando alle congiunte il "segreto di Pulcinella" (e dunque segreto che tale non era per le persone della famiglia) è stata "espulsa" immediatamente e "di colpo" come pericolosa per quell'equilibrio famigliare forse non era del tutto sano.

Ovviamente tutte le mie considerazioni sono state prodotte sulla base del racconto e della narrazione che Lei ci ha presentato.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/

[#2]
Utente
Utente
La ringrazio per le sue parole. Mi hanno colpita nel profondo. D'ora in poi tutto questo mi ha regalato una lezione molto grande...non mi pento di aver "protetto" con il mio modo,le persone a cui volevo bene aldilà del lavoro. Non mi pento di aver svelato il mio disagio con richieste che sicuramente possono e non possono essere accolte. Non mi pento di aver dato il beneficio del dubbio che possa aver freinteso tutto. Non mi pento dell'amore dato a questa famiglia. E soprattutto non mi pento di essermi fidata del mio istinto e dell'emozione del disagio che per quanto possa giustificarlo,non va mai evitato. Le loro reazioni hanno parlato molto più dell'accaduto che non ho mai raccontato,e magari in cuor mio ,spero che abbia evitato l'inevitabile situazione che si sarebbe creata se solo non avessi seguito i miei istinti. Rimarrà un bel ricordo di queste persone ,con l'amarezza di chi ha subito ingenuamente e in buona fede,ciò che altro definirebbero: comportamenti innoquo.
Grazie per il consulto
Cordiali saluti
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 18k 587 67
Prego.
Ho apprezzato la spontaneità della sua replica, non sempre possibile e presente in un consulto online.
Se una esperienza dolorosa ci ha insegnato qualcosa di importante, essa non è stata inutile.

Un caro saluto.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/