Paura delle malattie e della morte precoce

Gentili dottori,a soli 26 anni,anche se è un problema che ho già da quando ero molto più giovane,mi ritrovo a vivere la maggior parte dei giorni della mia vita a sentirmi malata,a palpare ogni parte del mio corpo con la paura di trovare linfonodi ingrossati o masse strane o palline che possano essere tumori o altre malattie che possano rompere il mio equilibrio o portarmi alla morte.Non sono ipocondriaca,in quanto se un dottore mi dice che sto bene e che è tutto ok ci credo e dimentico le malattie,anzi,sentirmi dire che sto bene credo risolverebbe tutto...Il problema è che ho paura di andare dal dottore perchè ho il timore di sentirmi dire il contrario!Dunque mi crogiolo nelle mie paure e nella mia rassegnazione al fatto che certamente la mia vita sarà rovinata da un male incurabile o da un male che riuscirò a curare ma che poi lascerà strascichi di terrore per il mio domani.Sono un educatore professionale,quindi so qual'è l'approccio che si potrebbe utilizzare per risolvere il mio problema.Ciò che invece vorrei sapere da voi è il perchè ho questo problema,da dove deriva?Perchè mi sento destinata a soffrire fisicamente?Perchè anzichè sperare di essere nella fascia dei fortunati mi sento di far già parte della fascia degli sfortunati?Ci ho riflettuto molto e credo di potervi dare un elemento che potrebbe esservi utile:fumo più di 20 sigarette al giorno,non ho mai accettato il fatto di essere arrivata a fumare tanto e ogni volta che accendo una sigaretta penso al male che mi sto facendo.Quando ho iniziato a fumare ho iniziato a pensare alla morte.Potrebbe essere davvero questo il motivo del mio disagio?Grazie,spero in una vostra risposta.
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
Gentile ragazza, alla sua domanda devo rispondere che nessuno sa, allo stato attuale delle conoscenze, perché certi disturbi si verificano. Ma se sa già qual è l'approccio che potrebbe risolverle il problema, è su questa strada che dovrebbe incamminarsi, secondo me. Non andando dal medico ma da uno psicologo/psicoterapeuta esperto in disturbi d'ansia. Se poi riuscisse anche a smettere di fumare, sarebbe il top, ovviamente.

Ad ogni modo da ciò che descrive credo si possa parlare a buon titolo d'ipocondria.

Cordiali saluti

Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

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Dr. Daniel Bulla Psicologo, Psicoterapeuta 3,6k 207 56
Gentile Utente,
se non l'ha ancora fatto provi a leggere questi due articoli sull'ansia e sull'ipocondria

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/408-ipocondria-la-paura-delle-malattie.html

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/205-caro-psicologo-mi-sento-ansioso-i-disturbi-d-ansia-e-la-terapia-cognitivo-comportamentale.html

Essere ipocondriaci non significa essere "matti", come molte persone credono. E' un diffusissimo disturbo d'ansia, che tra l'altro si cura ottimamente attraverso la terapia cognitivo-comportamentale.

Il "perchè" viene un disturbo d'ansia è legato alla particolare storia del paziente, ma generalmente il tutto è legato ad alcuni episodi che instillano nella persona un certo senso di "vulnerabilità".

Infatti Lei non va dal medico perchè è già convinta di incorrere in una diagnosi nefasta (quindi si percepisce vulnerabile). Evitare i medici è un comportamento tipico dell'ipocondriaco.

Però non mi spiego perchè evita i medici ma frequenta assiduamente questo sito alla ricerca di risposte mediche.

Cordialmente

Daniel Bulla

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Attivo dal 2009 al 2019
Psicologo, Psicoterapeuta
Gentile Utente, dal momento che è un educatore, posso permettermi di utilizzare con Lei un linguaggio un pò più tecnico. Convogliare l'ansia verso il proprio corpo, attraverso un percorso fatto di costante ricerca di sintomi fisici e di continue preoccupazione per il proprio stato di salute (ipocondria), rappresenta molto spesso una modalità molto pratica ed "economica" (in termini di economia mentale, cioè ricerca del minimo sforzo e del massimo beneficio) per non affrontare un conflitto, un trauma, un diagio psicologico irrisolto, qualcosa che Lei può anche non individuare consapevolmente attualmente. Sono modalità che naturalmente mostrano un fallimento poiché il problema alla base che pone in essere tale condizione non viene risolto. Molto spesso inoltre, tale atteggiamento determina anche l'emergere di sintomatologie fisiche complesse attraverso processi di somatizzazione e conversione di elementi psicologici che non possono che trovare sfogo se non attraverso il corpo. Quindi il meccanismo descritto si auto-legittima e si auto-alimenta. E' importante capire il motivo delle Sue preoccupazioni e della Sua strategia di coping (strategie mentali e comportamentali che sono messe in atto per fronteggiare una certa situazione,lo stress,eventi quotidiani), percorso che richiede un certo impegno.La consulenza on-line non può sostituirsi ad un consulto di persona per cui il consiglio è quello di affrontare l'argomento con uno psicologo/psicoterapeuta della sua zona. Solo a titolo informativo e divulgativo, quindi non mi riferisco al Suo caso specifico, Le dico che nella storia della ricerca clinica in psicopatologia, è emerso ad esempio che il tentativo di scoprirsi "malato" da parte delle persone, nelle varie epoche, è spesso associato ad una serie di "benefici" diretti e indiretti, che tale condizione determina nella loro vita. Ad es. potrebbe dispensare da responsabilità, porterebbe ad essere accuditi, porterebbe a sperimentare nuovamente le attenzioni parentali.

Cordialmente
Saluti.
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dopo
Attivo dal 2008 al 2009
Ex utente
Gentile dott.Giannini,la ringrazio per la risposta.Ho ben compreso ciò che lei mi ha spiegato.Riguardo all'ultima cosa che dice sono d'accordissimo con lei,ma vorrei sapere:se è così,come mai invece non dico MAI ai miei genitori,ai miei parenti o ad altri che ho questo o quel sintomo?Come mai quando sto davvero male mostro loro di stare invece benissimo?Insomma,i miei non immaginano lontanamente che io sia ipocondriaca,in quanto non mi lamento mai!Anche a scuola o sul lavoro non sono mai sfuggita a compiti e doveri per via di sintomi o malattie...Insomma non mi sembra di utilizzare, cosciamente o inconsciamente, i miei problemi fisici,reali o fittizi che siano,per aggirare ostacoli. Io ho sempre pensato,riguardo a questo mio disturbo, che il tutto ruoti sul senso di colpa,quindi sulla paura di venir punita per qualcosa che ho fatto(anche se a ben vedere non è che abbia fatto nulla di grave in passato)...E' così che mi sento se ci penso,percepisco la malattia come espiazione.E' possibile che sia questo il nodo centrale,la causa della mia ipocondria?
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Dr. Daniel Bulla Psicologo, Psicoterapeuta 3,6k 207 56
Gentile Utente,
come lo stesso Collega Giannini afferma, non è questo il posto per comprendere con esattezza l'origine di un problema psicologico.

Pensi solo al fatto che questa consulenza viene letta da decine di altre persone, ognuna delle quali potrebbe costruirsi un vero e proprio castello mentale.

Io le consiglio di passare all'azione: ci pensi un po' meno, ma faccia qualcosa di concreto. Vedrà che alla fine capirà da cosa deriva quest'ansia.

Ma soprattutto spenga il pc!
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dopo
Attivo dal 2008 al 2009
Ex utente
E' quello che farò,vi ringrazio per la disponibilità e la competenza che ci offrite.Saluti e buon lavoro.
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
Gentile ragazza, apparentemente lei si trova ancora in quella fase nella quale si è alla ricerca affannosa delle cause del proprio malessere. Questo è - purtroppo - un luogo comune molto diffuso: se riesco a capire esattamente perché ho questo, poi sarò in grado di far qualcosa per uscirne.

Purtroppo non è così. Ma la buona notizia è che quando si riesce a mettere da parte la "ricerca del colpevole" e ci si convince che, tutto sommato, l'importante è stare bene, si sarà fatto un notevole passo avanti verso il cambiamento.

Ma lei aveva sollecitato una risposta dal collega Giannini, quindi mi faccio da parte e lascio spazio.

Cordiali saluti
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Attivo dal 2009 al 2019
Psicologo, Psicoterapeuta
Eccoci nuovamente.E' possibile.Ma non possiamo stabilirlo noi in questa sede.Inoltre il nostro agire non è così lineare e logico come sottendono i suoi perchè "se è così,come mai invece non dico MAI ai miei genitori,ai miei parenti o ad altri che ho questo o quel sintomo?Come mai quando sto davvero male mostro loro di stare invece benissimo?".Il nostro agire è fatto anche di paradossi come questi.Lei comunque individua elementi importanti: senso di colpa e paura di venir punita e sarebbero un ottimo punto di partenza per affrontare un discorso approfondito in sede psicoterapeutica, dove gran parte del lavoro lo svolge il cliente stesso e Lei mostra di essere introspettiva, acuta, una serie di "buone doti" per chi decide di affrontare problemi di questo tipo.Purtroppo non è possibile farlo on-line perchè tale esplorazione necessita di entrare nel Suo privato più intimo e questo non è chiaramente qualcosa di fattibile in tale sede.Mi creda vorrei aiutarla di più ma non posso che orientarla in un percorso adeguato alle sue necessità. Spero di esserLe stato utile.
Cordialmente.Saluti.
[#9]
dopo
Attivo dal 2008 al 2009
Ex utente
Certamente,capisco benissimo i limiti delle consulenze a distanza,ne sono cosciente.Vi ringrazio tutti per l'attenzione che mi avete riservato e per avermi aiutata a capire che l'unico modo per aiutarmi è farmi aiutare.Grazie ancora e complimenti per il modo in cui svolgete la vostra professione.Saluti.
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Dr. Daniel Bulla Psicologo, Psicoterapeuta 3,6k 207 56
Grazie a lei per averci scritto, e buon lavoro (su di sé ovviamente)
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Attivo dal 2009 al 2019
Psicologo, Psicoterapeuta
Grazie a Lei.
Saluti e tanti auguri.
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
Lieto di esserle stato d'aiuto.

Cordiali saluti

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