Utente
Buongiorno,
sono un ragazzo di quasi 31 anni, alto, molto magro, capelli castano chiari, occhi verdi e di bell’aspetto (diciamo al di sopra della media, facevo anche il fotomodello); fumo una 15 di sigarette al giorno e la sera e mia consuetudine fumare un sigaretta di marijuana per rilassarmi, intorno ai 20 anni facevo cose anche peggiori tipo prendere cocaina, LSD ed ecxtasy ma adesso fumo solo l’erba (una canna al giorno).
Ho avuto una sola ragazza nella mia vita ma non l’ho mai amata veramente forse perché nei rapporti sono una persona fredda e che esaurisce la passione alla svelta; e una serie di ragazze con cui ho avuto rapporti occasionali ma anch’esse non mi sono mai piaciute veramente, diciamo che stavo con loro per necessità corporali, e, tutte le ragazze che credo mi interessino veramente forse non sono interessate a me.
I miei amici dicono che sono vecchio dentro e che sono sempre imbronciato ed effettivamente ho sempre i nervi tesi, sono di cattivo umore, sono depresso, tendo ad evitare i rapporti interpersonali e per un lungo periodo di tempo ho trascurato la vita sociale, non riesco più a divertirmi se non a sprazzi, penso in continuazione da quando mi alzo a quando vado a dormire (non c’è tregua), ho difficoltà nel comunicare e di provare entusiasmo forse per la mancanza di voglia e di stimoli.
Il lavoro non mi aiuta visto che sono disoccupato e che nei 2 lavori precedenti ho avuto delle bruttissime esperienze, ho sempre avuto voglia di lavorare (forse l’unica virtù che abbia mai avuto) ma adesso anche quella si è assopita, non ho una ragazza che mi piaccia e questo mi rende molto solo.
Questo mio malessere è nato 10 anni fa (riesco a ricordare perfettamente il giorno della mia metamorfosi interiore) quando per esigenze lavorative mi sono trasferito in un'altra città e dove ci ho vissuto per 3 anni.
Sono stati 3 anni che hanno sconvolto la mia vita, frequentavo poche persone e mi sentivo solo ed il giorno fatidico è stato il capodanno del 2000 festeggiato solo come un cane in piazza mentre attorno a me vedevo persone festanti e piene di gioia, sicuramente sento che è stato quello il giorno in cui è cominciata questa mia depressione, quasi come un interruttore che si spegne e che tutt’ora persiste e peggiora sempre più anche se c’è da registrare un esaurimento nervoso causatomi da mia madre nel 1998.
Non ho mai preso nessun farmaco né fatto alcuna cura però ora sento l’esigenza di chiedere aiuto per riguadagnare la voglia di vivere e sentirmi felice quindi prima di rivolgermi al medico per farmi prescrivere degli antidepressivi volevo chiedere consiglio a voi su cosa posso fare, quali sono i medicinali migliori e se esistono delle cure naturali.
Grazie a tutti per la pazienza.

[#1]  
Dr.ssa Laura Rinella

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Gentile Utente,
i disagi e le difficoltà che lei descrive meritano di essere affrontati rivolgendosi in presenza ad uno psicologo/psicoterapeuta.

Tenga presente che lo psicologo non prescrive farmaci poiché non è medico e che da qui, tra l'altro, possiamo solo fornirle indicazioni generali.

La sua capacità di esporre i suoi malesseri e di riuscire a guardarsi dentro, unitamente alla sua volontà di "riguadagnare la voglia di vivere e sentirsi felice" le saranno di aiuto nell'affrontare un eventuale percorso terapeutico.

In merito alla ricerca dello specialista consigliatole, può anche rivolgersi al servizio pubblico di zona(ASL).

Cordialmente
Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
www.psicologiabenessereonline.it

[#2] dopo  
Utente
Dott.,
la ringrazio infinitamente per la risposta ma non ho il coraggio di parlare a quattr'occhi con uno psicologo e poi sono troppo orgoglioso per ammettere di avere un problema e di parlarne ad un'altra persona conosciuta o sconosciuta, qui al contrario sono invisibile e questo mi permette di aprirmi liberamente...penso di essere una persona combattiva che affronta i problemi e con un carattere forte anche se bruttissimo ma la mia testa è una cosa che non riesco a controllare...sono sicuro che, anche se trovassi uno psicologo, diciamo il più bravo, il migliore, non riuscirebbe a districarsi nei meandri della mia testa e mi darebbe risposte di circostanza...sto cominciando a dare segnali inequivocabili di malessere che a volte penso anche siano riconducibili alla schizzofrenia, addirittura un amico l'altro giorno mi ha fatto notare che secondo lui sono una persona infelice e questa cosa traspare dai miei occhi, a suo dire spenti che mancano di luce vitale e la cosa brutta è che non è il solo a farmi notare questa cosa...piuttosto, anche se lei non può prescrivere niente avevo bisogno di sapere quali sostanze farmacologiche o naturali possono andare ad influire positivamente sulle mie aree del cervello afflitte da malessere

[#3]  
Dr.ssa Laura Rinella

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Gentile Utente,
non faccia auotodiagnosi, non le sono di aiuto.

Un professionista della salute mentale, quale lo psicologo psicoterapeuta, non dà "risposte di circostanza" , ma lavora , insieme al paziente, per aiutarlo a ritrovare il proprio benessere.

Se lei non ha fiducia negli psicologi perché si è rivolto a noi?

Le ribadisco che il modo corretto per affrontare i suoi disagi è quello di rivolgersi in presenza ad un professionista della salute mentale.

Le figure di riferimento sono lo psicologo/psicoterapeuta e lo psichiatra.

Da qui non è possibile fare di più. L'auto-terapia, quale quella che lei prospetta, inoltre, non è un buon rimedio, anzi.

Se lei si reputa una persona combattiva che affronta i problemi, sappia che il miglior modo che ha a disposizione per farlo, è quello suggerito.

Cordialmente
Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
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[#4]  
Dr.ssa Moira Picchi

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Gentile Utente,

sottoscrivo pienamente quanto già espresso dalla collega.

Intraprendere un percorso non è una decisione semplice da prendere, è fatica, è mettersi in gioco.
Noi professionisti siamo i primi ad esserne consapevoli.
Ma è talvolta necessario per ritrovare un proprio equilibrio e benessere perduti.

Afferma di "essere troppo orgoglioso per ammettere di avere un problema": da ciò che Lei ha scritto traspare una consapevolezza, un riconoscimento di un benessere che non c'è... E' un primo step molto importante.

Sta ovviamente a Lei, in ultimo, decidere che cosa fare di questa consapevolezza.

Cordialmente
Dr.ssa Moira Picchi

[#5]  
Dr.ssa Sabrina Camplone

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Gent.le utente,
se quella che sta cercando è la pillola della felicità sappia che non esiste,la depressione è una condizione complessa che non va scambiata con la demotivazione e la consapevolezza di essere "ripiegati su sé stessi".
Il ruolo dello psicologo-psicoterapeuta non è quello di "trovare la via d'uscita in un labirinto" ma quello di facilitare un processo di cambiamento in direzione della sua autorealizzazione, ma sarà lei a vivere tale processo e nessun terapeuta, neanche il più bravo, può sostituirsi a lei.
Iniziare una psicoterapia non si significa accettare l'idea che qualcuno che ci dica come comportarci, quella sì sarebbe umiliante, ma instaurare un rapporto di fiducia che le consentirà di recuperare il suo potere personale e diventare proattivo nella scelte che di volta in volta si troverà ad affrontare.
Cordilamente
Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
Psicologa-Psicoterapeuta Individuale e di Coppia a Pescara e Mosciano S.Angelo (TE)
www.psicoterapeuta-pescara.it

[#6]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Gentile utente, innanzitutto è necessario sapere che una canna al giorno, anche se può sembrare insignificante, può bastare a produrre danni neurologici/psichici. Quindi la prima visita che farei è dallo psichiatra, per accertarmi che il fisico non ne abbia risentito. Occorre sfatare questo mito secondo cui le droghe "leggere" sarebbero innocue.

Poi lei dice:

>>> ma non ho il coraggio di parlare a quattr'occhi con uno psicologo e poi sono troppo orgoglioso per ammettere di avere un problema e di parlarne ad un'altra persona conosciuta o sconosciuta, qui al contrario sono invisibile e questo mi permette di aprirmi liberamente...
>>>

E subito dopo:

>>> penso di essere una persona combattiva che affronta i problemi e con un carattere forte
>>>

Non nota proprio alcuna contraddizione?

Se me lo permette, le direi che da qui non appare affatto come una persona coraggiosa, ma al contrario, come qualcuno che preferisce deprimersi e rinunciare, piuttosto che affrontare direttamente ciò che lo infastidisce. Appare come qualcuno che sta scappando da nemmeno lui sa cosa.

>>> sono sicuro che, anche se trovassi uno psicologo, diciamo il più bravo, il migliore, non riuscirebbe a districarsi nei meandri della mia testa e mi darebbe risposte di circostanza
>>>

Di nuovo, se mi permette di essere franco, le direi piuttosto che l'impressione è che lei preferisca cullarsi nell'illusione di essere tanto speciale, per compensare la sua incapacità di rendere la vita degna di essere vissuta.

È un po' l'atteggiamento del romantico di fine 800: la vita fa schifo, però in fondo io sono un eroe.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it