Utente 104XXX
Egr. Dott., qualché settimana fa ho chiacchierato piacevolmente con una persona che si occupa di mia figlia. Sembrava avessimo molto in comune, ed ho pensato di aver trovato un'amica. Oggi ricevo la sua risposta ad una mia e-mail dicendomi che è un privilegio avermi conosciuta, anche se dovremo salutarci alla fine dell'anno, cioè quando mia figlia andrà in un'altra scuola. Sembra chiaramente che questa persona mi considera una bella persona, ma che non mi vuole frequentare al di fuori di un rapporto professionale madre-asilo nido. E questo è l'ennesima porta in faccia che ricevo! Perchè è così difficile fare amicizia oggi? O cosa ho fatto di sbagliato? Aiutate mi voi psicologi a capire, perchè il mio senso di solitudine è grande. Grazie.

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Dr. Giuseppe Santonocito

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Gentile signora, ma questa persona le ha detto chiaramente che non potrete più vedervi, oppure che le dispiace che non potrete più vedervi?

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#2] dopo  
Utente 104XXX

Gentile Dott., quoto: "lo so che ci dovremo salutare alla fine di quest'anno, ma vorrei che portassi sempre con te che conoscerti è stato un privilegio." Io da questa frase capisco che non vuole continuare a vedermi l'anno prossimo. Anche l'uso del passato: "è stato", non "è". Chiedo cortesemente il suo parere, perchè non so se mi cervello troppo io, o se sono sfortunata in amicizia!
Cordiali saluti

[#3]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Quando ci si trova di fronte ad affermazioni ambigue come questa che quota, si può reagire in maniera ottimistica oppure in maniera pessimistica.

Le rigiro la domanda e le chiedo: secondo lei, come sta reagendo?

Questa persona potrebbe effettivamente stare dicendo che considera a scadenza la vostra frequentazione. Ma potrebbe anche essere interessata a proseguirla e tuttavia insicura, allo stesso modo in cui lo è lei adesso.

Ha mai provato a proporle direttamente di frequentarvi, di uscire insieme ecc.?

Se non l'ha fatto potrebbe essere il caso di provarci. Qualcuno deve pur prendere l'iniziativa, in questi casi. E se poi lei dovesse rifiutare, pazienza. Ma non aspetti che siano sempre gli altri a fare il primo passo.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#4] dopo  
Utente 104XXX

Ha sicuramente ragione quando mi fa capire che la mia interpretazione è pessimistica. Ma questa mia reazione è dovuta anche al fatto che purtroppo ho quasi sempre fatto io il primo passo, e troppo spesso ho ricevuto porte in faccia! Forse il problema è proprio il fatto che faccia il primo passo, con troppa disinvoltura e disponibilità, e questo spaventa le persone. E ci lamentavamo di questo proprio con questa persona! Comunque, seguirò il suo consiglio, visto che avevo già accennato a questa persona che l'avrei invitata insieme a suo marito a cena...Vedremo...
Grazie per le sue risposte.
Cordiali saluti

[#5]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Quello del fastidio (o della paura) del rifiuto è una cosa che bisogna imparare a superare se si vuole essere socialmente un po' più attivi.

Ma il suo problema forse non è che fa troppi primi passi, ma magari che li fa con troppa convinzione. Investe troppo nelle sue aspettative iniziali, e così la delusione quando arriva è più cocente.

Provi a imparare a dosare la portata dei suoi primi passi. Saggi l'acqua prima di buttarsi immergendo solo l'alluce. Se è troppo fredda, potrà ritirarsi in tempo prima del bagno gelato. Così la colpa sarà stata dell'acqua, non sua per aver tastato il terreno.

Se invece l'acqua è buona, avrà più fiducia in se stessa man mano che avanza.

L'invito a cena intanto mi pare un buon inizio. E anche se accetteranno, aspetti ancora alcuni altri incontri, prima di buttarsi troppo in là.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#6] dopo  
Utente 104XXX

Si, mi sa che ha azzeccato il problema. Ci lavorerò! Intanto grazie mille per la sua attenzione, mi ha rasseranata!