Utente
sono una 42 che accenna il conflitto con la madre quando trovo un compagno, non vi dico i sensi di colpa che mi assegna.Ora ho conosciuto un ragazzo di un altra regione e la colpa e mi abbandoni, quando non ci sono devo tornare a casa, quando ci sono non la rispetto non faccio nulla a casa e me ne devo andare, io me ne sono già andata, e ancora abbandono, ma che devo fare?? tra un anno se tutto va bene mi dovrei sposare, ma riuscirò a fare tutto in questo clima di sconforto, io tra le atre cose dovrei sostenere anche degli esami universitari, in questo clima, forse devo rifare le mie valigie???

[#1]  
Dr. Luca Martis

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Gentile Utente,

per quanto mi riguarda, il consulto posto non sarebbe chiarissimo...

Potrebbe gentilmente riformularlo diversamente?

Cordiali saluti,
Dr. Luca Martis - Psicologo
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[#2] dopo  
Utente
Come da richiesta del Dott.Martis riformula il Testo

Ho 42 anni ho delle discussioni abbastanza pesanti con mia madre.Ho una relazione con uomo di 38 anni che vive in un altra città; abbiamo deciso che se la nostra relazione ha un buon esito io dovrò andare a vivere nella sua città, dato che lui ha un posto fisso e io sono una precaria nella scuola.Questa notizia ha allarmato mia madre e mi ha accussato che io abbandono i genitori, se vado via non potrò aiutarla,notare mia madre e autosufficiente, in poche parole mia madre non vuole che mi allontano dalla mia città,cosa le può interessarea lei che io dovrò forse cambiare città; ci sono discussioni con parole pesanti io non replico ormai è un copione scontato, vai via di casa se non ci rispetti. Io mi comporto allo stesso modo di quando non ho nessuna relazione, ma quello che fa scattare il patatrac e proprio la relazione.
cosa dovrei fare? andare via di casa,e poi dopo li abbandono, cose che accadevano nell'800 siamo nel 2010.
Grazie e spero di essere stata chiara, anche se non è facile riassumere la situazione che è diventata aggrovigliata.

[#3]  
Dr. Luca Martis

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Gentile Utente,

ora la richiesta è molto chiara.

Come Operatori, spesso dobbiamo lavorare con situazioni similari, e non sembra, dalle Sue parole, che questo copione sia stato recitato solo una volta....

Le pongo subito un paio di domande che stimoleranno anche una profonda riflessione:

la Sua felicità è meno importante, o meglio, può cedere il passo ad una relazione Genitori - Figlia, basata su uno scontro così duro, dove (da quello che Lei ha scritto), la colpa sarebbe quella di volersi fare una famiglia?

Cagionerebbe qualche danno ai Suoi Genitori andando via di casa?

Lei vuole andare via di casa per non dover assisterLi in tarda età?

La prossima domanda sarà fondamentale:

Quanto Si sente in colpa per questo desiderio di convivenza ?

Cordiali saluti,

Dr. Luca Martis - Psicologo
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[#4] dopo  
Utente
FACCIO UNA PREMESSA, PER ME LA COSA IMPORTANTE è FARMI UNA FAMIGLIA, QUINDI IO NON MI SENTO IN COLPA PER UN EVENTUALE CONVIVENZA E DI CONSEGUENZA IO NON HO INTENZIONE DI NON PRENDERMI CURA DEI MIEI GENITORI,
TUTTO PUò AVVENIRE NEI MIGLIORI DEI MODI,
SI POSSONO FARE TUTTE E DUE LE COSE IN MODO NORMALE,
LA CONCLUSIONE MI SEMBRA GIà SCRITTA NELLE RIGHE, IO NON MI SENTO PER NIENTE, PER NIENTE SOTTOLINEO IN COLPA DI UNA CONVIVENZA,
GRAZIE DELLA SOLLECITA RISPOSTA
ATTENDO IL SUO CONSULTO.
MARINA

[#5]  
Dr. Luca Martis

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Gentile Utente,

"...PER ME LA COSA IMPORTANTE è FARMI UNA FAMIGLIA..."

"...NON MI SENTO IN COLPA..."

...NON HO INTENZIONE DI NON PRENDERMI CURA DEI MIEI GENITORI..."


credo che sia tutto al suo posto allora...?

Dovrà solo programmare il trasferimento, di comune accordo con il Suo Convivente,

ed aspettare che Sua Madre accetti il tutto, facendosene una ragione.
Nel caso ciò non fosse così semplice, potrà chiedere il supporto di un collega presso il Servizio Pubblico o presso il Suo Studio Privato.

Tanti auguri e

cordiali saluti,
Dr. Luca Martis - Psicologo
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[#6]  
Dr.ssa Chiara Luisa Pataccoli

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Cara Signora,
comprendo le difficoltà che ha incontrato trovandosi di fronte l'opposizione di sua madre. Non so che tipo di rapporto avete, se è sempre stato conflittuale o meno. Mancano tante informazioni per poter valutare, ma rispetto a quello che lei chiede le posso dire che sono situazioni che si verificano molto spesso.
La voglio proprio tranquillizzare, c'è un libro bellissimo che uno dei pionieri della terapia familiare ha scritto in proposito, sul conflitto tra genitori e figli nel momento in cui i figli decidono di farsi una vita propria, si chiama "Dalla famiglia all'individuo" di Murray Bowen. Troverà descrizioni molto tipiche, nelle quali potrà rispecchiarsi.
Il genitore si oppone al tentativo di individuazione del figlio, in un certo senso lo mette alla prova. Ma se lei è felice e convinta della sua scelta, vada dritta per la sua strada con serenità, e non si faccia un cruccio per sua madre. La serenità della sua scelta dovrebbe consentirle di rispondere a sua madre con pacatezza e tranquillità. Accetti la testardaggine di sua madre ma non le consenta di decidere per la sua vita.
Se le sue scelte sono autentiche ed è ciò che lei vuole, sua madre prima o poi capirà, se ne farà una ragione e le vorrà più bene che non se fa quello che lei le dice.
Provi e ci faccia sapere.
Ovviamente i risultati si vedono con il tempo!
Molti Auguri.
Dr.ssa Chiara Luisa Pataccoli

Psicologa Psicoterapeuta Aneb

[#7] dopo  
Utente
Ringrazio tutti e due gli spedialisti, un merito alla dottoressa Chiara che mi ha suggerito la lettura del libro, quando avrò passato gli esami che ho a febbraio sarà mio prossimo acquisto, uno dei due esami e di tipo psicologico, mi avete dato un ulteriore slancio per il superamento degli esami,ho avuto la conferma su quello che ero convinto, se sono rose fioriranno,grazie e buon lavoro, vi terrò informata