Iperattività nell'anziano, mania compulsiva o noia post-pensione?

Salve e grazie a chi vorrà rispondermi.

Scrivo per una situazione che riguarda mio padre, un uomo di 70 anni da alcuni anni in pensione.
Molto di quello che sto per scrivere è frutto di dinamiche che mi sono state raccontate da mia madre, in quanto non vivo da anni con i miei genitori.
Dinamiche che ho potuto constatare pure io nei casi in cui vado a trovarli.
Mio padre è sempre stato un uomo metodico, preciso.
Una volta raggiunta l'età della pensione, queste particolarità del carattere, avendo molto più tempo libero rispetto a prima, si sono manifestate in tutta la loro potenza nella 'gestione della casa'.

Mio padre investe la totalità del proprio tempo nel fare pulizie.
Si è trasformato in un maggiordomo h24.
Mia madre avrà ancora alcuni anni di lavoro e capisco che lui ora essendo a casa voglia dare una mano, ma il limite è stato oltrepassato.

Per fare alcuni esempi raccontati da mia madre, mi è stato riferito di un uomo che in una giornata tipo equivale a una trottola, che non sta mai fermo e nel giro di alcune ore pulisce i pavimenti, spazza, stira, fa i letti, spolvera, cucina, va a fare la spesa, apre e chiude continuamente porte e finestre.
Nel pomeriggio ripulisce i pavimenti, lava ecc ecc e così fino all'ora di cena, dalle 8 di mattina.

Mia madre inizia a non poterne più.
Spesso gli spiega che non serve tutto quel lavoro, invitandolo a passare più tempo con la famiglia, coltivarsi un hobby, ma non è interessato a niente.
Ho provato anche io a toccare il tema ma si sente giudicato e la rigira sul fatto che non sta facendo niente di male, non rendendosi conto però che la vita è fatta anche di altre cose e porta allo sfinimento chi vive con lui.

Quando mia madre vorrebbe uscire, fare passeggiate con lui o passare del tempo insieme, diventa complicato, perchè lui ha sempre qualcosa da fare in casa.
Lei sta iniziando a uscire con un gruppo di amiche o colleghe di lavoro, riducendo le uscite con mio padre a una passeggiata di 1 ora il sabato pomeriggio o a fare la spesa perchè è un'attività che interessa anche a lui.

Non capiamo se sia una sorta di iperattività che ha sempre avuto, latente negli anni prima della pensione e venuta fuori ora in tutta la sua potenza, se sia un modo per combattere la noia non avendo mai avuto chissà che passioni o interessi extra lavoro, o se abbia sviluppato un'ossessione per la pulizia.
La mia/nostra domanda, prima magari di rivolgerci a uno specialista, è capire se c'è un modo per affrontare la cosa, magari parlandogli, che tasti dobbiamo toccare?
Perchè per adesso il 'maggiordomo h24' prevale su tutto.
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 18k 587 67
Gentile Utente,

Al momento del pensionamento l'uomo maschio è chiamato alla ristrutturazione completa del proprio mondo interiore ed organizzativo. La donna infatti, pur se pensionata, ha una sua linea di continuità consistente nei lavori "da donna"; l'uomo no, si deve inventare qualcosa che riempie le sue giornate, quelle giornate che prima erano riempite dal lavoro.
La risposta che gli uomini maschi danno è molto soggettiva e strettamente personale. È significativa la frase che viene attribuita a suo padre se si affronta questo argomento:
".. si sente giudicato e la rigira sul fatto che non sta facendo niente di male.."
In effetti è la verità
Solamente che dà fastidio a sua madre.

Anche le donne, nel momento del pensionamento del marito, devono necessariamente ristrutturarsi; accettando ad esempio che il proprio "regno domestico" vada ora condiviso col proprio marito. Rammento una situazione in cui la moglie era arrabbiatissima col coniuge neo-pensionato perché lui aveva deciso di supervisionare/ottimizzare gli acquisti quotidiani: verificava minuziosamente se esistevano offerte speciali, ad esempio sui detersivi per la lavatrice; ed altre amenità secondo la moglie, che però per lui evidentemente erano diventate importantissime.
Occorre pensare che riempirsi (anzi inzepparsi) le giornate, per gli uomini neo pensionati può avere un'efficace effetto antidepressivo.

Gentile Utente,
Lei sa dalle Linee guida che qui non diamo pareri su terze persone -suo padre- e dunque quanto ho scritto:
- proviene dalla mia esperienza professionale del fenomeno qui descritto - il pensionamento maschile - e non dalla conoscenza diretta di Suo padre necessaria per qualsiasi parere motivato.
- Nemmeno lei conosce di persona la situazione che descrive, e che quindi risulta essere un racconto .. di terza mano.
- Tutta la situazione è frutto del riferito di Sua madre, ed è dunque (ovviamente) vista attraverso gli occhi di una moglie parrebbe irritata o delusa. Ma questo afferisce alla *relazione di coppia*, non a suo padre; nella quale [relazione di coppia] Lei non può/non deve lasciarsi invischiare, pur se comprendo che non è semplice per un figlio.

La relazione di coppia nella coppia anziana è ben differente dalla coppia genitoriale. E' frutto di decenni di convivenza e di dinamiche sotterranee sconosciute ai figli; frequentemente di speranze disattese, di delusioni reciproche o semplicemente di noia.
Purtroppo l'età del pensionamento vedere esplodere tali "non detti", non più affievoliti dalla distanza creata dalla ore passate al lavoro, non più giustificati dalla stanchezza lavorativa, non più compensati dalla convivenza dei figli/e bambini o adolescenti

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/

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Utente
Utente
Intanto la ringrazio per l'articolata risposta e l'attenzione che mi ha dedicato. Quindi mi parrebbe di capire che si tratti di una fase di 'ricostruzione' del proprio io che potrebbe durare 1 anno come 1 mese, a seconda della persona e del carattere, e quindi serva solo avere pazienza e adeguarsi alle cose.
Capisco quando dice che da figlio dovrei essere più super partes e che riguarda più i miei genitori, del resto anche gli sfoghi di mia madre sono quasi esclusivamente rivolti a me perchè sono la persona che meglio lo conosce oltre a lei, e mi sono sentito quasi 'in dovere' per affetto a vedere se era una situazione da attenzionare oppure no.
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 18k 587 67
Gentile utente,

La ristrutturazione della situazione non è certo automatica; ha bisogno di un impegno e di una disponibilità al cambiamento di prospettiva da parte di entrambi i coniugi.
In altro caso potrebbe non accadere, dando luogo a quella conflittualità tra marito e moglie che talvolta si trascina dolorosamente fin in .. casa di riposo.

Lei può dare una mano a Sua madre facendola riflettere sui punti che abbiamo sopra elencato; incoraggiandola ad accettare che il proprio marito stia cercando una *propria* strada, differente probabilmente da quella che lei [la moglie] auspicherebbe.

Le auguro di riuscire ad essere super partes, evitando di allearsi con un* dei due. Alleanze che non giovano certo al benessere della coppia che invecchia insieme mentre i figli/e fanno la loro vita, giustamente.

Un caro saluto.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/